Aspettiamo

5 gennaio 2010
Mercenasco (To) – Villate è un pugno di case raccolte tra i boschi e le campagne della collina, tra Mercenasco e Montalenghe. L’ufficio postale è a pochi passi dalla strada principale, a una manciata di chilometri dal casello autostradale di Scarmagno. Qui, ieri, poco prima delle 14, si presentano due uomini. Hanno il volto coperto da passamontagna, impugnano pistole. Massimo Merlo, direttore delle poste, capisce immediatamente quello che sta accadendo, anche se prima di quel momento non aveva mai subito una rapina. «Me li sono visti piombare davanti all’improvviso, ero solo in quel momento, ho avuto una paura terribile». I due banditi, italiani e dai modi decisi, si dirigono subito verso di lui: «Apri la cassaforte e dacci tutti i soldi». La cassa dell’ufficio postale, però, ha un’apertura a tempo: prima che si sblocchi il dispositivo di sicurezza sono necessari parecchi minuti. I rapinatori lo sanno. Così, decidono di prendere il direttore in ostaggio e andare a fare un giro, lontano dall’ufficio: «Aspettiamo insieme».
In tre salgono sull’auto di Merlo e lo obbligano a guidare per le strade di mezzo Canavese. «Sono stati momenti terribili – ha raccontato agli agenti del Commissariato di Ivrea – non capivo neppure dove mi volessero portare». Soltanto verso le 14,30 l’incubo finisce e l’auto fa ritorno nel piazzale dell’ufficio postale. Una volta all’interno, i banditi si fanno consegnare il denaro, poco più di 16 mila euro. Quindi, a bordo di un’auto scura di grossa cilindrata fuggono in direzione Strambino. Solo a quel punto Merlo riesce ad avvertire il 113. Al poliziotto che risponde al telefono spiega in modo concitato che cosa gli è appena accaduto: «Sono stato rapito e rapinato da due banditi – dice ancora sotto choc -, fate presto, sono appena andati via». Quando le volanti del 113 arrivano sul posto dei rapinatori già non c’è più traccia.

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