Giovane nell’animo!

14 dicembre 2011
Cuneo – Un pensionato di 85 anni tenta senza successo di rapinare due uffici postali e, quando viene arrestato dai carabinieri, si giustifica con il disperato bisogno di soldi: la pensione – ha detto – non gli basta per mantenere anche la moglie, extracomunitaria, e i suoi parenti, con i quali divide un piccolo alloggio a Borgo San Dalmazzo, in provincia di Cuneo. I militari, una volta in caserma, gli hanno offerto la colazione e il pranzo alla mensa.
La vicenda si è svolta a Cuneo. Protagonista P.G., che si è presentato nell’ufficio postale di frazione Spinetta brandendo una pistola giocattolo e, di fronte ai clienti spaventati, ha ordinato all’impiegata, in modo assai concitato, di consegnargli il denaro che aveva in cassa, La donna però lo ha riconosciuto perchè – ha detto – in passato lo aveva già visto chiedere l’elemosina nei paraggi; ha preso tempo e ha chiamato con il telefonino le forze dell’ordine.
Il pensionato, dunque, ha desistito e, in bicicletta, ha raggiunto le Poste centrali. Anche qui ha ripetuto la scena, ma l’impiegata, forse poco convinta dall’età avanzata e dall’aspetto dimesso dell’aspirante rapinatore, ha temporeggiato. L’uomo si è convinto che non sarebbe riuscito ad avere il denaro e si è allontanato, ma i carabinieri, dopo aver raccolto le testimonianze, lo hanno individuato nel giro di pochi minuti: era nel centro commerciale di Borgo San Dalmazzo, non molto lontano da casa. A quel punto, in caserma, lo hanno assistito per il resto della giornata.

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In cento all’autogrill

08 dicembre 2011
Torino – Un centinaio di giovani genovesi che viaggiavano su due pullman diretti a una nota discoteca torinese hanno saccheggiato la scorsa notte il bar di una stazione di servizio lungo l’autostrada Torino-Piacenza. Il gruppo ha invaso il market portando via bibite e dolciumi.
Dapprima e’ intervenuta una pattuglia della polizia stradale, poi sono arrivati Carabinieri e altri agenti. Due ragazzi sono anche stati trovati in possesso di sostanze stupefacenti e sono stati arrestati.

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Rapina in banca e gli impiegati lo legano

07 dicembre 2011
Torino – Banca. Ora di pranzo. Un uomo legato mani e piedi, buttato sul pavimento. Supplica, chiede di essere liberato. Intorno, una mezza dozzina di uomini, impegnati a controllare che non si muova. Una scena già vista, ma questa volta c’è qualcosa di diverso. L’uomo a terra è un bandito, quelli intorno sono impiegati e clienti della banca. E fuori, altri due rapinatori bussano con forza per far aprire la porta. Invano.
Tutto accade tra le 12,50 e le 13 di lunedì, nella filiale della Banca d’Alba in corso Siracusa 47. R.F., 46 anni, entra nella bussola della banca. Indossa una maschera di lattice e una parrucca con i capelli rossastri. «Era voltato verso il muro, sembrava che telefonasse» spiega un’impiegata. La cassiera, però, si accorge subito del trucco e blocca le porte. Il bandito rimarrebbe lì, se non fosse per un cliente, che sfiora la maniglia e sblocca il meccanismo della bussola. Ma è sempre lui a mettere per primo le mani addosso al bandito. Scena da film: il cattivo con la faccia contro il muro, le mani dietro la schiena, perquisito in cerca di armi. Questa volta, però, a bloccare il ladro sono tre clienti, con l’aiuto del direttore e del vicedirettore della banca. Agiscono come una squadra affiatata, neanche fossero specialisti del settore sicurezza. Due tengono le braccia, uno schiaccia il bandito contro il muro, il vicedirettore lega con il nastro adesivo le gambe dell’uomo e il direttore gli stringe i polsi dietro la schiena con una fascetta da elettricista. Sdraiato sul pavimento, il bandito fa un ultimo, disperato tentativo: «Faccio il bravo, lo prometto, ma lasciatemi andare». Continue reading

