{"id":2031,"date":"2011-03-15T19:58:03","date_gmt":"2011-03-15T18:58:03","guid":{"rendered":"http:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/?p=2031"},"modified":"2012-02-07T06:37:58","modified_gmt":"2012-02-07T05:37:58","slug":"vallanzasca-intervista-del-2006","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/?p=2031","title":{"rendered":"Vallanzasca Renato-Intervista del 2006"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Intervista da l&#8217;Europeo Voghera, 2 aprile 2006<\/strong><\/span><br \/>\n<a href=\"https:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/files\/2011\/05\/Vallanzasca1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-2032\" src=\"https:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/files\/2011\/05\/Vallanzasca1.jpg\" alt=\"\" width=\"170\" height=\"151\" \/><\/a><br \/>\nRenato Vallanzasca \u00e8 nato a Milano, il 4 maggio 1950: sta quindi per compiere 56 anni.<br \/>\nDi questi quasi 36 passati in prigione. A suo carico sono passati in giudizio quattro ergastoli, ai quali vanno aggiunti altri 260 anni di carcere.<br \/>\nUn carico conseguente ad un ruolino criminale impressionante: sette omicidi, tre sequestri e almeno 70 rapine, compiute nell&#8217;arco di circa 200 giorni, quelli intercorsi tra la sua prima evasione da adulto, il 25 luglio 1976, e la sua cattura, il 15 febbraio 1977.<br \/>\nUn curriculum che gli varr\u00e0 i soprannomi di &#8220;bel Ren\u00e9&#8221; (saranno migliaia le sue ammiratrici) e di &#8220;boss della Comasina&#8221; (la zona periferica di Milano dove lui e la sua banda diventano leggenda).<br \/>\nPasser\u00e0 poi in rassegna tutte le carceri di sicurezza d&#8217;Italia, incontrer\u00e0 il fior fiore della mala e del terrorismo (trovando il tempo di &#8220;far pace&#8221; con un suo nemico storico, Francis Turatello) e di evasioni ne tenter\u00e0 ancora, una riuscita e qualcun&#8217;altra sventata.<br \/>\nCome quella sanguinosa da San Vittore, il 28 aprile 1980, in compagnia di terroristi di destra e di sinistra, nella quale resta ferito alla testa quando ha appena raggiunto la libert\u00e0. Invece, gli riesce a scappare da un traghetto a Genova, mentre stanno riaccompagnandolo in Sardegna, fugge da un obl\u00f2 e &#8220;parte per le ferie&#8221;.<br \/>\n<!--more-->E&#8217; il luglio 1987, e Vallanzasca passa l&#8217;estate in un albergo a Grado, prima di essere ripreso e di non riuscire pi\u00f9 a mettere il naso fuori della galera.<br \/>\nIn effetti, una volta lo fa, ma accompagnato dai suoi guardiani e per una visita di due ore all&#8217;amata mamma, ormai malata, l&#8217;anno scorso.<br \/>\nSembra l&#8217;inizio di un percorso che lo possa condurre al lavoro esterno, alla semilibert\u00e0, o all&#8217;accoglimento della domanda di grazia, che a sorpresa ha chiesto al presidente della Repubblica, premettendo di non sapere nemmeno bene il perch\u00e9, visto che forse (sono parole sue) non se la merita. Ma da allora ogni ipotesi di ulteriore beneficio non ha avuto seguito.<br \/>\nDa due lustri ha dichiarato ufficialmente di aver deciso di &#8220;smettere di scappare&#8221; e di aver &#8220;deposto le armi&#8221;, non rinnegando niente comunque del suo passato criminale ed assumendosene le responsabilit\u00e0.<br \/>\nIn questi ultimi anni ha scritto un libro di successo, ne sta scrivendo altri due, \u00e8 diventato un esperto di informatica.<br \/>\nOra Vallanzasca \u00e8 detenuto nel carcere di massima sicurezza di Voghera (Pavia).<\/p>\n<p>Chi \u00e8 Vallanzasca oggi rispetto a quello di tanti anni fa? Un uomo vinto, oppure convinto di avere un futuro da uomo libero?<br \/>\nDubito che ci sia qualcuno che conosca Vallanzasca, se non quelle poche persone che oltre a volermi bene, mi rispettano. La gente conosce il personaggio che, grazie a anche ai mass media, mi sono cucito addosso.