{"id":2047,"date":"2011-05-17T17:20:44","date_gmt":"2011-05-17T15:20:44","guid":{"rendered":"http:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/?p=2047"},"modified":"2011-05-26T21:04:30","modified_gmt":"2011-05-26T19:04:30","slug":"ali-baba-e-i-quaranta-ladroni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/?p=2047","title":{"rendered":"Ali Baba e i quaranta ladroni"},"content":{"rendered":"<h2><strong>Ali Baba e i quaranta ladroni<\/strong><\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/files\/2011\/05\/Shahrazad-e-il-re-Shahriyar2.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2048 alignleft\" src=\"https:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/files\/2011\/05\/Shahrazad-e-il-re-Shahriyar2.jpeg\" alt=\"\" width=\"178\" height=\"251\" \/><\/a><\/p>\n<p>racconto tratto da <em><strong>&#8220;Le mille e una notte&#8221;<\/strong><\/em>, titolo originale in arabo: <strong><em>&#8220;Alf layla wa layla&#8221;<\/em><\/strong>, che \u00e8 indubbiamente il classico della letteratura orientale pi\u00f9 famoso e conosciuto in assoluto.<\/p>\n<p><em><strong>&#8221; <\/strong><\/em>Mi \u00e8 venuto in mente, o re felice, che nel tempo dei tempi, in una citt\u00e0 della Persia, vivevano due fratelli, che si chiamavano uno Qassim e l&#8217;altro Al\u00ec Bab\u00e0. Quando il padre di costoro, che era un uomo di modeste risorse, fu passato nella misericordia del Signore, i due fratelli procedettero a dividersi equamente i magri beni lasciati dal genitore. Certo l&#8217;eredit\u00e0 non miglior\u00f2 di molto la condizione dei due fratelli, perch\u00e9 i beni lasciati dal padre erano ben poca cosa. Ma Qassim ebbe la fortuna di conoscere un giorno una mezzana, la quale, dopo avere sperimentato su di se e con piena soddisfazione le gagliarde virt\u00f9 di copulatore del giovanotto, gli combin\u00f2 un matrimonio con una ragazza piacevole di aspetto e per giunta &#8211; benedetto sia Colui che distribuisce! &#8211; provvista di beni di fortuna e padrona di una bottega fornita di ogni mercanzia, cos\u00ec che Qassim divent\u00f2 dall&#8217;oggi al domani un uomo agiato, anzi, uno dei pi\u00f9 ricchi mercanti della citt\u00e0 e pot\u00e9 fare a meno di preoccuparsi dell&#8217;avvenire.<!--more-->Lo stesso non si poteva dire dell&#8217;altro fratello, Al\u00ec Bab\u00e0, il quale aveva sposato una donna povera come lui, viveva in una povera casa e possedeva quale unica ricchezza tre somari che gli servivano per trasportare in citt\u00e0 la legna che andava a tagliare nei boschi e con la vendita della quale tirava avanti &#8216;alla meno peggio.<br \/>\nOra avvenne che un giorno, mentre Al\u00ec Bab\u00e0 si trovava nel bosco a tagliare legna come al solito, senti in lontananza un rumore sordo che si avvicinava sempre pi\u00f9 e alla fine, prestando orecchio, Al\u00ec Bab\u00e0 fu certo che si trattasse del trepestio di parecchi cavalli che correvano al galoppo. Poich\u00e9 quel luogo era lontano da ogni via di passaggio e molto solitario, Al\u00ec Bab\u00e0 pens\u00f2 dovesse trattarsi di qualche banda di ladri e ritenne prudente rimettersi in salvo fino a che non avesse potuto vedere chi erano i cavalieri che arrivavano cos\u00ec di carriera. Perci\u00f2 si arrampic\u00f2 su un grande albero che sorgeva in cima a una rupe isolata e si nascose fra i rami in modo da poter vedere senza essere veduto. E fu una saggia decisione la sua, perch\u00e9 di l\u00ec a poco vide arrivare al gran galoppo una masnada di cavalieri, grandi e grossi, armati fino ai denti e dalle facce feroci. Al\u00ec Bab\u00e0 cap\u00ec allora di non essersi sbagliato e fu certo che quegli uomini dal fiero aspetto erano dei banditi di strada.<\/p>\n<div id=\"attachment_2049\" style=\"width: 243px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/files\/2011\/05\/AliBaba-di-Imak-El-Khanza-1909.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2049\" class=\"size-medium wp-image-2049\" src=\"https:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/files\/2011\/05\/AliBaba-di-Imak-El-Khanza-1909-233x300.jpg\" alt=\"\" width=\"233\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/files\/2011\/05\/AliBaba-di-Imak-El-Khanza-1909-233x300.jpg 233w, https:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/files\/2011\/05\/AliBaba-di-Imak-El-Khanza-1909.jpg 466w\" sizes=\"auto, (max-width: 233px) 100vw, 233px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2049\" class=\"wp-caption-text\">Imak El Khanza 1909<\/p><\/div>\n<p>A un cenno del loro capo, smontarono da cavallo, legarono le bestie agli alberi, quindi tolsero dalle selle delle bisacce e se le caricarono sulle spalle. Curvi sotto il peso delle bisacce, s&#8217;incamminarono in fila indiana sfilando sotto l&#8217;albero dove si trovava Al\u00ec Bab\u00e0 il quale pot\u00e9 cos\u00ec contarli comodamente e vide che erano in tutto quaranta, n\u00e9 uno di pi\u00f9 n\u00e9 uno di meno. Colui che marciava in testa alla fila e che doveva essere il capo dei banditi, arrivato davanti a una grande roccia seminascosta da un folto di cespugli, si ferm\u00f2, deposit\u00f2 la propria bisaccia a terra e, con voce squillante, grid\u00f2: &#8221; Sesamo, apriti! &#8221; Non appena ebbe detto queste parole, ecco che la roccia gir\u00f2 su se stessa, come una porta sui cardini, rivelando una vasta apertura.<br \/>\nI banditi uno dopo l&#8217;altro e da ultimo il capo, dopo essersi ricaricata sulle spalle la bisaccia, entr\u00f2 anche lui; dopo di che la roccia gir\u00f2 di nuovo su se stessa bloccando l&#8217;apertura e per quanto Al\u00ec Bab\u00e0, che pure non era lontano, aguzzasse la vista, non gli fu possibile scorgere n\u00e9 un segno n\u00e9 una fenditura che rivelasse l&#8217;ingresso di una grotta. Al\u00ec Bab\u00e0, che aveva assistito stupefatto allo spettacolo che si era svolto sotto i suoi occhi, non sapeva che partito prendere. Dapprima pens\u00f2 di scendere dall&#8217;albero, impadronirsi di un paio di cavalli e fuggire con quelli in citt\u00e0. Ma riflettendoci bene temette che i banditi uscissero dalla grotta mentre lui cercava di squagliarsela, e in tal caso nessuno avrebbe potuto salvarlo da una fine miserevole. Decise perci\u00f2 che la cosa migliore era di rimanere dove si trovava, anche perch\u00e9 era incuriosito di vedere che cosa sarebbe successo. Dopo un bel po&#8217; che stava l\u00ec sull&#8217;albero e si sentiva gi\u00e0 le gambe fonnicolare per la scomoda posizione, Al\u00ec Bab\u00e0 vide che la roccia tornava a girare su se stessa, ed ecco che dall&#8217;antro uscirono di nuovo in fila indiana i banditi recando in mano le bisacce, ma questa volta vuote. Da ultimo usc\u00ec il capo il quale assicuratosi che nessuno fosse rimasto nella grotta, si volt\u00f2 verso la roccia e con la solita voce squillante grid\u00f2: &#8221; Sesamo, chiuditi! &#8221;<br \/>\nDopo di che i banditi tornarono tutti ai cavalli, legarono le bisacce alle selle, montarono in groppa e spronarono via par Al\u00ec Bab\u00e0 sarebbe stato tentato di scendere subito dall&#8217;albero, ma la prudenza di cui All\u00e0 lo aveva fornito gli consigli\u00f2 di rimanere dove si trovava, in quanto pens\u00f2 che forse i ladroni potevano aver dimenticato qualche cosa e sarebbero tornati indietro a prenderla e cos\u00ec lo avrebbero sorpreso. Cerc\u00f2 di seguire con l&#8217;occhio per quanto pot\u00e9 i cavalieri e quando li vide scomparire nel folto degli alberi si mise a spiare la nuvola di polvere, che sollevavano le loro cavalcature.<br \/>\nQuando alla fine la nuvola di polvere, che si rimpiccioliva sempre pi\u00f9, scomparve del tutto ai suoi occhi, allora Al\u00ec Bab\u00e0, sentendosi abbastanza sicuro, scese dall&#8217;albero e si avvicin\u00f2 incuriosito alla roccia cominciando a guardare bene da tutte le parti. Ma per quanto guardasse e smuovesse cespugli, non gli fu possibile vedere alcuna anfrattuosit\u00e0, alcuna fessura, non gli fu possibile insomma scoprire alcun indizio che quella roccia si fosse mai mossa dal suo posto fin da quando, nella notte dei tempi, il Signore l&#8217;aveva collocata in quel luogo. Siccome, per\u00f2, egli ricordava la formula pronunciata dal capo dei ladroni, fu spinto dalla curiosit\u00e0 di constatare se quelle parole avevano lo stesso potere magico anche in bocca a lui. Si piant\u00f2 quindi davanti alla roccia e ad alta voce grid\u00f2: &#8221; Sesamo, apriti! &#8221; E sebbene la sua voce avesse tremato un poco per l&#8217;emozione, tuttavia la roccia cominci\u00f2 a girare su se stessa rivelando una vasta apertura.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/files\/2011\/05\/AliBaba-e-i40ladroni.