{"id":3,"date":"2009-04-19T03:51:25","date_gmt":"2009-04-19T01:51:25","guid":{"rendered":"http:\/\/chiusoperrapina.noblogs.autistici.org\/post\/2009\/04\/19\/dichiarazione-jacob-anarchismo-giudici\/"},"modified":"2011-05-30T02:11:03","modified_gmt":"2011-05-30T00:11:03","slug":"dichiarazione-jacob-anarchismo-giudici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/?p=3","title":{"rendered":"Alexander Marius Jacob &#8211; Dichiarazione in tribunale"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;padding-left: 60px\"><strong><em>Dichiarazione di Alexander Marius Jacob davanti ai giudici &#8211; 8 marzo 1905<\/em><\/strong><\/h2>\n<p><strong><em><\/em><\/strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/gallery\/5506\/Arsenio%20Lupin%20fumetto1.jpg\" alt=\"\" width=\"307\" height=\"172\" \/>Signori, adesso sapete chi sono: un ribelle che vive del ricavato dei suoi furti. Di pi\u00f9. Ho incendiato diversi alberghi e difeso la mia libert\u00e0 contro l&#8217;aggressione degli agenti del potere. Ho messo a nudo tutta la mia esistenza di lotta e la sottometto come un problema alle vostre intelligenze. Non riconoscendo a nessuno il diritto di giudicarmi, non imploro n\u00e9 perdono n\u00e9 indulgenza. Non sollecito ci\u00f2 che odio e che disprezzo. Siete i pi\u00f9 forti, disponete di me come meglio credete. Ma prima di separarci, lasciatemi dire l&#8217;ultima parola&#8230;<br \/>\n<!--more-->Avete chiamato un uomo: ladro e bandito, applicate contro di lui i rigori della legge e vi domandate se poteva essere differentemente. Avete mai visto un ricco farsi rapinatore? Non ne ho mai conosciuti. Io, che non sono n\u00e9 ricco n\u00e9 proprietario, non avevo che queste braccia e un cervello per assicurare la mia conservazione, per cui ho dovuto comportarmi diversamente. La societ\u00e0 non mi accordava che tre mezzi di esistenza: il lavoro, mendicit\u00e0 e il furto. Il lavoro, al contrario di ripugnarmi, mi piace. L&#8217;uomo non pu\u00f2 fare a meno di lavorare: i suoi muscoli, il suo cervello, possiede un insieme di energie che deve smaltire. Ci\u00f2 che mi ripugnava era di sudare sangue e acqua per un salario, cio\u00e8 di creare ricchezze dalle quali sarei stato sfruttato. In una parola mi ripugnava di consegnarmi alla prostituzione del lavoro. La mendicit\u00e0 \u00e8 l&#8217;avvilimento, la negazione di ogni dignit\u00e0. Ogni uomo ha il diritto di godere della vita. &#8220;Il diritto a vivere non si mendica, si prende&#8221;.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/gallery\/5506\/LeBlanc%20-%20ArsenioLupin.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"230\" align=\"left\" \/>Il furto \u00e8 la restituzione, la ripresa di possesso. Piuttosto di essere chiuso in un&#8217;officina come in una prigione, piuttosto di mendicare ci\u00f2 a cui avevo diritto, ho preferito insorgere e combattere faccia a faccia i miei nemici, facendo la guerra ai ricchi e attaccando i loro beni. Comprendo che avreste preferito che fossi sottomesso alle vostre leggi, che operaio docile avessi creato ricchezze in cambio di un salario miserabile. e che, il corpo sfruttato e il cervello abbrutito, mi fossi lasciato crepare all&#8217;angolo di una strada. In quel caso non mi avreste chiamato &#8220;bandito cinico&#8221; ma &#8220;onesto operaio&#8221;. Adulandomi mi avreste dato la medaglia al lavoro. I preti promettono un paradiso ai loro fedeli, voi siete meno astratti, promettete loro un pezzo di carta.<\/p>\n<p>Vi ringrazio molto di tanta bont\u00e0, di tanta gratitudine. Signori! Preferisco essere un cinico cosciente dei suoi diritti che un automa, una cariatide.