<br \/>\nSarebbe assurdo sostenere che non sono un uomo vinto, sconfitto anche dalle circostanze che mi hanno fatto credere per tanto tempo di essere in guerra con il mondo.<br \/>\nNon sono neppure del tutto convinto di poter avere un futuro.<br \/>\nMe lo auguro, ci spero, ma visto che dopo 35 anni di galera sono ancora molte le persone a pensare che &#8220;i tempi non sono maturi&#8221;, forse sar\u00e0 il caso che consideri che i miei debiti con la giustizia siano giudicati &#8211; anche a ragione &#8211; inestinguibili.<br \/>\nDi certo non mi toglier\u00f2 la vita per questo.<\/p>\n<p>In un&#8217;intervista il suo avvocato, Camillo Rosica, (l&#8217;Europeo n. 4, 2005 ndr) disse che lei non ha mai chiesto perdono ai parenti delle sue vittime &#8220;per una questione di dignit\u00e0.<br \/>\nSe lo facesse, se si &#8220;pentisse&#8221;, tutti penserebbero che si tratta soltanto di una manovra per uscire da prigione&#8221;.<br \/>\nE&#8217; d&#8217;accordo?<br \/>\nNon crede sia necessario trovare una &#8220;formula&#8221; che aiuti a mettere una pietra sopra il passato, anche per chi ha sofferto per causa sua?<\/p>\n<p>E&#8217; indiscutibile che io sia stato causa di tanta sofferenza.<br \/>\nSi potrebbe discutere quali siano le mie responsabilit\u00e0, tra tutte quelle che mi sono state addebitate o di cui mi sono anche autoaccusato.<br \/>\nMa anche questo \u00e8 un argomento risibile, che non servirebbe a cambiare l&#8217;idea che la gente si \u00e8 fatta di me.<br \/>\nMolte dichiarazione che avevo reso quando ero un &#8220;giovane leone&#8221; oggi suonano in alcuni casi &#8211; e soprattutto a me stesso &#8211; ridicole e addirittura spudorate.<br \/>\nParlare per\u00f2 di dignit\u00e0 quando si tratterebbe di riconoscere gli errori commessi, mi pare inappropriato.<br \/>\nInevitabilmente, una mia dichiarazione in tal senso suonerebbe come un tentativo di arruffianamento per ottenere vantaggi, ed io non mi prostituisco nemmeno per uscire di galera.<br \/>\nE poi io considero qualunque &#8220;pentimento&#8221;, con relativo fardello di rimorsi, una questione talmente intima e personale che nessun, tanto meno la legge, ha diritto di sindacare, esclusi i familiari delle vittime, gli unici ad avere tutti i diritti in tal senso.<br \/>\nRiguardo alla &#8220;formula&#8221; che aiuti a metterci una pietra sopra, vorrei trovarla, non chiederei di meglio. Anche se mi pare che ci sia chi la pietra sopra non la voglia proprio mettere. In questo senso interpreto la puntata di La storia siamo noi, di Giovanni Minoli, trasmessa qualche mese fa: vi si anticipava una mia intervista che non c&#8217;\u00e8 mai stata e si citava una lettera inviata alla signora Vitali (moglie di una delle vittima attribuite a Vallanzasca, ndr) scritta quasi 30 anni fa e spacciata, per errore o malafede, come attuale, adombrando l&#8217;ipotesi che l&#8217;avessi spedita sperando in appoggio alla domanda di grazia.<br \/>\nMi pare superfluo sottolineare che se quella lettera l&#8217;avessi scritta ora l&#8217;avrei impostata in maniera molto meno arrogante.<br \/>\nDopo quella prima missiva e poco prima terminare la stesura dei &#8220;Fiori del male&#8221; (il libro scritto da Vallanzasca con il giornalista Carlo Bonini, ndr) scrissi un&#8217;altra lettera ad una delle figlie della signora Gabriella e mi pare ovvio non intendessi rivolgermi all&#8217;Alto Ufficiale della Polizia di Stato che essa rappresenta.<br \/>\nMa a Lucia &#8211; credo cos\u00ec si chiami, una bambina che avrei contribuito a rendere orfana e che da poco aveva iniziato ad andare a scuola.<br \/>\nNessuno l&#8217;ha citata.<\/p>\n<p>In questo contesto si inserisce anche l&#8217;intervista rilasciata a Pippo Baudo, a Novecento, circa cinque anni fa\u2026.