{"id":2063,"date":"2011-04-09T20:44:22","date_gmt":"2011-04-09T18:44:22","guid":{"rendered":"http:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/?p=2063"},"modified":"2011-05-30T02:05:18","modified_gmt":"2011-05-30T00:05:18","slug":"lucio-urtubia-intervista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/?p=2063","title":{"rendered":"Lucio Urtubia &#8211; Intervista"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Intervista di Danilo De Marco a Lucio Urtubia<\/strong><\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/files\/2011\/05\/Lucio_Urtubia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-2064\" src=\"https:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/files\/2011\/05\/Lucio_Urtubia.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"133\" \/><\/a>\u201cQui c\u2019\u00e8 stato, non molti anni fa, perfino Henry Cartier-Bresson con una sua mostra dal titolo \u2018Per un altro futuro\u2019 afferma Lucio Urtubia indicando lo Spazio Culturale dedicato a Louise Michel, epica leader libertaria della Comune di Parigi, che lui\u00a0 stesso ha costruito \u2013 cazzuola alla mano \u2013 nella parte alta del popolare quartiere di Belleville.<br \/>\n\u201cDurante una trasmissione televisiva &#8211; continua Lucio \u2013 ho\u00a0 sentito Henry Cartier-Bresson dichiarare a gran voce il suo sentirsi\u00a0 anarchico. L\u2019ho cercato immediatamente. Sua moglie, Martine Frank, altra famosa fotografa,\u00a0 mi impediva sempre di parlare direttamente con lui. Cercava di proteggerlo, immagino. Ma poi un bel giorno ecco che risponde proprio lui in persona. In un attimo, quattro parole ben assestate e appuntamento fissato per vedere lo spazio. Alcuni mesi dopo inaugurammo l\u2019esposizione. Insomma dal Louvre all\u2019Espace Louise Michel: che ci vuole!\u201d.<br \/>\n<!--more-->In questo edificio \u2013 Lucio abita al piano superiore con la moglie Anne che da anni collabora\u00a0 con M\u00e9decins du Monde \u2013 si svolgono incontri, dibattiti, esposizioni sempre naturalmente in sintonia con un\u2019idea antisistema. Lucio Urtubia \u00e8 un uomo umile ma dotato di una particolare arguzia schiettamente popolare e di rapido istinto. Il tutto condito da una franchezza diretta e disarmante, condizioni connaturate che l\u2019hanno protetto anche quando la sua situazione sembrava disperata. \u201cHo sempre creduto che nella vita\u00a0 nulla fosse impossibile anche quando ho dovuto vivere nascosto e con un altro nome.\u00a0 Ignoriamo ancora\u00a0 del perch\u00e9 della nostra esistenza, non sappiamo perch\u00e9 siamo fatti in un certo modo, uno differente dall\u2019altro, totalmente differenti. Unici. Una ricchezza inesplicabile questa, cui non diamo troppo valore \u2013 ben misere cose il denaro e il potere &#8211;\u00a0 e di cui perdiamo il senso, troppo attenti a voler avere perdendo l\u2019essere\u2026 come ora io e te qui a bere una birra sotto un cielo azzurro. Assieme a pensare l\u2019impossibile. Noi esistiamo, siamo la prova che l\u2019impossibile non esiste. E questo non \u00e8 semplicemente meraviglioso?\u201d.<br \/>\nLucio Urtubia nasce nel 1931 a Cascante, villaggio sperduto nella cattolicissima e carlista Navarra, \u201cho sempre avuto un po\u2019 di rammarico per questa terra cos\u00ec poco rivoluzionaria\u201d, da una famiglia povera e socialista. \u201cPoveri e per di pi\u00f9 socialisti allora era come essere marcati a fuoco come animali. Eravamo sei fratelli. Mangiavamo tutti assieme dallo stesso piatto. Una fortuna questa, essere nato cos\u00ec povero, perch\u00e9 non ho dovuto fare nessuno sforzo per perdere il rispetto verso tutte le istituzioni: per la propriet\u00e0,\u00a0 per la chiesa\u00a0 e per lo Stato\u201d.<br \/>\nRivendica, con un colorito immaginario assai fosforescente, il suo essere stato nel contempo muratore, clandestino, falsario, ladro: \u201cI pi\u00f9 grandi ladri che esistono sono gli istitui bancari, protetti per di pi\u00f9\u00a0 dalle leggi del sistema. Son los\u00a0 ladrones los mas grandes! Cosa potevamo fare per aiutare i prigionieri del franchismo e le loro famiglie: gli anarchici non hanno industrie n\u00e9 tantomeno deputati o ministri con portafogli\u2026 Rubare alle banche, che reputo un atto rivoluzionario, \u00e8 stato il maggior piacere, o quasi, che ho avuto nella vita. L\u2019ho fatto come potevo e come mi veniva e tutta la mia esistenza, a riguardarla ora, \u00e8 qualcosa di inimmaginabile di cui\u00a0 io stesso a volte dubito\u201d.