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2050\" src=\"https:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/files\/2011\/05\/AliBaba-e-i40ladroni-244x300.jpg\" alt=\"\" width=\"244\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/files\/2011\/05\/AliBaba-e-i40ladroni-244x300.jpg 244w, https:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/files\/2011\/05\/AliBaba-e-i40ladroni.jpg 408w\" sizes=\"auto, (max-width: 244px) 100vw, 244px\" \/><\/a>Al\u00ec Bab\u00e0 fu preso da un indicibile spavento, senti che le gambe gli tremavano e fu sul punto di fuggire; se non che, gettando un&#8217;occhiata verso l&#8217;interno dell&#8217;apertura, invece della grotta buia e spaventosa che si era immaginata, vide una galleria di pietra ben levigata, spaziosa e bene illuminata da un fiotto di luce che,pioveva dall&#8217;alto. Quella vista lo rincuor\u00f2 alquanto, e se la paura lo tirava indietro la curiosit\u00e0 lo spingeva avanti, e cos\u00ec un passo dietro l&#8217;altro cominci\u00f2 ad inoltrarsi nella galleria, senza dimenticarsi d&#8217;invocare prima il nome di All\u00e0h clemente e misericordioso. Fatti pochi passi, senti che la roccia girava di nuovo sui cardini e richiudeva l&#8217;apertura. L\u00ec per l\u00ec fu preso da un indicibile spavento, ma poi pens\u00f2 che la formula magica, cos\u00ec come aveva funzionato per farlo entrare, avrebbe funzionato per farlo uscire. Tranquillizzato da questo pensiero, cominci\u00f2 ad ispezionare il luogo in cui si trovava e, passando di meraviglia in meraviglia, vide che la galleria era piena zeppa di balle di stoffa preziosa, di tappeti finissimi e, cosa ancor pi\u00f9 sorprendente, di sacchi e di cofani traboccanti di monete d&#8217;oro, di gioielli e di pietre preziose. E il povero Al\u00ec Bab\u00e0, che in vita sua non aveva mai veduto nemmeno una parte infinitesima di tante ricchezze, sbarrava gli occhi e a malapena osava toccare con la punta delle dita quell&#8217;oro, quei diamanti, quelle gemme, e andava dicendosi che quella grotta doveva essere servita di rifugio non solo a quei quaranta ladroni, ma anche agli antenati di quelli e agli antenati degli antenati, e ad intere generazioni di ladroni fin dall&#8217;origine dei secoli. Passati i primi istanti di stupore e di sbigottimento, Al\u00ec Bab\u00e0 si disse: &#8221; Per All\u00e0h, nulla accade che il Signore non voglia! Se tu, o Al\u00ec Bab\u00e0, povero legnaiolo, sei riuscito a entrare in questo luogo e a mettere le mani su tante ricchezze, \u00e8 evidente che questa \u00e8 la volont\u00e0 di Colui che d\u00e0 e prende. Non v&#8217;\u00e8 dubbio su quale sia la volont\u00e0 del Signore: Egli certamente desidera che quest&#8217;oro, frutto di tante ruberie e rapine, -sia usato a fin di bene, acciocch\u00e9 tu ne faccia elemosine e viva con la tua famiglia al riparo dal bisogno e dalle ristrettezze. &#8221; E dopo essersi messo in pace la coscienza con questo ragionamento, il povero Al\u00ec Bab\u00e0 prese un sacco pieno di monete d&#8217;oro e lo trascin\u00f2 fino all&#8217;imboccatura della galleria. Poi fece lo stesso con un secondo sacco e con un terzo, e tanti ne prepar\u00f2 quanti pensava che i suoi somari potessero trasportarne.<br \/>\nQuando ebbe ultimato il suo lavoro, si mise davanti all&#8217;imboccatura della caverna e ad alta voce disse: &#8221; Sesamo, apriti! &#8221; E subito la roccia gir\u00f2 su se stessa e Al\u00ec Bab\u00e0 trascin\u00f2 all&#8217;aperto i sacchi colmi d&#8217;oro che aveva preparato. Poi, voltatosi verso l&#8217;apertura della grotta, disse ad alta voce: &#8221; Sesamo, chiuditi! &#8221; e la roccia torn\u00f2 a girare,su se stessa e si chiuse. Al\u00ec Bab\u00e0 attacc\u00f2 i sacchi al basto dei somari e per evitare la curiosit\u00e0 della gente ebbe cura di nasconderli sotto le fascine di legna.<br \/>\nCi\u00f2 fatto riprese il cammino della citt\u00e0 e arrivato a casa sua condusse gli asini in una piccola corte interna, dove nessuno poteva vederlo, e cominci\u00f2 a scaricare i sacchi. Ed ecco che arriv\u00f2 la moglie di Al\u00ec Bab\u00e0, la quale vedendo il marito indaffarato a scaricare sacchi cos\u00ec pesanti quali non se ne erano mai visti in quella casa, cominci\u00f2 a chiedergli che cosa fosse quella roba, e dove l&#8217;avesse trovata e chi gliel&#8217;avesse data, e insomma a fare mille domande come sogliono le femmine. &#8221; 0 donna, &#8221; le rispose Al\u00ec Bab\u00e0, &#8221; contentati di sapere che questi sacchi sono un dono di All\u00e0h. E ora, invece di star l\u00ec a farmi tante domande, aiutami a portarli in casa. &#8221; E allora la donna si mise ad aiutare il marito a trasportare i sacchi in casa, ma poich\u00e9 palpandoli li sentiva come fossero pieni di monete, la sua curiosit\u00e0 non fece che aumentare. Sicch\u00e9, quando ebbero terminato di trasportare tutti i sacchi in casa, la donna volle subito aprirne uno e, vistolo colmo di pezzi d&#8217;oro, cominci\u00f2 a battere le palme delle mani l&#8217;una contro l&#8217;altra, e a strapparsi i capelli, e a lacerarsi il petto gridando: &#8221; 0 sventura! sventura su di noi e sui nostri figli! 0 Al\u00ec Bab\u00e0, come hai potuto, infelice&#8230; &#8221; Al\u00ec Bab\u00e0, sentendo la donna gridare in quel modo e temendo che richiamasse l&#8217;attenzione dei vicini, cominci\u00f2 a saltare, per la rabbia, a destra e a sinistra e alla fine le pose una mano sulla bocca dicendole: &#8221; Che All\u00e0h ti privi delle sue benedizioni, sciagurata! Che cos&#8217;hai da gridare in questo modo? Vuoi forse svergognarmi davanti a tutti i vicini? E poi, \u00e8 questa la buona opinione che hai di tuo marito? Se io ho tutto questo denaro, perch\u00e9 pensi che me lo sia procurato in modo illecito? E&#8217; All\u00e0h che ha voluto concederci questa benedizione, e invece di strapparti i capelli faresti meglio a gettarti a terra e a ringraziare il Signore. &#8221; E raccont\u00f2 alla moglie tutto quello che gli era accaduto e quando la donna seppe come stavano le cose di colpo le pass\u00f2 lo spavento e si mise a lodare il Signore per la benedizione che aveva inviato loro. Ci\u00f2 fatto se ne and\u00f2 dove erano i sacchi e sedutasi per terra sui talloni cominci\u00f2 a contare le monete d&#8217;oro. Ma Al\u00ec Bab\u00e0, vedutala intenta a quell&#8217;operazione, cominci\u00f2 a darle sulla voce, dicendole: &#8221; Che fai, disgraziata? Ti ci vorranno giorni e giorni per poter contare tutte quelle monete. Non sai che la cosa pi\u00f9 saggia che possa fare un poveretto, quando gli capita una fortuna di questo genere, \u00e8 quella di nascondere appunto la sua fortuna? Invece di star l\u00ec a contare il denaro, aiutami a scavare una buca nella quale nasconderemo questi sacchi acciocch\u00e9 non si levi contro di noi la cupidigia e l&#8217;invidia dei vicini. &#8221; &#8221; Marito mio, &#8221; rispose la donna, &#8221; non ho certo intenzione di contare a una a una tutte queste monete. Per\u00f2, prima di sotterrarle, voglio sapere a quanto ammonta la nostra fortuna. Perci\u00f2 andr\u00f2 a farmi prestare una misura di legno da qualche vicina mentre tu scaverai la fossa. Cos\u00ec sapremo quanto potremo spendere per il necessario e per il superfluo, e potremo regolare convenientemente la nostra vita. &#8221; Al\u00ec Bab\u00e0 pens\u00f2 che il ragionamento della moglie non fosse sbagliato e le disse: &#8221; E va bene! Va&#8217; pure! Ma fa&#8217; presto, e soprattutto bada di non rivelare ad anima viva il nostro segreto. &#8220;La moglie di Al\u00ec Bab\u00e0 si mise il velo sul volto e usc\u00ec per andare in cerca della misura di legno che le occorreva, e, strada facendo, pens\u00f2 che la cosa migliore fosse quella di andarla a chiedere alla cognata, la moglie di Qassim, il fratello ricco di suo marito.<br \/>\nCos\u00ec fece; e recatasi a casa di Qassim chiese alla cognata se poteva prestarle una misura di legno, e la cognata le rispose: &#8221; Volentieri, cognata mia, e che All\u00e0 ti accresca le sue benedizioni! Perch\u00e9, se vieni a chiedermi una misura, vuol dire che ti serve per misurare qualcosa, e se hai qualcosa da misurare vuol dire che All\u00e0 ha fatto entrare la prosperit\u00e0 in casa tua. &#8221; E poich\u00e9 la moglie di Ali Bab\u00e0 non rispondeva n\u00e9 s\u00ec n\u00e9 no, l&#8217;altra, piccata nella sua curiosit\u00e0, and\u00f2 a prendere la misura di legno, ma siccome moriva dalla voglia di sapere che specie di granaglie dovesse misurarvi la cognata, ne spalm\u00f2 il fondo all&#8217;esterno con un po&#8217; di sego. Ci\u00f2 fatto torn\u00f2 dalla cognata e le consegn\u00f2 la misura. La donna la ringrazi\u00f2 e, dopo averle rivolto i complimenti d&#8217;uso, se ne torn\u00f2 a casa; quivi giunta, si sedette per terra accanto ai sacchi e affondando la misura nelle monete d&#8217;oro cominci\u00f2 a contare tutto quel denaro, facendo, per ogni misura che passava, un segno col carbone sul muro. Quando ebbe finito di passare l&#8217;oro, chiam\u00f2 Al\u00ec Bab\u00e0 e gli mostr\u00f2 i segni che aveva fatto sul muro e che quasi riempivano una intera parete. Poi, quando lei e il marito ebbero deposto i sacchi nella buca che Ali Bab\u00e0 aveva scavato e li ebbero ricoperti ben bene con la terra, la donna prese la misura si vel\u00f2, e and\u00f2 a restituirla alla cognata, ringraziandola per il servigio che le aveva reso. Non appena la moglie