<\/p>\n<p>Certo, e proprio dopo quell&#8217;episodio ho deciso che sarei stato molto pi\u00f9 accorto nel rilasciare dichiarazioni.<br \/>\nAdesso pretendo rispetto reciproco, a garanzia di quello che poi viene riportato.<br \/>\nLe immagini e le parole trasmesse in quell&#8217;occasione mi appartenevano, e non dico nemmeno che Pippo Baudo mi ha tirato una s\u00f3la (come dicono a Roma), ma dopo aver parlato con lui di mille cose, per quasi due ore, mi sono ritrovato in video una ventina di minuti di intervista taglia-e-cuci che hanno falsato il mio pensiero in alcuni punti cruciali. Soprattutto quando si parlava del &#8220;poliziotto che prende l&#8217;indennizzo rischio&#8221;, quasi volessi giustificare la licenza di uccidere!<\/p>\n<p>Mi venne chiesto se tutti gli omicidi hanno o stesso peso da sopportare ed io ho risposto che un omicidio \u00e8 sempre tale, quindi un crimine efferato e imperdonabile, ma ci sono morti ammazzati che nella mia etica professionale pesavano e pesano pi\u00f9 di altri.<br \/>\nUn conto \u00e8 dover rispondere a se stessi dell&#8217;assassinio di un poliziotto con il quale non si \u00e8 potuto evitare un conflitto a fuoco, (voglio sottolineare, anche se la cosa non mi assolve da nessun crimine, che io non ho mai sparato per primo, e non ho mai nemmeno sparato alle spalle), un altro \u00e8 sapere che qualcuno, del tutto estraneo alle nostre &#8220;discussioni&#8221;, ci \u00e8 andato di mezzo perch\u00e9 un colpo (mio o di un tutore dell&#8217;Ordine non importa) ha finito per colpire un poveraccio che si trovava nel posto sbagliato.<br \/>\nLa frase infelice (quella sull&#8217;indennizzo-rischio) c&#8217;era, ma \u00e8 stata estrapolata da un discorso che durava dieci minuti e ridotto ad una sola battuta.<br \/>\nDevo ammettere che &#8220;sentirmi parlare&#8221; in quel modo \u00e8 stato un cazzotto nello stomaco: stentavo a credere di averlo detto.<br \/>\nIl resto, purtroppo, non l&#8217;ha sentito nessuno perch\u00e9 \u00e8 semplicemente sparito.<br \/>\nVolevo dire qualche cosa che mi facesse conoscere meglio, sono riuscito a riprodurre lo stereotipo del criminale, tra l&#8217;altro con la mia collaborazione.<br \/>\nDavvero geniale, ma non ci casco pi\u00f9!<\/p>\n<p>Ho l&#8217;impressione che tutta la storia di Renato Vallanzasca sia stata scritta. Intende fare chiarezza su alcuni aspetti oscuri?<\/p>\n<p>Non capisco a quali &#8220;aspetti oscuri&#8221; si riferisca.<br \/>\nCredo di essere uno che ha molto sbagliato ma, gli venga concesso, anche molto pagato.<br \/>\nNon so se lo sia stato a sufficienza, ma non si pu\u00f2 dire che l&#8217;ho fatta franca!<br \/>\nPer essere pi\u00f9 chiari, non credo di avere scheletri nell&#8217;armadio.<br \/>\nLa cosa che pi\u00f9 desidererei \u00e8 riuscire a mettere i piedi fuori e, con il tempo, anche a farmi dimenticare, ma non ritengo fantascientifico, un domani, se me ne venisse offerta la possibilit\u00e0, di sottopormi al pi\u00f9 serrato dei confronti con chiunque (cosa che del resto finora non ho mai evitato), a partire da chi mi \u00e8 sempre stato ostile.<br \/>\nOra no, le mie eventuali &#8220;belle parole&#8221; sarebbero interpretate come discorsi fatti per convenienza.<\/p>\n<p>Sull&#8217;omicidio di Massimo Loi sono state date molte versioni, che la vedono coinvolta a diverso titolo. La sua testimonianza?<br \/>\nA Massimo ho voluto veramente bene.<br \/>\nConsidero quell&#8217;episodio il fatto pi\u00f9 indegno di cui sia mai stato accusato, anche perch\u00e8 ero molto legato alla sua famiglia, in particolar modo alla mamma e alle sorelle.