<\/p>\n<p>Dal momento in cui ebbi possesso della mia coscienza mi sono dato al furto senza alcuno scrupolo. Non accetto la vostra pretesa morale che impone il rispetto della propriet\u00e0 come una virt\u00f9, quando i peggiori ladri sono i proprietari stessi.<\/p>\n<p>Ritenetevi fortunati che questo pregiudizio ha preso forza nel popolo, in quanto \u00e8 proprio esso il vostro miglior gendarme. Conoscendo l&#8217;impotenza della legge, o per meglio dire, della forza, ne avete fatto il pi\u00f9 solido dei vostri protettori. Ma state accorti, ogni cosa finisce. Tutto ci\u00f2 che \u00e8 costruito dalla forza e dall&#8217;astuzia, l&#8217;astuzia e la forza possono demolirlo.<\/p>\n<p>Il popolo si evolve continuamente. Istruiti in queste verit\u00e0, coscienti dei loro diritti, tutti i morti di fame, in una parola tutte le vostre vittime, si armeranno di un &#8220;piede di porco&#8221; assalendo le vostre case per riprendere le ricchezze che hanno creato e che voi avete rubato. Riflettendo bene, preferiranno correre ogni rischio invece di ingrassarvi gemendo nella miseria. La prigione&#8230;i lavori fozati, la prigione&#8230;non sono prospettive troppo paurose di fronte ad un&#8217;intera vita di abbruttimento, piena di ogni tipo di sofferenze. Il ragazzo che lotta per un pezzo di pane nelle viscere della terra senza mai vedere brillare il sole, pu\u00f2 morire da un momento all&#8217;altro vittima di un&#8217;esplosione di grisou. Il lavoratore che lavora sui tetti, pu\u00f2 cadere e ridursi in briciole. Il marinaio conosce il giorno della sua partenza, ignora quando far\u00e0 ritorno. Numerosi altri operai contraggono malattie fatali nell&#8217;esercizio del loro mestiere, si sfibrano, s&#8217;avvelenano, s&#8217;uccidono nel creare tutto per voi. Fino ai gendarmi, ai poliziotti, alle guardie del corpo, trovano spesso la morte nella lotta ai vostri nemici.<\/p>\n<p>Chiusi nel vostro egoismo, restate scettici davanti a questa visione, non \u00e8 vero? Il popolo ha paura, voi dite. Noi lo governiamo con il terrore della repressione; se grida, lo gettiamo in prigione; se brontola, lo deportiamo, se si agita lo ghigliottiniamo. Cattivo calcolo, Signori credetemi. Le pene che infliggete non sono un rimedio contro gli atti della rivolta. La repressione invece di essere un rimedio, un palliativo, non fa altro che aggravare il male.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/gallery\/5506\/Ars%C3%A8ne%20lupin.jpg\" alt=\"\" width=\"162\" height=\"161\" align=\"left\" \/>Le misure coercitive non possono che seminare l&#8217;odio e la vendetta. \u00c8 un ciclo fatale. Del resto, fin da quando avete cominciato a tagliare teste, a popolare le prigioni e i penitenziari, avete forse impedito all&#8217;odio di manifestarsi? Rispondete! I fatti dimostrano la vostra impotenza. Per quanto mi riguarda sapevo esattamente che la mia condotta non poteva avere altra conclusione che il penitenziario o la ghigliottina, eppure, come vedete, non \u00e8 questo che mi ha impedito di agire. Se mi sono dato al furto non \u00e8 per guadagno o per amore del denaro, ma per una questione di principio, di diritto. Preferisco conservare la mia libert\u00e0, la mia indipendenza, la mia dignit\u00e0 di uomo, invece di farmi l&#8217;artefice della fortuna del mio padrone. In termini pi\u00f9 crudi, senza eufemismi, preferisco essere ladro che essere derubato.<\/p>\n<p>Certo anch&#8217;io condanno il fatto che un uomo s&#8217;impadronisca violentemente e con l&#8217;astuzia del frutto dell&#8217;altrui lavoro. Ma \u00e8 proprio per questo che ho fatto la guerra ai ricchi, ladri dei beni dei poveri. Anch&#8217;io sarei felice di vivere in una societ\u00e0 dove ogni furto sarebbe impossibile. Non approvo il furto, e l&#8217;ho impiegato soltanto come mezzo di rivolta per combattere il pi\u00f9 iniquo di tutti i furti: la propriet\u00e0 individuale.