di Al\u00ec Bab\u00e0 fu uscita, la cognata rivolt\u00f2 la misura e, con suo grande stupore, vide che attaccata sul fondo unto di grasso c&#8217;era una moneta d&#8217;oro. Prese in mano la moneta e constat\u00f2 che era di oro buono e subito si sent\u00ec il cuore attanagliato dall&#8217;invidia ed esclam\u00f2: &#8221; Ma come? Quel pezzente di Al\u00ec Bab\u00e0 ha tanto denaro da doverlo contare a misure? E come avr\u00e0 fatto a procurare? &#8221; E and\u00f2 avanti per tutto il giorno a rimuginare questi pensieri. La sera, quando il marito, Qassim torn\u00f2 a casa, la moglie and\u00f2 subito incontro e gli disse: &#8221; 0 Qassim, chi pensi che sia pi\u00f9 ricco fra te e tuo fratello;&#8217; &#8221; Qassim la guard\u00f2 sbalordito e le disse: &#8221; Che discorsi sono questi, o donna? Sai benissimo che mio fratello \u00e8 un poveraccio buono a nulla. Che significa questa domanda? &#8221; &#8221; Perci\u00f2, o Qassim, &#8221; insiste la donna, &#8221; tu sei convinto di essere molto pi\u00f9 ricco di tuo fratello; &#8221; &#8221; Smettila di rompermi il capo con queste ciance, o donna, &#8221; rispose Qassiin. &#8221; Sai benissimo che le cose stanno proprio cos\u00ec. &#8221; &#8221; E allora sappi, o Qassim, &#8221; gli disse la moglie, &#8221; che ti sbagli di grosso, perch\u00e9 tuo fratello Al\u00ec Bab\u00e0 \u00e8 infinitamente pi\u00f9 ricco di te, e in effetti \u00e8 tanto ricco che per contare il suo denaro ha bisogno di una misura da grano. &#8221; E allo sbalordito Qassim raccont\u00f2 tutto quello che le era capitato con la moglie di Al\u00ec Bab\u00e0 e concluse il suo discorso mostrandogli la moneta d&#8217;oro che era rimasta attaccata sul fondo della misura di legno. Quando Qassim ebbe udito il racconto della moglie ed ebbe visto la moneta d&#8217;oro, non seppe darsi pace, e per tutta la notte non fece che rigirarsi nel letto, pensando a come potesse essere capitata tanta ricchezza fra le mani del fratello. La mattina seguente, dopo aver passato una intera nottata a rodersi il fegato, Qassim usc\u00ec di buon&#8217;ora, si rec\u00f2 difilato dal fratello e senza nemmeno salutarlo e informarsi della sua salute gli disse: &#8221; Che cosa sono tutti questi segreti? Ti sembra bello ingannare la gente in questo modo? Ma come? Te ne vai in giro come un pezzente a piangere miseria e poi misuri le monete d&#8217;oro a staia? E nemmeno a me, che sono tuo fratello, dici nulla dei tuoi affari n\u00e9 mi metti al corrente d\u00ec quello che ti capita. &#8221; Al\u00ec Bab\u00e0 rimase interdetto, sentendo questo sproloquio, non tanto perch\u00e9 fosse avaro di natura, ma perch\u00e9 temeva l&#8217;invidia e la gelosia del fratello e della cognata. Cos\u00ec rispose: &#8221; Fratello mio, perch\u00e9 ti lamenti se \u00e8 questa la prima volta, in tanti anni, che metti piede nella mia casa? E come avrei potuto informarti dei casi miei se tu non ti sei mai interessato di conoscerli n\u00e9 mai hai chiesto, non dico a me ma almeno ai vicini, se io e i miei figli avevano da mangiare o no? Se io fossi venuto da te a raccontarti le mie miserie, avresti pensato che lo facevo per spillarti denaro. &#8221; &#8221; Adesso non si tratta di questo, Al\u00ec Bab\u00e0, &#8221; rispose impaziente Qassim, &#8221; ma si tratta dei fatto che tu inganni la gente dabbene fingendoti povero quando non lo sei, dato che non ho mai visto un povero contare il denaro con una misura da grano. &#8221; Quando Al\u00ec Bab\u00e0 ebbe inteso queste parole, cap\u00ec che il fratello era al corrente di tutto e che sarebbe stato inutile cercare di fingere. Perci\u00f2, facendo buon viso a cattivo gioco, gli raccont\u00f2 tutto quanto gli era capitato nel bosco e concluse dicendo: &#8221; Sia glorificato All\u00e0h che ci ha inviato questa benedizione! Ma poich\u00e9 noi siamo dello stesso sangue, penso non sia giusto che io tenga per me questa ricchezza che non ho fatto nulla per guadagnare. Perci\u00f2, fratello mio, ti prego di volere accettare met\u00e0 dell&#8217;oro che ho portato fuori da quella grotta. &#8221; Qassim, nel quale il racconto del fratello aveva risvegliato la cupidigia e con la cupidigia la tracotanza e la malizia, rispose: &#8221; Su questo non si discute nemmeno, o Al\u00ec Bab\u00e0! Se il Signore ti ha fatto scoprire questo tesoro, \u00e8 evidente che lo ha fatto perch\u00e9 tu ne rendessi partecipe anche me che sono tuo fratello. E qui ci sarebbe da discorrere molto, perch\u00e9 se io non fossi venuto a casa tua tu ti saresti goduto quest&#8217;oro da solo senza farmi sapere nulla. Piuttosto, hai dimenticato di dirmi quali sono le parole magiche che aprono la roccia. Prima di mettere le mani su quest&#8217;oro, voglio essere sicuro che quello che mi hai raccontato sia vero, perch\u00e9 io sono un mercante rispettabile e non mi piacerebbe di trovarmi coinvolto in qualche pasticcio. Avanti dunque: dimmi quali sono queste parole e bada bene di non imbrogliarmi, perch\u00e9 altrimenti andr\u00f2 dal capo della polizia e ti denuncer\u00f2 come complice dei ladroni. E non so se questo ti converrebbe. &#8221; Al\u00ec Bab\u00e0, spinto non tanto dalle minacce quanto dal suo animo onesto e privo di malizie, disse al fratello quali erano le parole magiche che servivano per fare aprire la roccia, e quando Qassim le ebbe udite se ne and\u00f2 senza nemmeno ringraziare Al\u00ec Bab\u00e0. La mattina dopo, di buon&#8217;ora, Qassim fece mettere il basto a dieci muli e su ogni basto fece attaccare due robuste casse. Poi si avvi\u00f2 verso il bosco, nel luogo indicato dal fratello. Trov\u00f2 subito l&#8217;albero, al quale leg\u00f2 i muli, e, regolandosi su quello, non ebbe difficolt\u00e0 a individuare la roccia, tanto esatta e precisa era stata la descrizione di Al\u00ec Bab\u00e0. Postosi dunque davanti alla roccia, pronunci\u00f2 ad alta voce le parole:&#8221; Sesamo, apriti! &#8221; E subito la roccia cominci\u00f2 a girare su se stessa rivelando l&#8217;apertura della grotta. Qassim precipit\u00f2 dentro, ma fatti alcuni passi rimase impietrito dallo stupore perch\u00e9 gli era bastata una sola occhiata per rendersi conto delle immense ricchezze che si trovavano nascoste in quel luogo; infatti, l&#8217;oro che il fratello aveva portato fuori non era che una minima parte di ci\u00f2 che conteneva quella grotta. Riavutosi dal primo stupore, Qassim cominci\u00f2, con il fiato mozzo dall&#8217;entusiasmo, a fare il giro della grotta, palpando e toccando le cose preziose che vi erano contenute e gettando esclamazioni di meraviglia davanti ai cofani traboccanti di pietre preziose e di monili, davanti alle cataste di argenteria cesellata, davanti ai sacchi pieni di monete d&#8217;oro, davanti alle balle di stoffe preziosissime. Con la bava alla bocca e gli occhi accesi di cupidigia, per un pezzo non fece che andare da un sacco all&#8217;altro e da un cofano all&#8217;altro valutando in cuor suo quelle ricchezze e accarezzandole con le sue mani da mercante come se gi\u00e0 fossero roba sua. Pens\u00f2 che per portar via quel tesoro ci sarebbe voluta una carovana di cammelli grande come quelle che giungono in Persia dalle lontane contrade della Cina. Allora gli venne fatto di pensare ai dieci muli che aveva lasciato fuori accanto all&#8217;albero e decise di andarli a prendere, per caricare intanto quelli con quanta pi\u00f9 roba gli fosse stato possibile. Cos\u00ec, fece per uscire dalla grotta, ma trov\u00f2 che l&#8217;imboccatura era chiusa perch\u00e9, non appena egli era entrato, la roccia, come al solito, aveva di nuovo girato su se stessa e Qassim non se ne era accorto, tutto preso dall&#8217;entusiasmo per quel che vedeva. Volle allora pronunciare le parole magiche per far riaprire la roccia, ma la vista di tutti quei tesori gli aveva stravolto il cervello a tal punto ch&#8217;egli aveva dimenticato completamente quali fossero quelle parole. Cos\u00ec si piant\u00f2 davanti alla roccia e grid\u00f2: &#8221; Orzo, apriti! &#8221; e poich\u00e9 la roccia non si muoveva, ripete ancora due o tre volte ad alta voce &#8221; Orzo, apriti! &#8221; Ma la roccia continu\u00f2 a rimanere ferma. Allora Qassim cominci\u00f2 a pensare che la parola, magica dovesse essere un&#8217;altra. e gli parve proprio di ricordare che quella parola dovesse essere segala. Perci\u00f2, con quanto fiato aveva in corpo, grid\u00f2: &#8221; Segala, apriti! &#8221; Ma naturalmente non accadde nulla. Dopo aver ripetuto pi\u00f9 volte queste parole, Qassim cominci\u00f2 a spazientirsi, e poi ad inquietarsi, e senza prender fiato si mise a ripetere la formula usando i nomi di tutte le semenze e di tutti i cereali che gli venivano in mente. Tutti li nomin\u00f2 tranne quello giusto, perch\u00e9 il Profeta, sia benedetto ed esaltato il suo nome, ha detto, parlando dei malvagi: &#8221; All\u00e0h toglier\u00e0 loro il dono della luce, ed essi andranno vagolando nelle tenebre e, ciechi, sordi e muti, saranno incapaci di tornare sui loro passi. &#8221; Quando Qassim ebbe provato inutilmente tutti i nomi che gli venivano alla memoria, fu preso dal terrore di non poter pi\u00f9 uscire dalla grotta. Allora non gli import\u00f2 pi\u00f9 niente di tutte quelle ricchezze e desider\u00f2 una sola cosa. uscire di nuovo alla luce del sole. Come un forsennato, si mise a correre a dritta e a manca cercando un&#8217;apertura o un appiglio che gli permettesse di arrampicarsi fino alla volta della galleria da dove pioveva il fiotto di luce. Ma le pareti erano tutte di marmo liscio e levigato, unite e compatte, e non solo non vi erano appigli, ma non vi era nemmeno l&#8217;ombra di un&#8217;apertura. Come un animale feroce preso in trappola, Qassim in preda alla disperazione andava correndo di qua e di l\u00e0, picchiando il capo nel muro e ferendosi le mani, ma tutto era inutile. Alla fine si gett\u00f2 a terra stremato di forze e rimase l\u00ec a piangere e ad ansimare per un pezzo, quand&#8217;ecco d&#8217;un tratto sentire fuori della grotta un rumore di cavalli al galoppo. In effetti proprio quel giorno i quaranta ladroni avevano deciso di tornare nella grotta per nascondervi dell&#8217;altro bottino.