<br \/>\nA 17 anni, attraversando i Pirenei, inizia la sua prima attivit\u00e0: il contrabbandiere. Occupazione che viene interrotta solo dall\u2019obbligo di leva militare. Diretto e persuasivo, Lucio riesce a farsi dare un incarico presso i magazzini della caserma dove c\u2019era ogni ben di dio: \u201dHo capito immediatamente che era tutta merce da poter vendere facilmente al mercato nero.\u201d Con la sua astuzia non ebbe certo difficolt\u00e0 a rubacchiare e far uscire dalla caserma tanto materiale da mettere quasi in condizioni fallimentari l\u2019intero presidio. \u201cLa mia pi\u00f9 grande soddisfazione era ingannare i superiori. Quei militari, quella gentaglia che aveva partecipato al colpo di stato contro la Repubblica assassinando chiss\u00e0 quanta gente. Quando la Guardia Civil scopr\u00ec i furti e inizi\u00f2 un\u2019inchiesta sul materiale mancante io ero in permesso e, certo, non mi pass\u00f2 neppure un istante l\u2019idea di rientrare nei ranghi\u201d.<br \/>\nNella notte del 24 agosto del 1954 il disertore Urtubia attraversava il fiume che segna la frontiera tra Spagna e Francia. Senza intenzioni di ritornare.<br \/>\nA Parigi inizia per Lucio la vita senza gloria degli emigrati. Capace e intelligente riesce a farsi assumere senza grandi difficolt\u00e0 dopo pochi mesi e, per apprendere il francese, frequenta una scuola gratuita e autoditatta di giovani libertari. Partecipa alle conferenze di Breton, Camus, Lanza del Vasto, Daniel Gu\u00e9rin: incontra Georges Brassens e L\u00e9o F\u00e9rre. Tutto nella vecchia storica sede libertaria al 24 di rue Sainte Marthe.<br \/>\nDiventa un fine muratore e installatore di azulejos, ma per la sua indole irrequieta e ribelle non \u00e8 certo sufficiente. Fa assumere nel cantiere dei preti operai militanti, dimostrando un\u2019attitudine innata da sindacalista solitario, tanto da incuriosire i compagni di lavoro, in maggioranza spagnoli, che gli chiedono quali siano le sue idee politiche. \u201cComunista! Mi sentivo comunista perch\u00e9 in Spagna incolpavano sempre i comunisti di tutto quello che accadeva. Tutti si misero a ridere. Tu non sei comunista. Sei un\u00a0 anarchico: mi dissero\u201d.<br \/>\nLa fiducia verso Lucio si forgi\u00f2 in una sorta di cenacolo da carbonari dell\u2019utopia, tra discorsi libertari, la sua attitudine sul cantiere, dove, oltre ad essere un ottimo lavoratore qualificato, non esitava a fare bottino di qualche cassa di materiale necessario alla causa.<br \/>\n\u201cBasta tribunali, propriet\u00e0 privata, religione, sfruttamento\u2026 l\u2019uomo sar\u00e0 libero e si autogestir\u00e0. Muratori, imbianchini, elettricisti\u2026 non abbiamo bisogno di uno stato. Era come se queste cose io le avessi gi\u00e0 tutte dentro di me. Poi un giorno, essendo tra i rari libertari del gruppo ancora incensurati, mi chiedono di ospitare in casa un clandestino catalano. Un fuggitivo dal regime franchista. Mai mi sarei aspettato di trovarmi davanti Francisco Quico Sabat\u00e9, il nemico numero uno del franchismo, ricercato in tutta la Spagna. Quico era una leggenda\u2026 il Cartouche degli anarchici\u201d ( \u201cE venne il\u00a0 giorno della vendetta\u201d, del 1964, con Gregory Peck, Anthony Quinn, Homar Sharif).<br \/>\nQuico Sabat\u00e9, gi\u00e0 combattente in Spagna nel fronte di Aragon e successivamente nella \u201cColumna de Durruti\u201d, diventa un modello e un secondo padre per Lucio. Quando El Quico cade sotto i colpi della polizia franchista nel 1960 \u201cLucio si ritrova drogato. Fatto dall\u2019odore della polvere da sparo che emanava Sabat\u00e9\u201d scrive Bernard Thomas nella biografia \u201cLucio l\u2019irr\u00e9ductible\u2019 edizioni Flammarion\u201d.