<\/p>\n<p>Per eliminare un effetto, bisogna, preventivamente, distruggere la causa. Se esiste il furto \u00e8 perch\u00e9 &#8220;tutto&#8221; appartiene solamente a &#8220;qualcuno&#8221;. La lotta scomparir\u00e0 solo quando gli uomini metteranno in comune gioie e pene, lavori e ricchezze, quando tutto apparterr\u00e0 a tutti.<\/p>\n<p>Anarchico rivoluzionario, ho fatto la mia rivoluzione, L&#8217;anarchia verr\u00e0!<\/p>\n<p><strong><em>Alexandre Marius Jacob<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&#8212;-::::&#8212;-::::&#8212;-::::&#8212;-::::&#8212;-::::&#8212;-<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline\">Consiglio il seguente libro:<\/span><br \/>\n<strong>Jacob Alexandre Marius di Bernard Thomas<\/strong><br \/>\nEd. Anarchismo 2a ediz. &#8211; pagine 230 &#8211; euro 10,50<br \/>\nPostfazione di Alfredo M. Bonanno<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/gallery\/5506\/jacob-Ed.Anarchismo.jpg\" alt=\"\" width=\"184\" height=\"258\" align=\"left\" \/>Jacob ha svaligiato centinaia di case borghesi, ha ricavato una ricchezza enorme, e l\u2019ha messa a disposizione del movimento anarchico internazionale. Il suo progetto era utopicamente insensato, tendendo ad allargare il numero dei \u201clavoratori della notte\u201d e quindi a svuotare dall\u2019interno, con questi prelievi coatti, la forza repressiva della classe borghese. Utopie, siamo d\u2019accordo, ma non \u00e8 qui il punto. Rubare \u00e8 indispensabile per un rivoluzionario, rubare ai ricchi. \u00c8 indispensabile perch\u00e9 altrimenti non potrebbe trovare i mezzi per la propria attivit\u00e0 rivoluzionaria diretta a sovvertire l\u2019ordine esistente.<\/p>\n<p>Questo non \u00e8 un libro di avventure, anche se ci\u00f2 pu\u00f2 aver cercato Thomas. \u00c8 un momento di riflessione, che vogliamo fare? Vogliamo lasciare nelle casseforti dei padroni i loro ninnoli dorati, le loro banconote da 500 euro, una sull\u2019altra, i loro buoni del tesoro al portatore, o vogliamo portarceli via con qualsiasi mezzo? Jacob era un ladro, Bonnot era un rapinatore, che cambia? Lo scopo era il medesimo.<\/p>\n<p>E, poi, l\u2019altro lato della facciata. Non illudiamoci. La vita di un ladro, o di un rapinatore, non \u00e8 una vita eccitante. \u00c8 fatta, per il novanta per cento, di lavoro stressante e meticoloso, ore e ore di pedinamenti, di appostamenti, di misurazione di percorsi e di tempi, di addestramento. Poi viene il progetto rivoluzionario. I soldi non sono niente, quello che conta \u00e8 la speranza in un mondo migliore, la capacit\u00e0 di tornare sempre daccapo senza perdersi d\u2019animo.<\/p>\n<p>Quando, come in questi ultimi anni, la miseria sembra battere alle porte, e lo starnazzare in cortile sembra assordante, non bisogna perdere la forza e la volont\u00e0 di ricominciare. Ma non sia mai che a impedirci questa capacit\u00e0 di svoltare sia la rassegnazione o la penuria di mezzi.<br \/>\nQuesto proprio no.<\/p>\n<p><em>Tratto da: <a title=\"Edizioni Anarchismo\" href=\"http:\/\/www.edizionianarchismo.net\/2008\/11\/jacob-alexandre-marius.html\" target=\"_blank\">Edizioni Anarchismo<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dichiarazione di Alexander Marius Jacob davanti ai giudici &#8211; 8 marzo 1905 Signori, adesso sapete chi sono: un ribelle che vive del ricavato dei suoi furti. Di pi\u00f9. 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