<br \/>\nNon intendo scendere in particolari per il rispetto che ho per loro; semmai sar\u00e0 a loro che dovr\u00f2 fornire giustificazioni. Sono stato condannato solo perch\u00e9 ho detto che la rivolta a cui ero presente (nel carcere di Novara, ndr) ha provocato la morte di due ragazzi e io me ne assumevo la responsabilit\u00e0, ma che non accettavo che il mio nome fosse infangato con la decapitazione di uno (Loi, ndr) e con lo sfregio perpetuo nei confronti dell&#8217;altro.<br \/>\nEro un delinquente, non un macellaio.<br \/>\nQualche anno dopo uno dei partecipanti alla rivolta scrisse un libro spiegando, tra l&#8217;altro, come si svolsero i fatti.<br \/>\nMa da quelle memorie, che per altre rivelazioni hanno dato via ad indagini e processi (risultando cos\u00ec attendibili), non \u00e8 stato preso in considerazione quel episodio: l&#8217;autore, di fatto, mi scagionava.<br \/>\nRingrazio l&#8217;Europeo di darmi ora la possibilit\u00e0 di correggere la didascalia -sbagliata &#8211; a fronte del corretto servizio che mi riguardava.<br \/>\n&#8220;Vallanzasca fu processato a Novara nel 1981, per un atto di rara efferatezza: gioc\u00f2 a pallone con la testa di un detenuto, che aveva decapitato&#8221;.<br \/>\nSmentisco assolutamente: la mia affermazione \u00e8 sancita da una sentenza passata in giudicato.<\/p>\n<p>In alcune biografie lei esclude di aver usato droga, altrove si afferma il contrario.<br \/>\nNon ho mai nascosto di essermi fatto qualche pippotto di coca.<br \/>\nCapitava di essere in compagnia di un amico e qualche donzella che non disdegnavano la polverina, e in quelle occasioni non mi sono tirato indietro.<br \/>\nEbbene s\u00ec, Vallanzasca confessa: molto sporadicamente ho sniffato cocaina!<br \/>\nSottolineo sporadicamente: in tutta la mia vita avr\u00f2 pippato si e no una quindicina di grammi di quello schifo.<br \/>\nPur non essendo convinto che spetti ad uno come me &#8211; capace di bruciare la sua esistenza nel crimine &#8211; prendere le distanze da un fenomeno che inquina parte della societ\u00e0, penso di essere andato oltre: ho dichiarato pi\u00f9 di una volta che non sopportavo in alcun modo di essere accomunato a quelli che ho sempre definito &#8220;i magnaccia del nuovo millennio&#8221;.<br \/>\nSono dichiarazioni che non mi hanno certo arrecato popolarit\u00e0 nel mondo degli spacciatori, anche qui dentro.<br \/>\nMa tant&#8217;\u00e8: io sono io, nel tanto male e nel poco bene che ho fatto in tutta la mia esistenza, e le parole dette non le rinnego.<\/p>\n<p>Nei &#8220;200 giorni&#8221; con la sua banda, siete riusciti a portare a termine una settantina di rapine. Avvenivano dopo uno studio a tavolino o erano azioni estemporanee?<br \/>\nAzioni estemporanee, decise su due piedi no, anche perch\u00e9 cos\u00ec non sarei mai stato un professionista, ma solo uno dei tanti che spara al gioielliere per paura o per la rabbia di non riuscire ad aprire una cassaforte a testate\u2026 ma anche se per la maggior parte mi hanno impegnato in prima persona &#8211; magari solo per qualche ora o giorno, ma a volte anche mesi &#8211; ci sono state anche azioni abbastanza improvvisate.<br \/>\nPer\u00f2 ai &#8220;miei tempi&#8221; le banche erano quello che erano, e una volta capit\u00f2 che per poter padroneggiare la situazione si doveva solo evitare di fare un colpo nei pressi di un commissariato di polizia.<\/p>\n<p>Il suo rapporto &#8211; agnostico &#8211; con la politica \u00e8 stato trattato. Quello con la religione, no. Eppure, per resistere tanto da non-libero, forse bisogna avere fede.<\/p>\n<p>E&#8217; capitato che abbia discusso di politica con qualcuno di estrema destra, ma mi contrapponevo come il pi\u00f9 agguerrito dei Che Guevara; il comportamento esattamente contrario lo tenevo con un &#8220;compagno&#8221;: in quel caso diventavo una sorta di Pinochet, o quasi.<br \/>\nAlla fine dei conti penso di essere stato un camerata di rispetto per i &#8220;rossi&#8221;, e un compagno affidabile per i &#8220;neri&#8221;. Ritengo di aver potuto annoverare veri amici, sia da una parte, sia dall&#8217;altra.