<br \/>\nEl Quico lascia in eredit\u00e0 a Lucio una mitraglietta Thompson e una pistola 11.43. Si improvvisa rapinatore di banche, \u201cespropriazioni\u201d in Spagna, Francia, Olanda, distribuendo puntualmente il denaro per la causa antifranchista \u2013 aiutare la resistenza, far uscire in libert\u00e0 provvisoria dei compagni incarcerati, farli espatriare, sostenere le loro famiglie. \u201cEntravamo nelle banche a viso scoperto: non c\u2019erano telecamere, n\u00e9 porte blindate, n\u00e9 vigilantes. Ogni volta facevo pip\u00ec nei pantaloni per paura di essere ucciso o di ritrovarmi a dover sparare. Non \u00e8 certo divertente mettere una mitraglietta sotto il naso di qualcuno. E come si fa a non sentirsi male in tali situazioni quando per di pi\u00f9 non ci si sente criminali? Troppa violenza. Non faceva per me. Falsificare documenti era una buona alternativa.\u201d<br \/>\nTalentuoso anche in questo mestiere, conosciuto grazie al preziosissimo aiuto datogli da un industriale antifranchista e anarchico, Pierre Dupien \u2013 \u201cchi ha mai detto che gli industriali non possono essere anarchici\u201d \u2013 di giorno muratore sempre puntuale e di notte tipografo, organizza un\u2019equipe di falsari in un piccolo laboratorio rudimentale: passaporti, patenti, carte d\u2019identit\u00e0. Trova il modo di intestare delle buste paga a persone inesistenti, sorta di anime morte alla Gogol, con le quali bastava presentarsi agli sportelli della banca e incassare. \u201cFalsificare alcuni di questi documenti era come duplicare dei biglietti per entrare allo stadio e permetteva a tutti quelli che erano clandestini di poter fare una vita quasi normale: camminare per strada, trovare lavoro, casa, sposarsi, perfino aprire un conto in banca\u201d.<br \/>\nGrazie all\u2019intervento personale di Rosa Simeon, ambasciatrice cubana a Parigi rimasta affascinata da questo muratore deciso e pieno di inventiva, incontra all\u2019areoporto di Orly il Comandante Ernesto Che Guevara, ai tempi direttore della Banca Nazionale di Cuba e Ministro dell\u2019Industria.\u00a0 \u201cGli dissi della mia passione per la rivoluzione cubana e specialmente per Camillo Cienfuegos &#8211; il suo assassinio fu una delle prime sciagurate operazioni del castrismo &#8211; e poi, con un campione alla mano, spiegai la mia idea di inondare il mondo di dollari falsi. Avevamo riprodotto la moneta verde con una perfezione unica. Ci voleva solo uno Stato audace e deciso che si incaricasse di stamparli in grande. E chi se non Cuba poteva fare questo come risposta all\u2019embargo? Quale azione di guerra pi\u00f9 potente che seppellire il grande capitale sotto una cascata di dollari falsi? Quando Fidel disse no al comunismo e no al capitalismo per una rivoluzione del colore delle palme\u2026 Sognavo la bandiera rossa e nera nella Sierra Maestra\u2026 A quei tempi avrei dato la mia vita per Cuba. Poi non se ne fece nulla e Fidel divent\u00f2 un diavolo\u201d.<br \/>\nAlcuni anni dopo, Lucio viene inquisito e imprigionato con sua moglie Anne, per implicazioni nel sequestro di Balthasar Suarez, direttore della Banca di Bilbao a Parigi \u201cMi accusarono di sequetro, estorsione, ma io non ne sapevo nulla. Quella fu un\u2019azione\u00a0 mediatica per mettere in allerta l\u2019opinione pubblica sulle terribili condizioni in cui si trovavano i prigionieri politici e farla finita con le esecuzioni capitali. I responsabili di quel sequestro \u2013 so per certo che mai mangi\u00f2 una paella cos\u00ec buona come durante il suo sequestro \u2013 trattarono il banchiere con la pi\u00f9 grande delle civilt\u00e0, visto che gi\u00e0 la detenzione in se \u00e8 un atto di una violenza inammissibile\u201d. Dopo il sequestro Suarez non ci furono pi\u00f9 esequzioni capitali\u00a0 in Spagna, e al momento del processo n\u00e9 Balthasar Suarez n\u00e9 il suo avvocato si presentarono in aula come parte lesa.