<br \/>\nMa quando furono arrivati nei pressi della roccia videro i muli con le casse, legati all&#8217;albero, e allora, sguainate le spade, scesero subito da cavallo e cominciarono a frugare tutt&#8217;intorno e fra i cespugli per scovare il padrone di quei muli e ucciderlo. Ma per quanto cercassero dappertutto, non riuscirono a trovare anima viva. Allora il capo dei banditi, dopo essersi consultato con i suoi, si piazz\u00f2 davanti alla roccia e grid\u00f2: &#8221; Sesamo, apriti! &#8221; e la roccia gir\u00f2 su se stessa aprendosi. Qassim, che dall&#8217;interno della grotta aveva udito le imprecazioni e le grida di rabbia dei banditi, temendo fortemente per la sua vita, si era nascosto in un angolo, appiattito fra due sacchi di monete d&#8217;oro. Quando per\u00f2 vide che la roccia inaspettatamente si apriva non ebbe altro pensiero che quello di correre a mettersi in salvo. Si precipit\u00f2 dunque a testa bassa, come un caprone, verso l&#8217;apertura, ma era scritto che dovesse andare a cozzare proprio contro il capo dei banditi, cos\u00ec che entrambi caddero distesi per terra, e prima che Qassim potesse rialzarsi e fuggire gli altri briganti gli furono addosso e lo fecero a pezzi con le loro spade, perch\u00e9 questo era il destino che All\u00e0h il Giusto, il Distributore, gli aveva riservato. Quanto ai ladroni, dopo che ebbero ucciso Qassim, entrarono nella grotta e videro ammucchiati da una parte i sacchi e i cofani che Qassim aveva preparato per caricarli sui muli. Allora si sedettero in circolo e tennero consiglio chiedendosi come mai quell&#8217;uomo fosse riuscito a entrare nella loro grotta. Alla fine, poich\u00e9 non trovarono una spiegazione soddisfacente a quel fatto strano, e poich\u00e9 d&#8217;altra parte erano convinti d&#8217;essere i soli a possedere la formula magica che faceva aprire la roccia, e visto che l&#8217;intruso era morto e non avrebbe pi\u00f9 potuto parlare con nessuno, rivelando l&#8217;esistenza del loro nascondiglio, decisero di vuotare le bisacce e di tornarsene al loro mestiere di razziatori, perch\u00e9 erano gente attiva, cui piaceva di pi\u00f9 fare i fatti che star seduta a discorrere. Tuttavia, prima di andarsene, pensarono bene di squartare il cadavere di Qasssim e di disporne i pezzi all&#8217;ingresso della grotta affinch\u00e9 chiunque per caso fosse riuscito a varcarne la soglia rimasesse terrorizzato da quello spettacolo e fuggisse via senza pi\u00f9 farvi ritorno. Questo per quanto riguarda Qassim e i quaranta ladroni. Intanto la moglie di Qassim, vedendo che il marito non tornava, cominci\u00f2 a preoccuparsi e quando scese la sera e Qassim non si era fatto vedere, in preda a una grande agitazione, si mise il velo sul volto e usc\u00ec per recarsi a casa del cognato. Quando Al\u00ec Bab\u00e0 la vide si stup\u00ec grandemente, perch\u00e9 la donna non aveva mai voluto mettere piede nella sua casa e aveva sempre disdegnato di frequentare il cognato a cagione della povert\u00e0 di costui. Comunque Al\u00ec Bab\u00e0 l&#8217;accolse con cortesia e le chiese che cosa la conducesse da lui, a quell&#8217;ora. La moglie di Qassim gli disse che era preoccupata per il marito, il quale era uscito di casa.la mattina molto presto e ancora non era tornato &#8216; sebbene fosse gi\u00e0 notte. Aggiunse che sarebbe stato bene che Al\u00ec Bab\u00e0 fosse andato a cercare il fratello perch\u00e9 sicuramente doveva essergli capitata una disgrazia. Al\u00ec Bab\u00e0, il quale sospettava che il fratello si fosse recato alla grotta e pensava che per mantenere segreta la faccenda del tesoro non avrebbe voluto che fosse fatto scalpore intorno alla sua assenza. Cerc\u00f2 di calmare la donna invitandola a passare la notte in casa sua e dicendole che col buio le ricerche sarebbero state inutili, ma che l&#8217;indomani mattina, appena fatto giorno, egli stesso sarebbe andato in cerca di Qassim. E cos\u00ec fece. La mattina dopo, alle prime luci dell&#8217;alba, quel brav&#8217;uomo di Al\u00ec Bab\u00e0 era gi\u00e0 nel cortile di casa sua, intento a mettere il basto ai somari. Dopo aver raccomandato alla moglie di aver cura della cognata e di non farle mancare nulla, si mise in cammino e in breve arriv\u00f2 nel bosco. Giunto che fu davanti alla roccia, cominci\u00f2 a guardarsi in giro, ma non vide alcuna traccia del fratello e cominci\u00f2 a preoccuparsi. Comunque sia, pronunci\u00f2 le due parole magiche, la roccia gir\u00f2 su se stessa ed egli entr\u00f2 nella grotta. Ma aveva fatto appena pochi passi, quand&#8217;ecco si trov\u00f2 davanti i miseri resti squartati del fratello; allora impallid\u00ec,le gambe gli tremarono e sent\u00ec che stava per venire meno. Come Dio volle si riprese e il primo pensiero che gli attravers\u00f2 la mente fu quello di dare onorata sepoltura alle povere membra di quello sciagurato, il quale, dopo tutto, era un musulmano come lui ed era figlio del suo stesso padre e della sua stessa madre. Cosi Al\u00ec Bab\u00e0 entr\u00f2 nella grotta, prese due sacchi, li vuot\u00f2 delle monete d&#8217;oro che- contenevano e vi mise dentro il tronco e le membra amputate del fratello. Poi, gi\u00e0 che si trovava l\u00ec, pens\u00f2 che sarebbe stato sciocco far tornare a casa gli asini con i basti vuoti, cosi prese qualche altro sacco di monete e dopo aver pronunciato le parole magiche trasport\u00f2 fuori ogni cosa.<br \/>\nCaric\u00f2 sui somari i sacchi con l&#8217;oro e quelli con le spoglie del fratello ricopr\u00ec il tutto con fascine di legna, acciocch\u00e9 i passanti non fossero messi in curiosit\u00e0, e torn\u00f2 di buon passo a casa. Appena, entrato nel cortiletto, chiam\u00f2 la schiava Margiana perch\u00e9 lo aiutasse a scaricare gli asini. Ora bisogna sapere che questa Margiana era una giovane schiava che, Al\u00ec Bab\u00e0 e sua moglie avevano preso quando era ancora bambina e l&#8217;avevano allevata in casa non come una schiava ma quasi come una loro figlia. E la fanciulla era cresciuta bella, buona, brava e soprattutto assai sveglia di cervello, cos\u00ec che Al\u00ec Bab\u00e0, quando doveva risolvere qualche questione difficile, di altri non si fidava se non del senno e del giudizio di Margiana. Quando Margiana arriv\u00f2 al suo richiamo, Al\u00ec Bab\u00e0 le disse: &#8221; Figliola mia, questo \u00e8 il giorno in cui ti chiedo di darmi una prova della tua scaltrezza, della tua discrezione e della tua devozione! &#8221; &#8221; Ascolto e obbedisco &#8221; rispose Margiana. Allora Al\u00ec Bab\u00e0 le raccont\u00f2 ogni cosa per filo e per segno, quindi, accennando ai due sacchi che contenevano il cadavere del fratello: &#8221; Ora &#8221; disse, &#8221; bisogna che tu pensi al modo di seppellirlo come se fosse morto di morte naturale, cos\u00ec che nessuno possa sospettare la verit\u00e0 sull&#8217;accaduto. &#8221; Ci\u00f2 detto, Al\u00ec Bab\u00e0 se ne and\u00f2 dalla cognata a darle la triste notizia, lasciando Margiana a riflettere sul da farsi. Quando Al\u00ec Bab\u00e0 comparve davanti alla cognata, questa cap\u00ec subito, guardandolo in faccia, che a Qassim doveva essere accaduta una grave disgrazia e prima ancora che Al\u00ec Bab\u00e0 potesse parlare cominci\u00f2 a battere le palme delle mani, a graffiarsi le guance, a strapparsi i capelli, a gemere e ad ululare. Al\u00ec Bab\u00e0, temendo che i vicini potessero udire quello strepito e venirne a chiedere la cagione, le disse subito: &#8221; Il Signore, nella sua- generosit\u00e0, mi ha dato pi\u00f9 ricchezze di quanto mene, servano; perci\u00f2, se nella disgrazia che ti ha colpita c&#8217;\u00e8 ancora qualcosa capace di consolarti, io ti offro di entrare nella mia casa come seconda moglie. Tu troverai nella madre dei miei figli una sorella affettuosa, e cos\u00ec potremo vivere in pace ricordando la memoria dell&#8217;estinto! &#8221; Davanti a tanta generosit\u00e0, la vedova di Qassim si sent\u00ec