<br \/>\nLa religione, invece, non fa per me.<br \/>\nPenso di essere uno dei pochi, e non solo tra i detenuti, che si \u00e8 letto per ben 5 volte la Bibbia.<br \/>\nCon la convinzione che non sia servito a nulla.<br \/>\nSono partito per questo &#8220;viaggio intellettuale&#8221; molto scettico, e alla fine mi sono convinto di essere del tutto ateo.<br \/>\nPer\u00f2 alcune delle persone che pi\u00f9 stimo, rispetto e mi onoro di considerare miei amici, sono proprio de sacerdoti. Rappresentano un risicata minoranza tra la moltitudine di preti che ci sono in circolazione, ma li considero molto vicini a me.<\/p>\n<p>Rispetto a 40 anni fa, come sono cambiate le carceri?<\/p>\n<p>E&#8217; cambiata la societ\u00e0, la vita \u00e8 cambiata!<br \/>\nEd \u00e8 cambiato anche il carcere, un microcosmo peggiorativo della societ\u00e0 reale.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 pi\u00f9 benessere, la fame non \u00e8 pi\u00f9 un problema, quindi c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 vivibilit\u00e0.<br \/>\nIn compenso, la solidariet\u00e0, che una volta era la prerogativa per la sopravvivenza, \u00e8 ormai merce rara.<br \/>\nSi \u00e8 molto pi\u00f9 soli.<br \/>\nN\u00e8 pi\u00f9 n\u00e8 meno, mi par di capire, di quel che accade oltre le sbarre.<\/p>\n<p>Non riesco ad immaginare come si possa resistere tanto tempo in una prigione, senza nemmeno pi\u00f9 tentare di scappare\u2026<\/p>\n<p>Non se ne faccia una colpa, non \u00e8 mancanza di fantasia\u2026 riesce difficile anche a me pensare che le prime volte che ho bazzicato le patrie galere avevo ancora i pantaloni corti e che \u00e8 passato quasi mezzo secolo!<br \/>\nPrima era meno dura perch\u00e9 passavo tutto il tempo a cercare di evadere.<br \/>\nLa galera la stavo scontando; ma i miei impegni \u00e0 la Papillon erano cos\u00ec concatenati uno all&#8217;altro che passavano gli anni. Da quando per\u00f2 ho riposto questa idea quasi ossessiva, le mie giornate, per assurdo, sono diventate pi\u00f9 corte.<br \/>\nTroppo brevi: la vorrei non di 24, di 48, la di 72 ore.<br \/>\nPu\u00f2 sembrare il colmo che lo dica un uomo sulla cui cartella \u00e8 scritto &#8220;fine pena: mai&#8221;, e forse \u00e8 vero, ma 9 giorni su 10 rimpiango di non aver portato a termine quello che mi ero prefissato.<br \/>\nScappare?<br \/>\nBasta, \u00e8 tutta la vita che scappo!<br \/>\nForse pi\u00f9 da me stesso che dagli altri.<br \/>\nE per andare dove?<br \/>\nForse, gli anni che passano, incidono.<br \/>\nInsomma, pu\u00f2 darsi che mi sia un po&#8217; rincoglionito, ma sono arrivato, da un decennio, a dire basta, soprattutto per dimostrare a me stesso che sarei stato una persona valida senza dover incorrere alla pistola. Spera mi venga data l&#8217;opportunit\u00e0 di dimostrarlo.<\/p>\n<p>Come \u00e8 classificato per gli organi di giustizia?<\/p>\n<p>Sono soggetto a E.I.V., &#8220;Elevato Indice di Vigilanza&#8221;, una sigla alla quale; nel tempo, hanno sottratto la &#8220;C&#8221; che stava per &#8220;Cautelativa&#8221;.<br \/>\nE&#8217; un regime di detenzione fra gli A.S. (&#8220;Alta sorveglianza&#8221;) e il 41 bis, il trattamento pi\u00f9 restrittivo.<br \/>\nNoi siamo degli A.S. particolari, dipendenti dal D.A.P. (Dipartimento di Amministrazione penitenziaria) che, in base a criteri che non ho ancora ben capito, pu\u00f2 declassificare o meno un detenuto.<br \/>\nPer rendere meglio l&#8217;idea, in un&#8217;ipotetica scala di pericolosit\u00e0 sociale, un detenuto comune \u00e8 un primo &#8220;gradino&#8221;, quella A.S. sul secondo, un E.I.V. sul terzo, chi \u00e8 sottoposto al 41 bis al quarto, il pi\u00f9 alto.