<br \/>\n\u201cI travellers-ch\u00e8ques U.S. della\u00a0 First National City Bank erano certamente pi\u00f9 difficili da imitare ma ci permetteva di pensare in grande e con una clientela globale. Bastava acquistare dei veri travellers-ch\u00e8ques e duplicarli in migliaia di copie. Ci volle quasi una anno per mettere a punto l\u2019operazione\u201d. Migliaia di travellers-ch\u00e8ques falsi invadono il mercato mondiale. Una specie di \u2018Word Revolution Business\u2019 con presidente finanziario il muratore Lucio Urtubia. \u201cUna rete di persone nei quattro angoli del mondo si metteva in azione pi\u00f9 o meno nello stesso momento, visto che gli ch\u00e8ques da 100 dollari portavano lo stesso numero e quindi andavano cambiati in uno stretto giro di tempo. Ero io il capo: ho stampato gli assegni, li ho distribuiti e li ho incassati. E poi il denaro andava dove doveva andare. Nessuna delle persone a cui \u00e8 stato consegnato il denaro si \u00e8 arrichita. Nessuno. Al massimo ci comperavamo un paio di pantaloni quando non ne avevamo pi\u00f9 di decenti o ci permettevamo\u00a0 un pranzo in una trattoria\u201d. Una specie di Stato nello Stato. Moneta stampata e documenti di identit\u00e0 che venivano distribuiti e usati anche da molti movimenti\u00a0 armati: Tupamaros, Montoneros, Prima Linea, Brigate Rosse, Action Directe, ETA\u2026<br \/>\n\u201cEra una grande soddisfazione per me far pagare ad una delle pi\u00f9 grandi banche americane le spese per la lotta contro le dittature dell\u2019America Latina\u201d. Il nome di Lucio appare anche nel rapimento del nazista Klaus Barbie in Bolivia, nella fuga di Eldridge Cleaver leader delle Black Panthers, nelle mediazioni di Javier Rup\u00e9rez\u00a0 e del caso Albert Boadella\u2026<br \/>\nMentre la situazione per la City Bank diventa critica, la polizia francese segue una pista: un muratore emigrato spagnolo. \u201cLa polizia pu\u00f2 sbagliare mille volte ma a te non \u00e8 concesso il minimo errore\u201d. Lucio Urtubia viene fermato con le mani nel sacco -una 24ore zeppa di assegni falsi \u2013 mentre sta facendo una transazione con veri dollari al caff\u00e9 Le Deux Magos.\u00a0 Ma ahim\u00e9, questa volta, con un infiltrato della polizia.<br \/>\nAlla City Bank di New-York si tira un respiro di sollievo e grande voglia di rivincita. \u201cMi denunciarono chiedendo 5 anni di carcere pi\u00f9 il rimborso della somma sottratta -si parlava allora di almeno 15 milioni di dollari- e danni relativi\u201d. Gli avvocati di Lucio \u201c\u2026anche un muratore pu\u00f2 avere le sue relazioni\u201d il fior fiore del Foro francese dell\u2019epoca tra cui Roland Dumas avvocato di Picasso, futuro ministro degli esteri e presidente del Consiglio Costituzionale, assieme a Thierry Fagart sostenuti da Louis Joinet, consigliere di Mitterand e da sempre impegnato a combattere le dittature, dichiarano ai legali della City Bank che \u201c\u2026non si trattava di una truffa comune, di una gang di piccoli malfattori, ma era qualcosa di politico\u201d. Chiedono di andare a patti con Lucio Urtubia, ritirando naturalmente la denuncia e i diritti a qualsiasi rimborso. \u201cCon il mio fermo pensavano di aver risolto il problema;\u00a0 invece lo smercio continuava alla grande in tutto il mondo\u201d. Nella cittadella del dio dollaro a New York, il presidente della City Bank, Walter Wriston, va su\u00a0 tutte le furie al pensiero di dover sedersi ad un tavolo di trattativa con un muratore. Ma la situazione era catastrofica e la City Bank si trovava ai limiti della bancarotta.<br \/>\n\u201cProposi uno scambio sulla parola come si usa tra gentiluomini: le matrici in cambio di\u00a0 una valigetta bella colma di soldi buoni. Altrimenti io me ne restavo tranquillo in prigione, e loro continuavano a perdere milioni\u201d. Accordo raggiunto, l\u2019avvocato di Lucio consegna le matrici e ritira la valigetta, mentre Lucio brucia tutto il rimanente gi\u00e0 stampato. Nel giro di qualche tempo gli assegni falsi scompaiono e Lucio viene reintegrato: \u201cper la mia messa in libert\u00e0 ricevetti perfino le felicitazioni cordiali della First National City Bank\u201d.<br \/>\nIntanto gli anni passavano e i Paesi dell\u2019America Latina avevano imboccato la via della democratizzazione come anche la stessa Spagna e il compito che Lucio si era dato in fase di esaurimento. Ma uno come Lucio non poteva certo restare con le mani in mano.