sciogliere il cuore, fino allora indurito dall&#8217;invidia e dalla cupidigia, e All\u00e0h illumin\u00f2 il suo animo perch\u00e9 egli \u00e8 l&#8217;Onnipotente e a lui tutto \u00e8 possibile! Cos\u00ec la vedova di Qassim si sciolse in lacrime, ma questa volta di commozione, per la bont\u00e0 di Al\u00ec Bab\u00e0 e accett\u00f2, di diventare la sua seconda moglie. E da allora fu una donna onesta e dabbene e di nobili sentimenti. Intanto Margiana, dopo avere pensato per un po&#8217; sul modo migliore di cavarsi da quell&#8217;impiccio, se ne usc\u00ec di casa e and\u00f2 nella bottega di uno speziale che era l\u00ec accanto e gli chiese di venderle una certa medicina che si usava per curare le malattie mortali. Lo speziale gliela diede, ma naturalmente le chiese chi fosse ammalato nella casa del suo padrone, e Margiana, con un gran sospiro, gli rispose: &#8221; Ahim\u00e8 che disgrazia! Ahim\u00e8 che sventura! Il povero fratello del mio padrone Al\u00ec Bab\u00e0, che era venuto in visita da noi, \u00e8 stato colto all&#8217;improvviso da un gran malore, \u00e8 caduto per terra ed \u00e8 rimasto l\u00ec tutto rattrappito: la faccia gli \u00e8 diventata gialla e non vuol parlare n\u00e9 mangiare. Speriamo o sceicco degli speziali, che questa tua medicina gli faccia bene! &#8221; Tornata a casa, Margiana mise al corrente del suo piano il padrone e questi non pot\u00e9 fare a meno di compiacersi con lei per la sua grande ingegnosit\u00e0. Cosi la mattina dopo Margiana torn\u00f2 di nuovo dallo speziale e con il volto bagnato di lacrime, singhiozzando e sospirando, gli chiese di darle una certa medicina che veniva usata come estremo rimedio per i moribondi. Presa la medicina, che lo speziale si affrett\u00f2 a darle, se ne usc\u00ec dalla bottega dicendo: &#8221; Poveri noi! Poveri noi!&#8217; Se questo farmaco non avr\u00e0 effetto, non vi \u00e8 pi\u00f9 speranza! &#8221; E strada facendo ebbe cura di far sapere a tutto il vicinato della grave malattia che aveva colpito Qassim, fratello del suo padrone Al\u00ec Bab\u00e0. Perci\u00f2, quando, l&#8217;indomani all&#8217;alba i vicini furono svegliati da grida, pianti e gemiti di donne, capirono subito, che il fratello di Al\u00ec Bab\u00e0 doveva essere morto e nessuno, se ne meravigli\u00f2. Nel, frattempo. per\u00f2, Margiana, che continuava a mettere in atto diligentemente il suo piano, si era detta: &#8221; Ragazza mia,-non basta far credere alla gente che il fratello del tuo padrone sia morto di morte naturale,bisogna anche che tu pensi a un altro pericolo: devi fare in modo, cio\u00e8, che nessuno si accorga che il cadavere dei fratello del tuo padrone non \u00e8 tutto d&#8217;un pezzo ma \u00e8 squartato. &#8220;.<br \/>\nCos\u00ec senza por tempo in mezzo, Margiana se ne and\u00f2 subito da un vecchio ciabattino, un certo Mustaf\u00e0, che aveva bottega dall&#8217;altra parte della citt\u00e0 e che, non la conosceva e, messogli in mano un din\u00e0r d&#8217;oro, gli disse: &#8221; o sceicco dei ciabattini, in casa del mio padrone hanno bisogno subito della tua opera. &#8221; Mustaf\u00e0 che era un brav&#8217;uomo sempre di buon umore si rallegr\u00f2 molto vedendo il din\u00e0r d&#8217;oro e disse a Margiana: &#8221; Sia benedetta la tua venuta, ragazza mia, e che All\u00e0h ti mandi pi\u00f9 spesso nella mia bottega! Parla, padrona, e dimmi cosa posso fare per te! &#8221; &#8221; Carissimo zio, &#8221; gli rispose Margiana, &#8221; devi solo alzarti e venire con me; ma prima prendi tutto quello che ti serve per cucire il cuoio. &#8221; E quando il vecchio ciabattino ebbe preso tutto il necessario, Margiana gli bend\u00f2 gli occhi dicendogli &#8221; Scusami, o sceicco, ma questa \u00e8 una condizione indispensabile se vuoi guadagnarti un&#8217;altra moneta d&#8217;oro come quella che ti ho dato poc&#8217;anzi. &#8221; Cos\u00ec dicendo, gli mise in mano un&#8217;altra moneta d&#8217;oro e il ciabattino si lasci\u00f2 persuadere da queste buone ragioni a seguirla senza far tante storie. Cos\u00ec Margiana prese per mano il vecchio ciabattino e lo condusse, sempre con gli occhi bendati, nella cantina della casa di Al\u00ec Bab\u00e0. Quando furono arrivati, gli tolse la benda dagli occhi e mostrandogli i pezzi del cadavere di Qassim che ella aveva ricomposti, gli disse: &#8221; Questo \u00e8 quello che vogliamo da te: che tu ricucia insieme i pezzi di questo cadavere! &#8221; Quando il ciabattino vide quell&#8217;orrendo spettacolo, si tir\u00f2 indietro tutto spaventato, ma Margiana gli mise in mano una terza moneta d&#8217;oro premettendogliene ancora una quarta se il lavoro fosse stato fatto presto e bene. Davanti a questi argomenti, a Mustaf\u00e0 pass\u00f2 la paura e cos\u00ec, senza pi\u00f9 indugiare,, si mise all&#8217;opera. Quando il vecchio ebbe terminato di ricucire insieme i pezzi del cadavere di Qassim, Margiana gli diede la moneta d&#8217;oro promessa, gli bend\u00f2 nuovamente gli occhi e, tenendolo per mano, lo ricondusse fino alla sua bottega. Poi, dopo averlo salutato e avere invocato sul suo capo le benedizioni di All\u00e0h, se ne torn\u00f2 a casa, avendo cura per\u00f2 di voltarsi ogni tanto per vedere se il ciabattino non stesse per caso seguendola. Appena tornata a casa, Margiana fece scaldare dell&#8217;acqua, lav\u00f2 il cadavere ricucito di Qassim, lo profum\u00f2 di aromi e d&#8217;incenso, quindi lo depose nella bara che nel frattempo Al\u00ec Bab\u00e0 aveva avuto cura di ordinare dal falegname. Per evitare poi che qualcuno si accorgesse delle cuciture, ricopri il cadavere con scialli e stoffe preziose. Aveva appena terminato, che ecco arriv\u00f2 l&#8217;imam con i suoi assistenti e vennero anche i vicini, i quali si misero la bara sulle spalle e aprirono il corteo, in testa al quale camminavano la vedova di Qassim e il fratello del defunto, Al\u00ec Bab\u00e0, e la prima moglie di costui con i figli e Margiana: e tutti piangevano riempiendo le strade di pietosi lamenti. Cos\u00ec, grazie all&#8217;ingegnosit\u00e0 di Margiana, nessuno sospett\u00f2 la verit\u00e0 circa la morte di Qassim e i funerali si svolsero nel modo pi\u00f9 commovente e dignitoso. Questo per quanto riguarda Al\u00ec Bab\u00e0 e la sua famiglia. Ma torniamo ai quaranta ladroni, i quali, tornati alla grotta, rimasero di sasso constatando che il cadavere di Qassim era scomparso. Ma il loro sbigottimento non doveva conoscere limiti quando, insospettiti dalla cosa, si diedero a controllare il loro tesoro e dovettero concludere, ahi loro! che qualcuno aveva portato via una quantit\u00e0 notevole di monete d&#8217;oro. Allora si sedettero per terra in circolo e il capo cos\u00ec parl\u00f2: &#8221; Miei prodi! Il nostro segreto, non so come, \u00e8 stato scoperto, e se noi non escogitiamo qualche espediente per porre rimedio a questa faccenda ci vedremo sparire sotto il naso il tesoro accumulato in tanti anni di fatiche da noi e dai nostri antenati. Ormai non v&#8217;\u00e8 pi\u00f9 dubbio che il ladro da noi sorpreso nella grotta aveva un complice, ed \u00e8 perci\u00f2 indispensabile che noi scopriamo questo complice e l&#8217;uccidiamo, acciocch\u00e9 il nostro segreto torni ad essere tale e i frutti delle nostre fatiche siano di nuovo al riparo dalla cupidigia dei mariuoli. Io propongo perci\u00f2 che uno di noi si travesta da derviscio straniero, si rechi in citt\u00e0 e, girando di strada in strada e di bottega in bottega veda di scoprire il nome di colui che cerchiamo. Ma \u00e8 necessario che l&#8217;indagine sia condotta con astuzia e prudenza, perch\u00e9 il pi\u00f9 piccolo sbaglio potrebbe compromettere la riuscita dell&#8217;impresa. Perci\u00f2 io propongo che colui il quale si assumer\u00e0 l&#8217;incarico debba accettare di essere punito con la morte se commetter\u00e0 qualche leggerezza o qualche errore. &#8221; Allora uno dei ladroni si alz\u00f2 e disse: &#8221; Mi offro io di condurre in porto l&#8217;impresa e accetto la condizione che avete posto. &#8221; Il capo e gli altri suoi compagni si felicitarono con lui, gli augurarono buona fortuna e quello, dopo essersi travestito da derviscio, se ne and\u00f2. Arriv\u00f2 in citt\u00e0 che era molto presto e giunto nel suk vide che tutte le botteghe erano chiuse, fatta eccezione di quella del vecchio ciabattino Mustaf\u00e0, il quale aveva l&#8217;abitudine di mettersi al lavoro al primo canto del gallo. Il derviscio si ferm\u00f2 a osservare il vecchio ciabattino, che lavorava abilmente di lesina e trincetto, e non pot\u00e9 fare a meno di esprimergli la sua meraviglia per il fatto che a quella et\u00e0 aveva ancora dita cos\u00ec agili e forti e occhi cos\u00ec buoni. Mustaf\u00e0 che, come \u00e8 stato detto, era un brav&#8217;uomo semplice e cordiale, al quale piaceva chiacchierare con la gente, si senti tutto lusingato dal complimento e rispose: &#8221; Per All\u00e0h, o derviscio, quello che vedi \u00e8 niente: sono ancora capace d&#8217;infilare un ago al primo colpo e sono stato capace di ricucire un cadavere, fatto a pezzi, in