Doris Payne

Doris Payne

(Virginia Occidentale, 1930) è una splendida ladra statunitense. Il suo modus operandi era quello di entrare in negozi di gioielli nelle vesti di una brava donna, ma in finale era sempre e solo alla ricerca di diamanti, per poi venderli.
Ha truffato le più famose gioiellerie al mondo in 50 anni della sua vita, a Montecarlo, Tokyo, Las Vegas, Parigi, Texas, Colorado, New York, a Zurigo e forse anche ad altre città, ma i furti più rischiosi della sua vita sono stati proprio in Texas ed in Colorado. In Texas riuscì ad evadere, infatti, mentre aspettava che il furgone la portasse dal tribunale in carcere è riuscita a “fuggire” lasciando credere alle guardie che fosse una parente di un detenuto. Curiosità è che nella fuga ella senza nemmeno accelerare il passo riuscì a non far accorgere a nessuno di tutto. L’ultima truffa l’ha fatta nel 2011, all’età di 80 anni: quest’ultima, però, l’ha ingannata, o meglio, la tecnologia l’ha ingannata: dopo aver, come sempre, selezionato la gioielleria da derubare, in questo caso a San Diego, negli Stati Uniti, una telecamera l’ha incastrata fornendo le prove della truffa di un gioiello con un diamante del valore di settemila euro.
Hollywood ha annunciato di voler realizzare entro il 2012 un film basato sulla vita di Doris Payne, intitolato Dov’è Doris Payne? (Who is Doris Payne?), che avrà come protagonista l’attrice Halle Berry nelle vesti della donna-truffatrice.
Quando si parla di furti ad alto livello come opere d’arte o gioielli, si pensa subito ad un uomo. Un po’ perché ce lo raccontano le cronache, un po’ perché al cinema ha sempre il volto di qualche attore dallo sguardo seducente e dai modi affascinanti. Ed ecco il mito del ladro genitluomo che manda un mazzo di fiori alla cassiera di una banca svenuta durante una rapina, come fece Horst Fantazzini a Bologna negli anni ’70, o seduce ricche ereditiere, a suon di galanterie, nei film su Arsenio Lupin.
Ebbene, Arsenio Lupin esiste. E’ vivo e vegeto anche se al momento non se la passa proprio benissimo. Vive in California, dalle parti di San Diego e ha il volto di un’anziana donna di colore: Doris Payne, 80 anni di cui 50 passati a rubare nelle gioiellerie di mezzo mondo.
La leggenda racconta che iniziò da ragazzina, per caso. Era andata a pagare il conto da parte della madre in un emporio di Cleveland, in Virginia e, quando uscì, aveva un orologio d’oro al polso.
Non se n’era accorto nessuno, lei per prima. Data la famiglia numerosa in cui viveva, ultima di 6 figli e la scarsità di risorse con cui combatteva ogni giorno, mamma sarta e papà minatore, pensò che quel mestiere non era male. Era un lavoro come un altro. E a lei riusciva benissimo. Perché non tentare? Ma quella volta, restituì la merce.
Una carriera lunga 50 anni, interrotta ogni tanto da qualche soggiorno nelle patrie galere. Del resto, non tutte le ciambelle riescono con il buco. L’ultima condanna risale al 2005: 2 anni per il furto di un anello di diamanti da 36.000 dollari, in un negozio di Las Vegas. Pena, in seguito, ridotta per buona condotta.
In 5 decenni Doris, classe 1930, ha messo a segno innumerevoli colpi al di qua e al di la dell’oceano: Stati Uniti, Grecia, Francia, Gran Bretagna e Svizzera.
Il modus operandi è invariato per qualsiasi latitudine: si presenta vestita molto elegante, ben truccata, con pochissimi accessori e sfoggiando una borsa di alta moda.
In genere, chiede al commesso di vedere anelli, orecchini o collier rigorosamente di diamanti. Ne prova una discreta quantità. Anzi, indossa il monile, si ammira nello specchio, lo toglie, ci pensa, ne prende un altro. Il tutto condito da estenuanti chiacchiere a cui il commesso, se vuol portare a casa la vendita, deve partecipare attivamente.
Ed è proprio qui che Doris affonda la lama. Il povero venditore esausto e distratto, con decine di gioielli luccicanti sul bancone, non si accorge che la raffinata signora ha già intascato il prezioso oggetto e si congeda calma, con un ci devo pensare, generalmente a bordo di un taxi, in attesa fuori dal negozio.
Persino Gail Riddell, detective in pensione della polizia di Denver riconosce che Miss Doris Payne ha stile.
E’ una donna minuta, molto colta. Da piccola le piaceva studiare e sognava di visitare posti lontani. Dopo il liceo andò a lavorare in un asilo nido. L’unico lavoro onesto che ricorda di aver fatto.
Lei non si definisce una ladra: semplicemente si porta a casa quello che i commessi si dimenticano di averle dato. Sarà per questo che dai suoi occhi non traspare nessun senso di colpa, che i suoi modi sono così calmi, che non ha mai usato un’arma.
Una volta intascato il gioiello, Doris lo vende, immediatamente, al banco dei pegni e, intascati soldi, trasloca. Spesso usa false identità, pare ne abbia totalizzate 22 e il suo must è passare inosservati. Nessuno deve sapere chi sei, da dove vieni, cosa fai.
Nei primi anni ’70 l’FBI comincia a indagare su una giovane donna di colore, ben vestita che ruba anelli di diamanti. Nonostante si liberi in fretta della merce o sia molto ingegnosa nel nasconderla, Doris viene arrestata diverse volte. In Texas riesce a evadere, andandosene, semplicemente, con la sua solita grazia. In Colorado la detenzione più lunga: 5 anni.
Il 2 gennaio 2011, Doris Payne, soprannominata nonna ladra, data l’età, è tornata dietro le sbarre. Ha rubato un anello di diamanti in una gioielleria di San Diego, del valore di 7.000 dollari. La donna si è dichiarata estranea al furto ma la telecamera di sorveglianza l’ha incastrata. Infatti, il suo sistema buone-maniere-viso-scoperto non va d’accordo con i metodi di sicurezza tecnologici.
Mentre Doris fa un sintetico bilancio della sua vita, ho avuto dispiaceri ma anche tante gioie, a Hollywood sono già al lavoro per girare un film sulla sua vita: una ladra dalle buone maniere che si diverte a rubare gioielli ma non ama indossarli. Uso il presente perché, c’è da giurarci, apeena esce Doris andrà a fare una passeggiata, in gioielleria. Magari a New York, per una colazione da Tiffany.

Doris è stata aimè arrestata il 2 gennaio 2011 e a febbraio è stata condannata a cinque anni di reclusione con l’accusa di furto con scasso.

L’articolo : http://chiusoperrapina.noblogs.org/?p=1920

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