{"id":970,"date":"2011-04-14T23:18:34","date_gmt":"2011-04-14T21:18:34","guid":{"rendered":"http:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/?p=970"},"modified":"2011-05-30T01:16:47","modified_gmt":"2011-05-29T23:16:47","slug":"anziana-ruba-cibo-per-gatti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/?p=970","title":{"rendered":"Anziana ruba cibo per gatti"},"content":{"rendered":"<p>29 luglio 2007<br \/>\nRivarolo (GE) &#8211; Ha rubato al supermercato per sfamare il suo cane e i suoi gatti. Emanuela P. 65 anni, ma ne dimostra almeno dieci di pi\u00f9, \u00e8 stata fermata dai carabinieri in un supermercato di Rivarolo per aver cercato di poter portare via dall&#8217;esercizio generi alimentari per 42 euro.<br \/>\nSi trattava soprattutto di scatolette di cibo per gatti e per cani, c&#8217;erano poi un pacco di biscotti e una confezione di pesce congelato. Cos\u00ec ieri mattina la donna si \u00e8 trovata in un&#8217;aula del tribunale, davanti al giudice, con la sua cappa blu a fiori bianchi, la stessa con la quale era uscita di casa per recarsi a fare la spesa. La testa di capelli bianchi abbassata, una grande disperazione negli occhi umidi. Emanuela P., <span style=\"text-decoration: underline\">ha trascorso la notte tra venerd\u00ec e sabato scorso in una guardina della caserma dei carabinieri di Sampierdarena<\/span> e poi \u00e8 stata trascinata in tribunale per essere processata per direttissima. Il suo avvocato Alessandro Storlenghi, dello studio Franzosa-Scovazzi, ha chiesto ed ottenuto un rinvio dell&#8217;udienza.<br \/>\nIn aula la donna, interrogata dal <strong><span style=\"text-decoration: underline\">giudice Massimo Todella<\/span><\/strong>, ha raccontato la sua storia: una storia di grande povert\u00e0 e disperazione. <!--more-->Vedova, abita a Rivarolo con il figlio invalido: i due sopravvivono con la misera pensione del giovane. Lei, per ora, non percepisce alcun sussidio. Ha spiegato di avere fatto un&#8217;infinit\u00e0 di incartamenti per ottenere una pensione che secondo lei le spetterebbe, ma di non aver ricevuto ancora un soldo. La donna, in passato, aveva lavorato per una sua piccola impresa che poi era fallita: un crac che l&#8217;aveva fatta finire in mezzo alla strada. Poi l&#8217;invalidit\u00e0 del figlio che lo ha reso inabile al lavoro. Ora i due vivono come possono, tra stenti e rinunce: l&#8217;unica consolazione di Emanuela P. sono i suoi animali, ai quali \u00e8 molto affezionata.<br \/>\nIeri mattina, in tribunale, i commenti sul caso che ha fatto stringere il cuore a molti, sono stato tanti. Alcuni si chiedevano come ci si pu\u00f2 ridurre a rubare per due gatti e un cane, non comprendendo che per la povera donna quegli animali fanno ormai parte della sua famiglia.<br \/>\nMa come si pu\u00f2 finire in guardina per poche scatolette di cibo per animali? Non poteva essere sufficiente una denuncia a piede libero vista anche la situazione?<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline\">\u00abLa legge parla chiaro &#8211; ha spiegato il pm ordinario presente in aula <strong>dottor Camillotto<\/strong> &#8211; L&#8217;imputata \u00e8 stata trovata in flagrante e aveva gi\u00e0 un precedente analogo\u00bb.<\/span><br \/>\nIl tentato furto era avvenuto venerd\u00ec pomeriggio in un supermercato di Rivarolo. Emanuela P. aveva sistemato parte della merce in una borsa e si \u00e8 avvicinata alla cassa con qualche altro prodotto nel cestello. <span style=\"text-decoration: underline\">Ma la sua manovra \u00e8 stata notata da un cliente che ha avvertito il personale dell&#8217;esercizio. <\/span>Si \u00e8 allora provveduto a chiamare i carabineiri che, subito intervenuti, hanno trovato l&#8217;anziana in lacrime con la borsa contenente la merce che voleva sotrarre tra le mani. E&#8217; stata accompagnata in caserma a Sampierdarena dove ha trascorso la notte in guardina, in attesa del processo per direttissima previsto per ieri mattina. Come si \u00e8 detto il procedimento \u00e8 stato rinviato ed a Emanuela P. \u00e8 stato concesso di tornarsene a casa dal figlio e dai suoi fidati animali domestici che, venerd\u00ec sera, hanno saltato ancora una volta il pasto.<br \/>\nAppena ha saputo di essere libera \u00e8 scappata gi\u00f9 dalle scale del palazzone di giustizia di Piccapietra, con addosso la sua vestaglietta blu a fiori bianchi, la testa china, e tanta amarezza per essersi trovata in quella situazione e per dover amettere il tentato furto davanti al figlio.