fondo a una cantina senza luce. &#8221; Quando il derviscio senti queste parole, ci manc\u00f2 poco che si mettesse a ballare dalla gioia, ma seppe trattenersi e si limit\u00f2 a benedire la sorte che lo aveva guidato, appena entrato in citt\u00e0, dalla persona giusta. &#8221; 0 venerando ciabattino! &#8221; gli disse. &#8221; Che cos&#8217;\u00e8 questa storia di ricucire un morto? Forse che nel tuo paese si ha l&#8217;abitudine di tagliare a pezzi i morti e poi di ricucirli? &#8221; &#8221; Per All\u00e0h, &#8221; rispose il ciabattino, &#8221; questa non \u00e8 certo una abitudine del nostro paese! Ma \u00e8 inutile che tu m&#8217;interroghi, perch\u00e9 io so solo quello che voglio dire, e se la mia memoria \u00e8 lunga la mia lingua \u00e8 corta. &#8221; Allora il derviscio, per non insospettire Mustaf\u00e0, si mise a ridere di cuore a questa uscita e, avvicinatogli si, gli fece scivolare in mano una moneta d&#8217;oro e gli disse: &#8221; 0 sceicco dei ciabattini, non credere che io voglia impicciarmi dei fatti degli altri, ma siccome sono uno straniero e viaggio per conoscere gli usi e i costumi della gente sono curioso di conoscere le ragioni per cui \u00e8 stato compiuto questo strano rito. Perci\u00f2, se tu vorrai guidarmi nella casa dove il rito \u00e8 avvenuto, ti dar\u00f2 un&#8217;altra moneta d&#8217;oro. &#8221; Allora Mustaf\u00e0 rispose: &#8221; E come potrei indicarti dove si trova quella casa, se vi fui condotto con gli occhi bendati? &#8221; Poi, dopo un attimo, aggiunse: &#8221; E&#8217; vero che l&#8217;uomo non vede solo con gli occhi ma con tutti i suoi sensi e che se dovessi rifare quella strada, bendato, son certo che da alcuni segni che notai tastando con le mani i muri e dagli odori che sentii saprei ritrovare la casa in cui fui condotto. &#8221; &#8221; Se \u00e8 cos\u00ec,&#8221; gli disse il derviscio porgendogli un&#8217;altra moneta d&#8217;oro, &#8221; ti prego di accettare questa moneta d&#8217;oro per il tuo disturbo e di venire con me, bendato, rifacendo il cammino percorso fino a quando non sarai sicuro di essere arrivato alla casa di cui mi hai parlato. Ti prego, o sceicco dei ciabattini, di non dirmi di no e di voler soddisfare la curiosit\u00e0 di uno straniero. &#8220;Allora il ciabattino Mustaf\u00e0, non vedendo nulla di male nella richiesta di quel derviscio straniero, si lasci\u00f2 bendare gli occhi e un po&#8217; facendosi guidare e un po&#8217; guidando rifece il cammino gi\u00e0 percorso con Margiana fino a che, arrivato davanti alla casa di Al\u00ec Bab\u00e0, si ferm\u00f2 dicendo: &#8220;Ecco, questo deve essere il posto: sono sicuro di non essere andato oltre perch\u00e9 il mio piede riconosce questa pietra sporgente nella quale inciampai prima di entrare nella casa. &#8220;. Il derviscio-ladrone si guard\u00f2 intorno e vide che all&#8217;altezza del punto dove si era fermato il ciabattino vi era una sola porta; quella di Al\u00ec Bab\u00e0. Tolse la benda dagli occhi del ciabattino e gli chiese se sapesse di chi era quella casa; ma il vecchio gli rispose d&#8217;ignorarlo perch\u00e9 egli era di un altro quartiere e non conosceva gli abitanti di quella strada. Allora il derviscio ringrazi\u00f2 il ciabattino, gli regal\u00f2 un&#8217;altra moneta d&#8217;oro per il disturbo e lo mand\u00f2 con Dio. Poi rimase l\u00ec perplesso, domandandosi come avrebbe fatto a riconoscere e a far riconoscere ai suoi compagni quella porta, dato che le porte che si aprivano su quella strada si somigliavano tutte. Alla fine vide un pezzo di gesso per terra, lo prese, fece un segno sulla porta e s&#8217;e ne and\u00f2 tutto soddisfatto tornando verso la foresta dove lo, aspettavano i suoi compagni.Ma non sapeva, il meschino, che All\u00e0h avrebbe tramutato in pianto la sua soddisfazione. Infatti di l\u00ec a poco Margiana usc\u00ec di casa per andare a fare la spesa al suk e quando torn\u00f2 not\u00f2 sulla porta di casa quello strano segno fatto col gesso.Allora si disse: &#8221; Chi pu\u00f2 aver fatto questo segno sulla porta del mio padrone? Certo non pu\u00f2 essere stata una mano amica perch\u00e9 le mani, amiche bussano alle porte e non vi fanno sopra segni col gesso. Aguzza l&#8217;ingegno, Margiana, perch\u00e9 qui sotto c&#8217;\u00e8 sicuramente qualche imbroglio che bisogna sventare! &#8221; Ci\u00f2 detto, si mun\u00ec di un pezzo di gesso e segn\u00f2 nello stesso modo tutte le porte della strada,cos\u00ec da confondere le idee ai malintenzionati.Ma torniamo ai ladroni. Non appena il loro compagno li ebbe raggiunti nella foresta e li ebbe informati di tutto quello che aveva fatto, essi si alzarono e s&#8217;incamminarono verso la citt\u00e0, dove entrarono a due a due per non destare sospetti nella gente. Arrivati per\u00f2 nella strada indicata dal loro compagno, rimasero di sasso vedendo che tutte le porte recavano il medesimo segno fatto col gesso. Allora a un cenno del capo tornarono nella foresta e riunitisi a consiglio decisero che colui che aveva sbagliato doveva essere punito con la morte, come era stato convenuto. E senza porre tempo in mezzo presero il colpevole e gli mozzarono il capo. D&#8217;altra parte, poich\u00e9 diventava sempre pi\u00f9 urgente sbarazzarsi di un nemico cos\u00ec astuto, un altro ladrone si offr\u00ec di andare in citt\u00e0 a compiere la missione che il primo aveva fallito. Costui torn\u00f2 in citt\u00e0, and\u00f2 difilato dal ciabattino Mustaf\u00e0, si fece indicare la strada e la casa del cadavere ricucito, e dopo aver licenziato il ciabattino fece sulla porta un segno rosso in un luogo poco visibile. Dopo di che se ne torn\u00f2, sicuro del fatto suo, verso la foresta. Il meschino per\u00f2 non sapeva che quando All\u00e0h ha deciso che la testa di un uomo debba cadere non v&#8217;\u00e8 astuzia n\u00e9 accortezza che possa impedire. ci\u00f2 che \u00e8 stabilito dall&#8217;Onnipotente. Infatti, quando i ladroni tornarono a due a due in citt\u00e0 e arrivarono nella strada dove abitava Al\u00ec Bab\u00e0, rimasero ancora pi\u00f9 stupefatti della prima volta constatando che tutte le porte di quella strada avevano lo stesso segno rosso nello stesso posto. E questo era avvenuto perch\u00e9 l&#8217;astuta Margiana, messa in sospetto da quel primo segno fatto col gesso, aveva tenuto gli occhi aperti e non aveva tardato a scoprire il segno rosso fatto dal secondo ladrone. Cosi aveva ripetuto il segno su tutte le porte della strada confondendo le idee ai nemici del suo padrone. Quando i ladroni furono ritornati nella foresta, anche il secondo esploratore sub\u00ec la stessa sorte del primo, perch\u00e9 cos\u00ec era scritto, anche se egli non lo sapeva. E il risultato di tutto questo affare fu che la banda si trov\u00f2 menomata di due uomini fra i pi\u00f9 coraggiosi. A questo punto il capo dei ladroni, dopo aver riflettuto sulla situazione,si disse: &#8221; Ormai mi fider\u00f2 solo di me stesso! &#8221; Ci\u00f2 detto si alz\u00f2 e si rec\u00f2 in citt\u00e0 facendosi indicare dal ciabattino Mustaf\u00e0 la casa del cadavere ricucito. Ma egli non fece come gli altri, non perse tempo a segnare la porta della casa di bianco o di rosso, ma rimase l\u00ec un bel pezzo ad osservarla per fissarsi nella mente qualche particolare che lo aiutasse a distinguerla dalle altre perch\u00e9, come gi\u00e0 si \u00e8 detto, le case di quella strada, viste dal di fuori, erano tutte uguali. Quando fu ben sicuro che, tornando, non avrebbe potuto sbagliare, riprese la via della foresta e appena arrivato radun\u00f2 intorno a se i trentasette ladroni che rimanevano e disse loro: &#8221; Miei prodi, finalmente la casa del nostro nemico \u00e8 scoperta! A noi non rimane altro che infliggergli la punizione che si merita. Ed ora ascoltatemi bene: procuratevi al pi\u00f9 presto trentotto giare, molto grandi e capaci e con l&#8217;imboccatura larga tanto che possa passarvi un uomo. Trentasette di queste giare le porterete qui vuote. La trentottesima dovr\u00e0 essere piena di olio di oliva. E mi raccomando, badate bene che siano robuste e senza crepe. E adesso andate e tornate al pi\u00f9 presto. &#8220;Quando i ladroni tornarono con le giare attaccate alle selle dei cavalli, il capo disse loro di togliersi gli abiti, conservando solo il turbante, le babbucce e le armi, poi ordin\u00f2 a ciascun uomo di infilarsi in una giara. Quando vide che tutti erano a posto, chiuse l&#8217;imboccatura delle giare con fibre di palma affinch\u00e9 i curiosi non potessero guardarvi dentro e colui che vi era nascosto potesse respirare liberamente. Prese quindi un po&#8217; d&#8217;olio e unse l&#8217;esterno delle giare, cos\u00ec che nessuno potesse dubitare che quelle giare contenevano una merce diversa dall&#8217;olio. Infine, anch&#8217;egli depose i suoi abiti, si travest\u00ec da mercante d&#8217;olio e, spingendo davanti a s\u00e8 la fila dei cavalli, s\u00ec avvi\u00f2 verso la citt\u00e0. Arriv\u00f2 nella strada dove abitava Ali Bab\u00e0 che gi\u00e0 annottava ed ebbe la fortuna di trovare sulla