{"id":2204,"date":"2011-05-27T13:29:50","date_gmt":"2011-05-27T11:29:50","guid":{"rendered":"http:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/?p=2204"},"modified":"2011-05-27T13:29:50","modified_gmt":"2011-05-27T11:29:50","slug":"locandine-per-collezionisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/?p=2204","title":{"rendered":"Locandine per collezionisti"},"content":{"rendered":"<p>27 maggio 2011<br \/>\nTorino &#8211; Un furto in un museo. Scoperto dopo settimane, forse mesi. Il ladro si \u00e8 mosso come un fantasma, entrato e uscito senza forzare porte o finestre. E senza far scattare il sistema d\u2019allarme. Tutto per portare via locandine di vecchi film, roba da collezionisti, un bottino da 20 mila euro. La storia sembra uscita da un film di Alfred Hitchcock, segno che la realt\u00e0 supera la fantasia. Il ladro ha colpito nella cineteca del Museo nazionale del cinema, in via Sospello 195\/A. Due piani fuori terra ospitano gli uffici, il sotterraneo \u00e8 una sorta di piccolo \u00abtempio del cinema\u00bb: custodisce 14 mila film in pellicola, oltre a 345 mila manifesti-locandina. E\u2019 tutto in ordine, catalogato per titolo e tipologia. Materiale arrotolato in tubi di cartone, oppure custodito in cartelline, o anche soltanto piegato e appoggiato sugli scaffali. L\u2019\u00abEldorado\u00bb di cinefili e collezionisti. Qualcuno, per\u00f2, \u00e8 andato oltre la fantasia e ha deciso di affondare le mani in quel tesoro.<br \/>\n<!--more-->Il furto \u00e8 stato scoperto una ventina di giorni fa. Per caso. Un\u2019impiegata era andata a cercare una locandina che serviva per l\u2019allertimento di una mostra e si \u00e8 trovata davanti alla cartellina vuota. Ha ricontrollato, ha persino chiamato una collega per cercare meglio. Nulla da fare. Quei manifesti-locandina erano spariti. Diciotto. Titoli da amatori, ma anche materiale meno pregiato. Tutti assicurati, per un valore di quasi 20 mila euro. Fra questi, l\u2019inquietante \u00abSgomento\u00bb (1949), con Joan Bennet, James Mason e Geraldine Brooks; il capolavoro \u00abnoir\u00bb \u00abL\u2019infernale Quinlan\u00bb (1958), diretto e interpretato da Orson Welles, con Janet Leigh, Charlton Heaston e Marlene Dietrich; il geniale \u00ab2001: Odissea nello spazio\u00bb (1968) di Stanley Kubrick.<br \/>\nNon mancano, poi, le concessioni alla saga di James Bond (Agente 007 Thunderball &#8211; Operazione Tuono; Agente 007 Una cascata di diamanti; Moonraker &#8211; Operazione Spazio) e un pizzico di fantascienza con gli antenati di \u00abJurassic Park\u00bb (su tutti, \u00abThe Beast from 20.000 Fathoms &#8211; Il risveglio del dinosauro\u00bb). E\u2019 sparito pure il manifesto de \u00abLa corazzata Potemkin\u00bb (1925), la pietra miliare della storia del cinema fimata da Sergej Michajlovic Ejzen\u0161tejn, assai pi\u00f9 conosciuta per la stroncatura in termini nazional-popolari ad opera del ragionier Ugo Fantozzi, premiata (nel film \u00abIl secondo tragico Fantozzi\u00bb) con 92 minuti di applausi.<br \/>\nI manifesti-locandina erano nel magazzino di via Sospello dal 1995. Alcuni erano stati restaurati qualche tempo fa. Un lavoro di fino, con carta giapponese. Facile da individuare. Prima, per\u00f2, bisogna trovarli. Porte e finestre erano chiuse. Nessun segno di effrazione. L\u2019allarme non \u00e8 mai scattato. Una mezza dozzina di impiegati ha le chiavi del magazzino, alcuni hanno anche la chiave magnetica per l\u2019attivazione del sistema d\u2019allarme. L\u2019indagine parte da l\u00ec. Qualcuno potrebbe aver approfittato di una distrazione per prendere le chiavi, rubare i manifesti e rimettere le chiavi a posto. Un lavoro di pochi minuti. Con ogni probabilit\u00e0, su commissione. Oppure, soltanto per passione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>27 maggio 2011 Torino &#8211; Un furto in un museo. Scoperto dopo settimane, forse mesi. Il ladro si \u00e8 mosso come un fantasma, entrato e uscito senza forzare porte o finestre. E senza far scattare il sistema d\u2019allarme. 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