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10.000 Euro di spumante

07 dicembre 2011
Torino – La scelta dei supermercati in cui attuare la truffa era accurata così come quella dei prodotti da portare via. Tre persone sono finite in manette, a Torino, dopo aver raggirato i dipendenti del supermercato Carrefour, di Corso Montecucco. I fermati lavoravano per una ditta di distribuzione e vendita all’ingrosso e al dettaglio di prodotti alimentari della provincia di Napoli. L’accusa per loro è concorso in truffa aggravata e ricettazione. I tre sono stati bloccati dopo aver sottratto 102 bottiglie di spumante di pregio, del valore di circa 10.000 euro, nascondendole assieme ad altre che avevano regolarmente pagato. L’ammanco è stato però notato dai titolari del supermercato che hanno fatto intervenire i carabinieri per un controllo. Continue reading

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Palloni ed abbigliamento sportivo

06 dicembre 2011
Leinì (To) – L’allenatore di una squadra giovanile di basket e tre minorenni, responsabili del furto di decine di palloni, abbigliamento sportivo e attrezzature elettroniche e informatiche nella sede distaccata dell’Università di Torino a Leinì (Torino), sono stati fermati in flagranza di reato dai Carabinieri. Il coach, che ha 27 anni, è stato arrestato, mentre i minori, tutti di 16 anni, denunciati per furto aggravato. Sono stati riconosciuti nei filmati degli impianti di sorveglianza dell’edificio. Secondo gli investigatori, i quattro sono responsabili di svariati raid notturni avvenuti negli ultimi mesi. La refurtiva è stata recuperata a casa dei fermati. L’allenatore, ritenuto capo della banda, è stato sorpreso mentre usava uno dei computer rubati e ha confessato i furti, che ha compiuto sempre dopo essersi recato nella piscina del complesso universitario. Alcuni dei palloni da basket rubati venivano poi utilizzati per gli allenamenti.

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Precisione nei dettagli

15 novembre 2011
Gricignano (Av) – 310mila euro. Questa il bottino della spettacolare rapina messa a segno da una nutrita banda di rapinatori ai danni dello sportello della Unicredit Bank all’interno dello stabilimento Merloni ubicato nella zona industriale di Aversa Nord, sui territori di Teverola e Carinaro. A mettere in scena questo colpo cospicuo almeno quattro rapinatori con il volto coperto e armati di pistole e fucili. Un colpo pianificato, quasi certamente, grazie ad una soffiata che ha consentito di portarlo a segno senza particolari difficoltà, proprio quando la filiale dell’istituto di credito aveva le casse piene. Poco prima, infatti, un furgone portavalori aveva depositato presso lo sportello della nota fabbrica di elettrodomestici marchigiana la somma che, presumibilmente, doveva servire per pagare gli emolumenti ai lavoratori addetti all’impianto di produzione di frigoriferi e cucine. I quattro hanno fatto irruzione nello stabilimento forzando l’ingresso con un furgone Fiat Doblò, poi abbandonato sul posto e risultato rubato. Si sono portati presso lo sportello bancario e hanno costretto gli addetti a consegnare il danaro. Sono, poi, fuggiti, scavalcando la recinzione posteriore raggiungendo due auto (forse con a bordo i conducenti), con le quali hanno abbandonato il luogo, facendo perdere le proprie tracce.

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Rapina da 500mila euro

15 novembre 2011
Siena – Questa mattina, intorno alle 6.30, cinque banditi hanno assaltato un furgone portavalori della Sicurpol sulla superstrada Firenze-Siena, tra le uscite di Colle Val d´Elsa e Monteriggioni, in direzione Sud. La rapina è fruttata alla banda una cifra intorno ai 500 mila euro. I banditi – che durante l´assalto hanno anche sparato – hanno prima bloccato la strada al portavalori con un camion e poi dietro al furgone hanno dato fuoco a quattro auto per garantirsi una via di fuga e ostacolare l´intervento delle forze dell´ordine. I conducenti del portavalori – trasportati al policlinico delle Scotte di Siena per accertamenti – sono rimasti feriti a causa dell´urto e non per i colpi d´arma da fuoco. La superstrada Autopalio è stata chiusa al traffico.