\u00a0\u00a0 Frequentando molti ex-prigionieri politici di varie nazionalit\u00e0 bisognosi di guadagnarsi da vivere, gli viene l\u2019idea di metterli assieme e fondare una cooperativa edile. Detto fatto, ecco nato l\u2019Atelier 71 in onore alla Comune di Parigi e, come prima commessa, una ristrutturazione con i fiocchi, nientidimeno che per Paco Rabanne.<br \/>\n\u201cSaper lavorare duro e bene \u00e8 un altra cosa. Essere rivoluzionari\u00a0 e intellettuali non bastava. Insomma fu un disastro. Ricordo che l\u2019uruguaiano Gino, alla fine della prima settimana mi disse che aveva lavorato pi\u00f9 in quei giorni che in tutta la sua vita. Dovetti sciogliere la cooperativa e mio malgrado diventare padrone per poter onorare l\u2019impegno preso. Non sono, evidentemente, un partigiano del lavoro per il lavoro, ma per vivere e forgiare l\u2019esistenza \u00e8 certamente necessario. Il meno possibile e il meglio possibile\u201d.<br \/>\nLucio Urtubia, questo maestro dell\u2019essenziale oggi ottantenne\u2026 \u201cquando sono arrivato a Parigi non sapevo nulla, nemmeno lavarmi la faccia. E\u2019 il mestiere di muratore che mi ha insegnato ad aggiungere qualcosa all\u2019impresa delle nostre generazioni precedenti; a conoscere gli esseri umani, a saper usare i materiali\u2026.\u201d, lavora tutti i giorni al suo tavolo, sotto gli sguardi\u00a0 inquisitori dei ritratti di Luise Michel e Jules Vall\u00e8s.<br \/>\nUn righello, una penna stilografica e numerosi fogli scritti con una calligrafia che si intuisce ostinata, lenta e ordinatissima. Troppa la curiosit\u00e0 per non chiedere cosa stia scrivendo. Un sorriso, mentre una luce illumina i suoi occhi: \u201cAl di l\u00e0 di quello che \u00e8 un pensiero comune sui libertari, violenti e terroristi, anarchia vuol dire responsabilit\u00e0; lavoro, creazione e azione. Certo anche nessun\u00a0 timore nel combattere per distruggere le regole ingiuste. Non sono nemmeno contro la ricchezza, ma contro la maniera in cui la si usa, e mi piange il cuore a scoprire che ancora non ci siamo. Possiamo contare solo su noi stessi per abbattere questo mondo insopportabile. Penso con ostinazione che l\u2019autogestione sia l\u2019unica\u00a0 strada per una migliore convivenza e responsabilit\u00e0 individuale e collettiva. Cosa sto scrivendo mi avevi chiesto:\u00a0 scrivo qualcosa che avr\u00e0 probabilmente come titolo \u2018Il possibile dell\u2019impossibile\u2019. Com\u2019\u00e8 stata la mia vita\u201d. Facendo attenzione, come gli ricorda spesso con una punta di ironia la moglie Anne, a non diventare una leggenda.<br \/>\nLuois Joinet, che \u00e8 uno dei massimi magistrati francesi, non senza gusto del paradosso, pensando a Lucio Urtubia afferma: \u201cLucio rappresenta pi\u00f9 o meno quello che io avrei voluto diventare nella vita\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista di Danilo De Marco a Lucio Urtubia \u201cQui c\u2019\u00e8 stato, non molti anni fa, perfino Henry Cartier-Bresson con una sua mostra dal titolo \u2018Per un altro futuro\u2019 afferma Lucio Urtubia indicando lo Spazio Culturale dedicato a Louise Michel, epica &hellip; <a href=\"https:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/?p=2063\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1461,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[62,196,273,14,239,417],"class_list":["post-2063","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-dichiarazioni-interviste-lettere","tag-anarchico","tag-foto","tag-gentiluomo","tag-intervista","tag-ladro","tag-lucio-urtubia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2063","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1461"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2063"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2063\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2381,"href":"https:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2063\/revisions\/2381"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2063"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2063"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2063"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}