Assalto miliardario al treno Glasgow-Londra

8 agosto 1963
Su un ponte ferroviario nel Buckinghamshire, il postale che viaggia dalla Scozia trova la segnalitica luminosa sul rosso e si ferma. Su una delle sue carrozze vi sono 2,6 milioni di sterline in contanti, oggi sarebbero 50 milioni, circa 55 milioni di euro. In banconote da uno, cinque e dieci. Quindici uomini col volto coperto, dopo avere manomesso il semaforo, salgono sul convoglio prendono i sacchi e li trasbordano su un camion. E’ un colpo sensazionale.Fra i banditi c’è Ronnie Biggs, non è il cervello della banda ma è fra i più esuberanti. E proprio questo comportamento lo tradisce. La polizia lo arresta nel 1964 e al processo si prende una condanna a 30 anni. Scappa dalla prigione di Wandsworth nel modo più classico: scala il muro di cinta con una corda, saltà giù su un pullmino che lo aspetta. Vola a Parigi, dove riesce a farsi una plastica facciale. Da qui in Australia e infine in Brasile dove s’innamora di Raimunda de Castro, che poi sposerà. Lo scovano i cronisti di un quotidiano inglese, allertati da una soffiata. Con i giornalisti parte anche il grande nemico di Ronnie Biggs, un investigatore di Scotland Yard, Jack Slipper (un cognome che dice “tutto”: ciabatta !!), che ha speso la carriera a cacciare e ammanettare tutti e quindici i banditi del postale. Ma Ronnie Briggs la passa liscia: il Brasile non lo estrada.
Il sequestro – E’ un buon affare anche per altri l’ex aviere della Raf. Un gruppo di mercenari lo rapisce allo scopo di venderlo alla polizia e di ricavarne una bella cifra. Lo portano nei Caraibi, trattano senza successo e lo liberano. Lui rientra in Brasile perché sa che da lì non lo spediranno a Londra. Esaurisce la parte del bottino che gli era finita in tasca e s’inventa un’attività: 70 sterline per i turisti che vogliono farsi immortalare col rapinatore più ricercato del Regno Unito e del mondo. Le fotografie, scattate nel giardino di casa, di fianco al barbecue, rendono bene. Poi incide una canzone con i Sex Pistols, «No One is Innocent», con l’album The Great Rock ‘n’ Roll Swindle prodotto nel 1979, che è anche la colonna sonora dell’omonimo film-documentario diretto da Julien Temple. Diventa soggetto di film sulla sua vita avventurosa e interpreta egli stesso spot pubblicitari in cui recita battute tipo: «Quando sei in fuga, ti fa piacere una buona tazza di caffè». Non perse mai la spavalderia: una volta salì a bordo di una fregata britannica all’ ancora a Rio, la Danae, e si fece offrire una birra dalla cambusa, scendendo a terra prima che lo riconoscessero e l’ arrestassero. Per i suoi 70 anni, ancora in buono spirito, diede un party che durò cinque giorni e fu una rimpatriata di vecchi gangsters: una sfilata, secondo le cronache, di «abiti griffati e orologi di Cartier». Un ospite, per non passare inosservato, portava al collo un pugno di ferro, ma d’ oro massiccio.
Feste, champagne, donne. E il sole d’Ipanema. “Il crimine paga”, ama ripetere. Fino a un certo punto. Perché la salute lo abbandona. Supera tre ictus ma il prezzo finale è che il suo corpo sfiorisce. Nel maggio del 2001 decide di arrendersi e di tornare a Londra. “Il mio ultimo desiderio da suddito inglese è entrare in un pub e bermi una pinta di birra”. Spera nella clemenza dei giudici. I quali, però, non s’impietosiscono. Gli avevano affibbiato 30 anni e 30 restano, nonostante le condizioni e l’età. Lo chiudono nella cella di un carcere di massima sicurezza. Niente sconti. Adesso, però, alla soglia dell’ottantesimo compleanno e ridotto male, Ronnie Biggs chiede il perdono. Può uscire e godersi l’ultima birra. Chissà se svelerà dove erano finiti i sacchi del bottino. Non si è mai saputo.

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« E’ più criminale fondare una banca che rapinarla »
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