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Rapina in gioielleria

14 novembre 2011
Secondigliano (Na) – Una rapina è avvenuta circa un’ora fa all’interno della goielleria Esposito, al corso Secondigliano. I banditi hanno fatto irruzione all’interno del negozio, servendosi di un cunicolo delle fogne. Una volta entrati nel punto vendita, hanno tenuto in ostaggio le commesse per poi portare via il bottino e scappare attraverso la stessa condotta fognaria. Tanta paura tra il personale della gioielleria, in stato di choc per l’accaduto. Subito è scattata una vera e propria caccia all’uomo in tutta l’area nord, con l’ausilio di un elicottero e di numerose volanti.

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Rapina da 800mila euro

07 novembre 2011
Sibari (Co) – Una rapina ai danni di un furgone portavalori e’ stata compiuta stamane nei pressi di Sibari, nel cosentino. Il bottino ammonta a circa 800 mila euro.
Il portavalori stava effettuando il giro per la consegna del denaro agli uffici postali. Mentre il mezzo percorreva la statale 106 improvvisamente c’e’ stato un camion che ha bloccato la carreggiata. I rapinatori hanno poi costretto le guardie giurate a scendere dal furgone e si sono impossessati del denaro.

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Mai chiedere passaggio a degli sconosciuti!!

05 novembre 2011
Roma – Dopo aver compiuto una rapina in banca, non e’ riuscito a salire sulla vettura dei complici, e si e’ dato alla fuga a piedi: ha chiesto un passaggio a due persone che erano su un’automobile ma queste erano due carabinieri in borghese, impegnati nella ricerca dei rapinatori, che lo hanno arrestato. E’ accaduto a Castelluccio dei Sauri, nel foggiano. Il presunto rapinatore, G.C., di 26 anni, con piccoli precedenti penali, disoccupato, sposato e padre di tre figli e’ stato arrestato.

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Furto in villa: 40mila euro

05 novembre 2011
Roma – Furto nella villa del calciatore giallorosso Juan nella tarda serata di giovedi’ scorso, nella Capitale. I ladri si sono introdotti in casa del difensore della Roma, a Casalpalocco, e hanno portato via un bottino del valore di circa 40mila euro.

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Espropriato un supermercato ad Exarchia

5 Novembre 2011
Exarchia (Grecia) – Sabato, 5 Novembre 2011, un gruppo di compagni ha espropriato un supermercato, che fa parte della catena Bazaar/Fresh Express ad Exarchia.
Beni primari e cibo sono stati espropriati e distribuiti tra la gente nel mercato aperto in Kallidromiou street.
La folla ha ricevuto con entusiasmo i carrelli pieni di spesa e subito ha accettato i prodotti con apprezzamento e gioia per l’azione.

Le loro ricchezze sono il nostro sangue.
Espropriare il Capitale ovunque.
Compagni

Tratto da This Is Our Job
Tradotto da Culmine

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Il “re delle evasioni” evade per la 5volta!

04 novembre 2011
Bolzano – «Non mi prenderanno vivo, piuttosto la faccio finita, di certo non tornerò in carcere». Max Leitner è detto il “re delle evasioni” e non per niente: è fuggito la settimana scorsa per la quinta volta dal carcere. Dopo un permesso ottenuto dal carcere di Asti dove sconta la sua pena è ormai uccel di bosco, probabilmente sui monti attorno al suo paesello natio, Elvas in quel di Bressanone. Da quelle parti ormai la sua figura rasenta la leggenda, tanto che sul web si contano già 700 supporter dalle pagine di Facebook. Gli affezionati gli dedicano interventi che vanno da «buona fortuna» a «non farti prendere», a «non mollare». Il latitante parla attraverso un intermediario: «Meglio morto che ritornare in cella. Le condizioni delle carceri italiane sono disumane», afferma. «Non ho mai fatto male a nessuno – dice Leitner – ho soltanto rapinato delle banche. Nessuno mi ha mai dato una seconda chanche, mentre c’è chi ha ucciso ed è già a piede libero». «Nessuno si è mai occupato di me, nemmeno un politico», aggiunge. Per la fuga del rapinatore è indagato il cappellano del carcere di Asti, don Giuseppe Bussolino. Sarebbe stato infatti il religioso ad accompagnare Leitner in auto a Bressanone per un omaggio alla tomba del padre, morto pochi mesi fa. Max Leitner, che oggi ha 52 anni, aveva cominciato a far parlare di sè per una serie di rapine in banca nel Nord Italia e in Alto Adige verso la fine degli anni ’80. Poi si spinse anche in Austria dove, nell’agosto del ’90, fu catturato dalla polizia austriaca durante un assalto ad un furgone portavalori. In Austria Leitner riuscì ad evadere da quello che definì un carcere «medievale». Dopo qualche giorno si consegnò, al confine con l’Austria a Prato alla Drava, alla polizia italiana: «Meglio stare in un carcere italiano che in uno austriaco», aveva detto. Rinchiuso poi a Bolzano, all’ apparenza detenuto modello, fu protagonista della più classica delle evasioni, calandosi da una finestra usando lenzuola annodate. Resta poi latitante per sei mesi e ritorna quindi in carcere a Padova dove ci fu la terza evasione. L’ultima volta Leitner era stato arrestato il 29 dicembre 2004 a Rabat in Marocco, due mesi dopo l’evasione dal carcere di Bergamo, dove avrebbe dovuto restare fino al 2012 per rapina e fabbricazione di armi e materiale esplodente.