porta di casa lo stesso Al\u00ec Bab\u00e0 che prendeva il fresco prima della preghiera della sera. Allora il capo dei ladroni fece fermare i cavalli, si avvicin\u00f2 ad Al\u00ec Bab\u00e0 e dopo averlo salutato gli disse: &#8220;.Signore, come vedi io sono un mercante d&#8217;olio e sono venuto da molto lontano a vendere la mia merce in questa citt\u00e0. Purtroppo il viaggio \u00e8 stato pi\u00f9 lungo del previsto e sono entrato in citt\u00e0 cos\u00ec tardi che non mi riesce pi\u00f9 di trovare un luogo dove alloggiare. Ora, nel nome di All\u00e0h, ti pregherei di volermi ospitare per questa notte, perch\u00e9 altrimenti non saprei dove andare. E che il Clemente, il Misericordioso possa ricompensare la tua generosit\u00e0. &#8221; Ali Bab\u00e0,che era un brav&#8217;uomo sempre disposto ad aiutare il prossimo subito si alz\u00f2 in piedi e cosi rispose al capo dei ladri &#8221; 0 mercante d&#8217;olio, che la mia dimora possa essere per te confortevole e accogliente. Entra. Tu sei il benvenuto! &#8221; E detto questo prese per mano l&#8217;ospite e fece entrare i cavalli nel cortile; poi chiam\u00f2 Margiana, alla quale ordin\u00f2 di preparare la cena anche per l&#8217;ospite, e a un suo schiavo, di nome Abdall\u00e0h, disse di aiutare il forestiero a scaricate le giare e a dar da mangiare alle bestie. Quando tutto fu in ordine, Al\u00ec Bab\u00e0 prese per mano l&#8217;ospite e lo fece entrare in casa, lo fece sedere accanto a s\u00e8 e poi ordin\u00f2 che venisse servita la cena. Cos\u00ec mangiarono e bevvero in abbondanza ringraziando il Signore per i suoi benefici. Finita la cena Al\u00ec Bab\u00e0, per non mettere in imbarazzo l&#8217;ospite, si alz\u00f2 e, dopo avergli augurato la buona notte, si conged\u00f2 dicendogli: &#8221; Signore, la mia casa \u00e8 la tua casa e tutto quello che essa contiene \u00e8 tuo. &#8221; Al che il mercante rispose: &#8221; La tua,generosit\u00e0, o mio ospite, \u00e8 degna del migliore dei musulmani. Tuttavia, ti prego di mostrare verso il mio intestino la stessa ospitalit\u00e0 che mostri a me e di dirmi dove potrei andare ad alleggerirmi il ventre. &#8221; Al\u00ec Bab\u00e0 gli indic\u00f2 allora il gabinetto, che si trovava nel cortile proprio dove erano state deposte le giare, quindi gli rinnov\u00f2 la buona notte e si ritir\u00f2.Rimasto solo, il capo dei ladroni, con la scusa di andare a fare i suoi bisogni, scese nel cortile e, avvicinatosi all&#8217;imboccatura della prima giara, disse sottovoce: &#8221; 0 tu che sei nascosto l\u00ec dentro, quando sentirai un sasso colpire la tua giara, esci subito con le armi in pugno e corri da me. &#8221; E la stessa cosa ripet\u00e9 all&#8217;imboccatura di tutte e trentasette le giare. Dopo di che, torn\u00f2 in camera, spense la lucerna e si stese sul letto, contando di svegliarsi quando la notte fosse ormai fonda e tutto in casa fosse tranquillo. Mentre ci\u00f2 accadeva, Margiana era intenta a riordinare la cucina, ed ecco che ad un tratto la lampada che aveva con s\u00e8 si spense per mancanza d&#8217;olio. Allora Margiana chiam\u00f2 lo schiavo Abdall\u00e0h e gli disse: &#8221; Guarda che guaio mi \u00e8 capitato: si \u00e8 spenta la lampada e in casa non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nemmeno una goccia d&#8217;olio, n\u00e9 saprei a quest&#8217;ora dove procurarmene un po&#8217;. &#8221; Sentendo questo, Abdall\u00e0h si mise a ridere e le disse prendendola in giro: &#8221; Sono tutte qui le tue risorse, o Margiana? Perch\u00e9 dici che in casa non c&#8217;\u00e8 una goccia d&#8217;olio, quando in cortile sono allineate in bell&#8217;ordine trentotto giare colme d&#8217;olio? &#8221; &#8221; Per All\u00e0h! &#8221; rispose Margiana. &#8221; Hai proprio ragione! Come mai non ci ho pensato prima? &#8221; Ci\u00f2 detto, prese un recipiente e scese in cortile. Si avvicin\u00f2 a una giara, ne tolse il coperchio e vi ficc\u00f2 dentro il recipiente, ma sent\u00ec che questo non si tuffava nell&#8217;olio, bens\u00ec urtava contro qualcosa di duro, mentre dall&#8217;interno della giara usciva una voce: &#8221; Per All\u00e0h, il capo m&#8217;aveva detto che avrebbe tirato una pietra, ma questo \u00e8 un vero e proprio masso! Avanti, usciamo di qui, \u00e8 arrivato il momento! &#8221; E Margiana, con gli occhi sbarrati dal terrore, vide sbucare dall&#8217;imboccatura della giara la testa di un uomo. Chiunque altro si sarebbe messo a gridare e a chiamare aiuto, ma non Margiana. la quale, riacquistata subito la presenza di spirito, si avvicin\u00f2 a quella testa che cercava di uscire dalla giara e le disse: &#8221; Non muoverti ancora, o mio prode. Il capo sta dormendo. Il momento non \u00e8 giunto. &#8221; Dopo di che richiuse l&#8217;imboccatura della giara e pass\u00f2 in rassegna tutte le altre giare constatando che in ciascuna di esse si nascondeva un uomo, tranne che nell&#8217;ultima, la quale era veramente piena di olio. Allora Margiana prese il calderone che le serviva per fare il bucato e lo mise sul fuoco; poi, servendosi del recipiente che aveva portato con s\u00e8 travas\u00f2 tutto l&#8217;olio della trentottesima giara nel calderone ed aspett\u00f2 fino &#8216;a che l&#8217;olio non fu bollente. Quando vide che era arrivato al punto giusto di calore, prese un grosso secchio, lo riemp\u00ec d&#8217;olio e, avvicinatasi alla prima giara, tolse il coperchio di fibra di palma e con un colpo solo vi rovesci\u00f2 dentro l&#8217;olio bollente, si che colui il quale vi era nascosto dentro non ebbe nemmeno il tempo di gridare, ma si ritrov\u00f2 morto senza accorgersene. Una dopo l&#8217;altra, Margiana ripet\u00e9 la stessa operazione con tutte le altre giare, liberando cos\u00ec; il suo padrone da quei trentasette ladroni. Quando ebbe terminato, rimise in ordine ogni cosa, chiuse di nuovo le giare con il coperchio di fibre di palma e si nascose in un angolo per vedere che cosa sarebbe accaduto.Ed ecco che verso la met\u00e0 della notte il falso mercante d&#8217;olio si svegli\u00f2, si affacci\u00f2 alla finestra della stanza che dava sul cortile e, sentendo che in casa tutto era quieto e silenzioso, prese una manciata di sassolini che si era portata appresso e cominci\u00f2; a tirarli uno a uno contro le giare che erano allineate dabbasso; e siccome era un ottimo tiratore non sbagli\u00f2 nemmeno un colpo. Ma se si aspettava di vedere i suoi ladroni balzare fuori dalle giare, dovette rimanere deluso, perch\u00e9 nulla si mosse: n\u00e9 una testa, n\u00e9 una punta di pugnale apparve all&#8217;imboccatura di una giara. Allora, imprecando contro quei buoni a niente che dormivano, incuranti del suo segnale, scese dabbasso e fece per precipitarsi verso le giare, ma si ferm\u00f2 di colpo sentendo un orribile puzzo di carne bruciata. Tappandosi il naso, si avvicin\u00f2 a una giara, la scoperchi\u00f2 e v&#8217;introdusse una mano e senti che le pareti scottavano come quelle di un forno. Allora, accostata la lampada all&#8217;imboccatura della giara, guard\u00f2 dentro e vide che c&#8217;era uno dei suoi uomini, morto bruciato. Scoperchi\u00f2 ad una ad una tutte le trentasette giare e ogni volta lo spettacolo che vide fu lo stesso. Allora il capo dei ladroni cap\u00ec che il suo trucco era stato scoperto e fu preso da una tale paura che, con un solo salto, scavalc\u00f2 il muro del cortile e spari nella notte correndo a precipizio.Quando Margiana fu sicura che il capo dei banditi era fuggito e che in casa tutto era tranquillo, spense la lampada e se ne and\u00f2 a dormire come se niente fosse. La mattina di buon&#8217;ora si alz\u00f2 e and\u00f2 a svegliare il suo padrone Al\u00ec Bab\u00e0 e, presolo per mano, lo condusse nel cortile. &#8221; Che significa questo, o Margiana? &#8221; le chiese Al\u00ec Bab\u00e0. &#8221; Perch\u00e9 mi hai svegliato cos\u00ec presto? Il bagno non \u00e8 ancora aperto. &#8221; &#8221; Non \u00e8 per il bagno, padrone, &#8220;, rispose Margiana, &#8221; ma per mostrarti qualcosa che t&#8217;interesser\u00e0. &#8221; Ci\u00f2 detto Margiana si avvicin\u00f2 a una giara, ne tolse il coperchio di fibre di palma e: &#8221; Ti prego, &#8221; disse al padrone, &#8221; da&#8217; un&#8217;occhiata qui dentro. &#8221; Al\u00ec Bab\u00e0 si avvicin\u00f2 all&#8217;imboccatura della giara, guard\u00f2 dentro e subito si ritrasse pieno di stupore e di raccapriccio. &#8221; Che significa questo, o Margiana? Chi \u00e8 quest&#8217;uomo? E come avviene che si trovi qui dentro? &#8221; &#8221; Con un po&#8217; di pazienza, &#8221; rispose Margiana sorridendo, &#8221; ti racconter\u00f2 come va questa storia. Ma prima guarda anche dentro le altre giare. &#8221; E quando Ali Bab\u00e0, passando di stupore in stupore e di raccapriccio in raccapriccio, ebbe constatato che trentasette giare contenevano altrettanti uomini morti, Margiana lo prese per mano e fattolo sedere in un angolo del cortile gli raccont\u00f2 per filo e per segno tutto quello che era accaduto e di cui fino a quel momento non aveva fatto parola con nessuno. E cominci\u00f2 proprio dall&#8217;inizio, dal giorno, cio\u00e8, in cui aveva scoperto sulla porta di casa il segno fatto col gesso. Quando ebbe terminato il racconto, Al\u00ec Bab\u00e0 scoppi\u00f2 a piangere per la commozione, quindi, stringendosi al petto della fanciulla, la baci\u00f2 e le disse: &#8221; Figliola cara sia benedetto il giorno in chi tu sei entrata in questa casa! Hai fatto di pi\u00f9 tu per noi che noi tutti per te. Io voglio che d&#8217;ora in poi tu sia come mia figlia e figlia della madre dei miei figli e che tu sia preposta al governo della casa e che i miei figli ti amino e ti rispettino come la loro sorella maggiore!. Dopo di che Al\u00ec Bab\u00e0, aiutato da Margiana e dallo schiavo Abdall\u00e0h, scav\u00f2 una gran fossa in giardino e vi seppell\u00ec le giare con i trentasette ladroni. E la sepoltura avvenne senza alcun onore, ma furono buttati nella fossa alla rinfusa, come si fa per i cani e per le carogne, che in effetti quegli uomini non erano buoni musulmani, ma bestie feroci.