<\/p>\n<p>\u00abCos\u00ec sono finita in cella per sfamare le mie bestiole\u00bb<br \/>\nParla la donna arrestata dopo il furto di cibo in scatola per cani e gatti<br \/>\n31 luglio 2007<br \/>\nRivarolo (GE) &#8211; <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>\u00abSe non pu\u00f2 mantenere i suoi animali li porti al canile o li faccia sopprimere. Questo mi ha detto il responsabile del supermercato di Certosa<\/strong><\/span> quando ho cercato di fargli capire la mia situazione\u00bb. Emanuela P., la donna di 65 anni, che venerd\u00ec scorso era stata arrestata e costretta a trascorrere una notte in guardina per aver rubato dagli scaffali dell&#8217;esercizio croccantini e scatolette per cani e per gatti, racconta la sua storia. Una storia fatta di problemi, soprattutto di salute dei due figli, e poi di lavoro. La donna vive a Certosa con il figlio Carlo, di 36 anni che da 11 soffre di una forma di psicosi cronica: \u00e8 in cura presso l&#8217;Igiene mentale dell&#8217;Asl 3 e per tutta la vita dovr\u00e0 assumere farmaci. L&#8217;altro figlio \u00e8 nella stessa situazione e vive a Udine con una zia. Carlo \u00e8 stato riconosciuto invalido al 75 per cento e non \u00e8 in grado di lavorare e di svolgere una vita normale. Riceve una pensione di 250 euro al mese: questa cifra rappresenta l&#8217;unico reddito di madre e figlio. \u00abPurtroppo non hanno riconosciuto a Carlo l&#8217;idennit\u00e0 di accompagnamento che \u00e8 di 400 euro al mese. Inoltre io non percepisco neppure la pensione di vecchiaia: basterebbero queste due entrate e la nostra vita cambierebbe\u00bb, spiega la signora Emanuela seduta nella piccola cucina dell&#8217;appartamentino che divide col figlio: un alloggio modesto ma pulitissimo e curato. I responsabili del supermercato, avvertiti da un cliente che la donna aveva infilato in una borsa articoli presi dagli scaffali, avevano chiamato i carabinieri. Quando lei se li \u00e8 visti davanti ha avuto un malore, tanto che era stata accompagnata al pronto soccorso di Sampierdarena. \u00abSoffro di ipertensione e quando mi hanno detto che dovevano arrestarmi la pressione mi \u00e8 schizzata a 200. Pensavo a Carlo, solo a casa: lui senza di me \u00e8 irrequieto, si agita, sta male. Sono rimasta in ospedale per quattro ore: mi hanno fatto tutti gli esami e mi hanno somministrato dei farmaci. Poi mi hanno dimesso. Io pensavo di andarmene a casa, invece i carabinieri mi hanno detto che dovevo seguirli. Mi hanno accompagnata in caserma dove ho saputo che avrei trascorso la notte su una brandina. Sono rimasta seduta su una seggiola sino al mattino dopo, quando mi hanno portata in tribunale per il processo. Non sono riuscita a chiudere occhio: pensavo a Carlo e a quanto si sarebbe spaventato e alle due cagnoline che non avevano toccato cibo\u00bb.<br \/>\nMentre la donna racconta, le due bastardine sono in adorazione ai suoi piedi: da dieci anni fanno compagnia a lei e a Carlo, sono parte della famiglia. Poi ci sono due gattini che tutte le sere vengono alla finestra al primo piano reclamando cibo. \u00abAnche le cagnoline hanno problemi &#8211; spiega la donna &#8211; Una ha un evidente gonfiore al collo, l&#8217;altra alle mammelle&#8230; Ma chi ce l&#8217;ha i soldi per il veterinario? Dovrebbero essere curate. Sono con me da sempre: sono nate di l\u00e0, nel bagno. Avevamo la loro mamma: mio figlio l&#8217;aveva presa quando era stata abbandonata da un ragazzo che si drogava e l&#8217;ha portata a casa. Poi un giorno era scappata e quando \u00e8 tornata ci siamo accorti che era incinta&#8230;\u00bb Emanuela \u00e8 divorziata da molti anni. Si \u00e8 sempre arrangiata: ha gestito alcuni bar, l&#8217;ultimo dei quali nel centro storico. Poi \u00e8 andata male: l&#8217;esercizio \u00e8 fallito. Tra i clienti c&#8217;era un commerciante sudafricano che lavorava tra Genova e Viareggio: le aveva chiesto di sposarlo cos\u00ec avrebbe potuto avere il permesso di soggiorno. \u00abCelebrato il matrimonio lui \u00e8 scomparso &#8211; spiega la donna &#8211; pensavo mi potesse dare una mano, invece \u00e8 sparito e non ne ho pi\u00f9 saputo nulla. Il problema \u00e8 proprio questo: non essendo divorziata da quell&#8217;uomo, non posso percepire la pensione di vecchiaia. Nello stesso tempo non posso divorziare perch\u00e9non si sa dove sia: \u00e8 irreperibile. Sino a due anni fa facevo la domestica, ma sempre in nero. Un giorno sono caduta da una scala pulendo i vetri e mi sono infortunata alla schiena. Mi hanno liquidata con due soldi e da allora non posso pi\u00f9 fare lavori pesanti. Con 250 euro al mese siamo disperati: non paghiamo l&#8217;affitto da un anno e mezzo&#8230; Il proprietario \u00e8 un angelo. Ma quanto potr\u00e0 sopportare?\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>29 luglio 2007 Rivarolo (GE) &#8211; Ha rubato al supermercato per sfamare il suo cane e i suoi gatti. 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