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Il telefono: precauzioni per l’uso

04 novembre 2011
Torino – Si sono visti ripresi in azione. Il primo giugno scorso T. viene convocato nella caserma dei carabinieri in seguito all’ arresto per furto del fratello maggiore e i militari gli fanno vedere il filmato dell’ aggressione alla ragazza per capire se conosce qualcuno degli aggressori. Lui dice di non riconoscere nessuno ma appena esce telefona a un complice e dice: «Mi hanno fatto vedere quel filmato». E all’ altro che chiede se sono stati riconosciuti risponde: «Coglione noi due no! ma B. è inguaiato…». E il giorno dopo telefona a B. dicendogli: «Ti si vede il volto, ti si riconosce…». E quando B. gli dice di aver compiuto 18 anni, gli dice: «Ti danno due anni, in Italia la rapina è pericolosa, non avevi cappuccio in testa, non avevi niente…». B si chiede come i carabinieri sappiano già il suo nome e T. chiosa: «Se hanno visto le foto hanno trovato anche il nome, tranquillo…».

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Espropriato un supermercato ad Atene

3 novembre 2011
Atene – Oggi dei compagni hanno espropriato un supermercato nel quartiere ateniese di Zografou e hanno distribuito la merce in un vicino mercato popolare all’aperto (laiki).
Traduzione del testo distribuito durante l’azione:

Non illudiamoci. Dietro la facile e assimilabile retorica riguardo ai truffatori e ai ragazzi d’oro, i cattivi tedeschi e – generalmente e astrattamente – i mercati spietati, nascondono il nostro sfruttamento senza tempo ed espropriano il benessere prodotto dalla combriccola dei padroni. Ed è cristallino che fino a quando domineranno le nostre vite, continueranno a sminuirci e ci stermineranno al fine di mantenere i loro profitti. E i conseguenti colpi che stiamo subendo, non importa quanto li presentino disparati, tutti servono i loro interessi. Allo stesso tempo, diffondono paura per preservare la loro autorità : aumentando la polizia, inseguendo i migranti, revocando l’asilo, fomentando patriottismo e razzismo.
Basta immobilità. Riprendiamo le nostre vite nelle nostre mani.
La prospettiva della classe dei repressi non è né la lotta per sopravvivere, né lo stritolamento in una posizione di arresa e impoverimento. Questa prospettiva va realizzata qui e ora, nei grandi e piccoli momenti di rifiuto e delle nostre lotte. Negli scontri quotidiani con i padroni e negli scioperi generali; nei cortei, assemblee popolari e strutture di mutuo aiuto; nelle occupazioni di edifici pubblici, scuole e università; nella rabbia contro i poliziotti e la solidarietà contro la repressione; in azioni aggressive contro gli obiettivi capitalisti e di stato; nei movimenti che si rifiutano di pagare, dalle bollette elettriche ai pedaggi; negli espropri collettivi di beni dai supermercati, e la loro pubblica ridistribuzione.

Afferriamo la nostra forza collettiva.
Realizziamo il piano per l’emancipazione sociale e individuale.
Guerra alla guerra dei padroni.

Tratto da Occupied London, from the Greek Streets
Tradotto da Culmine

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