<br \/>\nQuindi Al\u00ec Bab\u00e0 raccont\u00f2 a tutti in casa ci\u00f2 che Margiana aveva fatto per scongiurare i pericoli che pendevano sul loro capo, e tutti si rallegrarono e presero ad amarla e la consideravano come una persona della famiglia.<br \/>\nOra avvenne che un giorno il figlio maggiore di Al\u00ec Bab\u00e0, che si occupava di mandare avanti la bottega dello zio Qassim, tornato a casa dal suk, disse al padre: &#8211; Padre mio, sono alquanto imbarazzato a causa del mercante Hussein, il mio vicino, che da qualche giorno ha aperto bottega nel nostro suk. Egli \u00e8 cos\u00ec gentile e generoso che mi colma di favori; e non v&#8217;\u00e8 giorno che non mi inviti a dividere il pranzo con lui senza permettere assolutamente che io paghi la mia parte. Ora io non so pi\u00f9 come fare per sdebitarmi e vorrei, se tu lo permetti, invitarlo una sera a cena da noi. Infatti l&#8217;indomani, dopo la preghiera della sera, il figlio di Al\u00ec Bab\u00e0 si rec\u00f2 dal mercante Hussein e gli disse: Signore, ho parlato con mio padre della tua generosit\u00e0 ed egli ti \u00e8 molto grato e ti manda a dire che sarebbe felice se tu volessi onorare la nostra casa con la tua presenza. Il mercante Hussein accett\u00f2, ringraziando, e tutti e due s&#8217;incamminarono verso la casa del giovane; e appena giunti ecco che subito Al\u00ec Bab\u00e0 and\u00f2 loro incontro e, salutato l&#8217;ospite, gli disse: &#8221; Nobile sceicco, la mia casa non \u00e8 degna di ricevere una persona generosa come te! Ma se tu potrai sopportare il fastidio che ti procurer\u00e0 il varcare questa soglia, io vorrei pregarti di accettare questa sera il pane e il sale della nostra ospitalit\u00e0! &#8221; Al che il mercante Hussein inchinandosi gli rispose: &#8221; Io non ho fatto nulla per essere ammesso nella tua degna dimora! E per quel che riguarda la cena, devo dirti purtroppo che ho fatto voto da anni di non toccare cibi conditi con sale. Vedi bene, dunque, che questa difficolt\u00e0 m&#8217;impedisce di accettare il cibo da te. &#8221; &#8221; Se \u00e8 solo per questo, &#8221; rispose subito Al\u00ec Bab\u00e0, &#8221; non c&#8217;\u00e8 alcuna difficolt\u00e0. Mi basta dare un ordine in cucina, e verranno preparati per te cibi senza sale, cotti come tu desideri. &#8221; Ci\u00f2 detto, Al\u00ec Bab\u00e0 fece accomodare lo straniero, poi corse in cucina e ordin\u00f2 alla schiava Margiana di far preparare alla cuoca dei cibi senza sale per il loro ospite. Margiana si meravigli\u00f2 molto di quella richiesta e cominci\u00f2 a riflettere sulla causa di una cos\u00ec strana abitudine. E, spinta dalla curiosit\u00e0, non perse occasione durante tutta la cena di osservare attentamente quell&#8217;ospite dai gusti inconsueti.<br \/>\nQuando Al\u00ec Bab\u00e0, il figlio e l&#8217;ospite ebbero finito di mangiare, Margiana port\u00f2 via i vassoi con le vivande, ma riapparve di l\u00ec a poco, vestita, con grande sorpresa di Al\u00ec Bab\u00e0, da ballerina. Gli occhi, che ella aveva gi\u00e0 grandi e luminosi, erano resi ancor pi\u00f9 grandi dal kuhl, i capelli annodato in lunghe trecce erano profumati con essenza di gelsomino, una cintura di maglia d&#8217;oro le serrava i fianchi mettendo in risalto l&#8217;ondeggiare delle anche e l&#8217;opulenza delle natiche, e i veli che le avvolgevano la persona, anzich\u00e9 nascondere, mettevano in valore l&#8217;avvenenza del suo giovane corpo. Al fianco portava un pugnale d&#8217;onore, col manico d&#8217;oro tempestato di gemme.<br \/>\nTanto Al\u00ec Bab\u00e0 quanto il figlio, abituati com&#8217;erano a vederla tutti i giorni con gli abiti da lavoro, rimasero abbacinati da tanta bellezza, e Al\u00ec Bab\u00e0 prese a guardarla con l&#8217;occhio orgoglioso e soddisfatto di un padre che contempla le bellezze della propria figlia, mentre il figlio l&#8217;ammirava anch&#8217;egli, ma con occhio ben diverso. Quanto all&#8217;ospite, era evidente che solo la buona educazione gli impediva di dimostrare tutto l&#8217;entusiasmo che provava per quella bellissima creatura, la quale, dopo aver rivolto un inchino ai tre commensali, accompagnata dallo schiavo Abdall\u00e0h che sonava il tamburello, cominci\u00f2 a danzare, con l&#8217;abilit\u00e0 di una ballerina di professione, danze persiane e beduine, danze ebraiche e greche. E danz\u00f2 cos\u00ec bene, con movenze cos\u00ec raffinate e seducenti, che l&#8217;ospite ne rimase incantato, n\u00e9 riusciva a staccarle gli occhi di dosso, tutto pieno di desiderio e di bramosia. Quando ebbe terminato di ballare, Margiana si fece dare da Abdall\u00e0h il tamburello e, tenendolo a mo&#8217; di vassoio, si avvicino al capo di casa acciocch\u00e9 vi deponesse una moneta. Lo stesso fece con il figlio di Al\u00ec Bab\u00e0. Infine si ferm\u00f2 davanti all&#8217;ospite e, porgendo il tamburello con la mano sinistra, mentre quello era indaffarato a frugarsi nelle tasche in cerca della borsa dei denari, Margiana, rapida come un leopardo, sfoder\u00f2 il pugnale che teneva alla cintola e glielo conficc\u00f2 nel cuore. Il mercante Hussein strabuzz\u00f2 gli occhi, gett\u00f2 un sospiro e cadde riverso al suolo. Al\u00ec Bab\u00e0 e il figlio, che avevano assistito sbigottiti a quella scena, balzarono in piedi e fecero per slanciarsi su Margiana credendo che fosse diventata pazza. Ma la fanciulla, riponendo con calma il pugnale nel fodero, dopo averlo nettato del sangue, disse con voce tranquilla: &#8221; Sia lode ad All\u00e0h, o padrone, che ha dato al braccio di una fanciulla la forza necessaria per liberarti del tuo ultimo e capitale nemico! &#8221; A queste parole, Al\u00ec Bab\u00e0, che non capiva nulla di quanto stava accadendo, rimase pi\u00f9 stupefatto e interdetto che mai. &#8221; L&#8217;uomo che tu vedi disteso a terra e che si faceva chiamare mercante Hussein, non \u00e8 altri che il falso mercante di olio e il vero capo dei ladroni.<br \/>\nQuando chiese di poter mangiare solo cibi insipidi, io mi sono messa a riflettere su questa strana richiesta. All\u00e0h mi ha illuminato e ho capito tutta la verit\u00e0: costui si era introdotto in casa tua con l&#8217;intento di nuocerti, e per questo non volle mangiare il sale della tua ospitalit\u00e0! &#8221; Ci\u00f2 detto, tolse al mercante Hussein gli abiti e il turbante e Al\u00ec Bab\u00e0, osservandolo in volto pi\u00f9 dappresso, riconobbe senza ombra di dubbi che quello era il capo dei ladroni. Allora Al\u00ec Bab\u00e0, con le lacrime agli occhi, si strinse al seno Margiana dicendole: &#8221; Figlia mia, quello che tu hai fatto per me, nemmeno una figlia lo avrebbe fatto per il proprio padre! Ora, se tu vuoi completare la mia felicit\u00e0, ti prego di acconsentire a diventare la moglie di questo mio figlio maggiore. &#8221; E Margiana rispose: &#8221; Per la mia testa e per i miei occhi, o padrone, far\u00f2 quello che tu vuoi! &#8221; Cos\u00ec l&#8217;indomani stesso davanti al cad\u00ec e ai testimoni furono celebrate le nozze e il figlio di Al\u00ec Bab\u00e0, al colmo della gioia, entr\u00f2 da Margiana e gust\u00f2 le dolcezze del suo corpo trovandola quale perla non forata e quale giumenta non cavalcata.<br \/>\nE quando furono terminati i festeggiamenti delle nozze, Al\u00ec Bab\u00e0 si rec\u00f2 con il figlio e Margiana nel luogo dove era la grotta dei ladroni. E dopo che Margiana, osservando attentamente il terreno, si fu assicurata che nessuno aveva pi\u00f9 messo piede da quelle parti, Al\u00ec Bab\u00e0 pronunci\u00f2 la formula magica e tutti e tre entrarono nella grotta, dove raccolsero gran quantit\u00e0 di pietre preziose e oro e monili che Al\u00ec Bab\u00e0 diede a Margiana quale dono di nozze.<br \/>\nPoi tornarono in citt\u00e0 lodando la generosit\u00e0 del Signore, di Colui che distribuisce a ricchi e a poveri. E vissero a lungo felici e contenti, fino a che non giunse Colei che rende vane le ricchezze, che spopola i palazzi e popola le tombe. 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