<br \/>\nNon posso certo essere io a stabilire la mia fascia di collocamento, ma se in un tempo molto andato non mi sarei potuto lamentare di un quinto gradino (che nemmeno \u00e8 compreso), ora penso che avrei potuto scendere qualcuno di questi gradini.<br \/>\nMi riesce anche difficile concepire come ogni detenuto &#8211; da quello comune a quello compreso nel 41 bis &#8211; abbia un interlocutore (il giudice di sorveglianza) che in base al suo comportamento e ad un parametro di sussistente pericolosit\u00e0 pu\u00f2 esprimere una valutazione che ne faccia mutare lo stato, mentre chi \u00e8 &#8220;marchiato&#8221; (come me) dal E.I.V. pu\u00f2 restare in questa condizione all&#8217;infinito, senza poter ricorrere ad un qualsiasi tipo d&#8217;appello, visto che il nostro giudice unico resta sempre il D.A.P., struttura che non segue le indicazioni della direzione del carcere.<br \/>\nSe cos\u00ec fosse, io sarei stato declassificato da almeno 4 anni, visto che le relazioni di almeno 3 direzioni (ed altrettante \u00e9quipe) sono risultate positive, tanto da richiedere ben tre declassificazioni.<br \/>\nMi chiedo come sia stato possibile che nessuno abbia ritenuto di rispondere, anche no, almeno a chi questo provvedimento lo aveva richiesto, cio\u00e8 la stessa direzione del carcere. L&#8217;unica risposta che ho avuto \u00e8 che qualcuno, in alto, mi rema contro.<br \/>\nNon posso che aspettare.<\/p>\n<p>Il suo avvocato disse che avrebbe consigliato di muoversi in modo diverso. Magari chiedendo prima la libert\u00e0 anticipata, poi la semilibert\u00e0 e solo alla fine di questo iter anche la grazia<br \/>\nE&#8217; vero.<br \/>\nCamillo mi aveva consigliato altre vie per riavere uno squarcio di libert\u00e0.<br \/>\nMa non ci si vedeva pi\u00f9 da anni e, soprattutto, sono consigli arrivati dopo che avevo presentato la domanda di grazia al Capo dello Stato.<br \/>\nIn realt\u00e0 \u00e8 una falsa risposta perch\u00e9, se \u00e8 vero che Vallanzasca ha sotterrato l&#8217;ascia di guerra da almeno dieci anni, \u00e8 altrettanto vero che mi sono sentito fare a pi\u00f9 riprese promesse e prese d&#8217;impegno da parte di funzionari dell&#8217;Amministrazione Penitenziaria e di politicanti (pi\u00f9 o meno importanti) senza aver fatto alcun tipo di richiesta.<br \/>\nMa dopo anni e anni di prese per i fondelli mi sono arreso all&#8217;evidenza che il rischio di non vivermi gli ultimi anni della mia adorata mamma era altissimo, e ho quindi deciso di presentarmi a colui che per rilievo istituzionale, ma anche come persona, mi permetteva di coltivare ancora qualche speranza.<br \/>\nE che, comunque, non avrebbe preso in giro me n\u00e9 (ancor di pi\u00f9) mia mamma.<br \/>\nPu\u00f2 darsi che abbia fatto i conti senza l&#8217;oste, ma quando dopo 35 anni di galera ci si trova ancora in E.I.V. qualcosa che mi desse la possibilit\u00e0 di uscire da questo cul-de-sac dovevo pur trovarla\u2026<br \/>\nNon so a che punto sia la domanda di grazia; l&#8217;iter, gi\u00e0 tutt&#8217;altro che celere, ha subito un ulteriore ritardo a causa del quesito posto alla Consulta da parte del presidente Ciampi riguardo alla liceit\u00e0 da parte del Guardasigilli di poter vagliare e poi avallare una proposta del genere.<br \/>\nHo sentito dire che se ne parler\u00e0 nei prossimi mesi.<br \/>\nCome dicono a Milano, sperem<\/p>\n<p>Dopo la visita a sua madre, la primavera scorsa, s&#8217;immaginava ci sarebbero stati altri &#8220;segnali di distensione&#8221; nei suoi confronti. Invece su di lei sembra calato di nuovo il silenzio.<\/p>\n<p>Quel che pi\u00f9 mi spiace che ancora adesso la mia amata vecchietta non passa telefonata che non mi chieda: &#8220;Quando vieni a trovarmi?&#8221;.<br \/>\nAvendo io un umore ballerino ci sono volte in cui i termini del nostro colloquio sono un po&#8217; pi\u00f9 bui di altri, e allora\u2026<br \/>\nLei mi dice anche: &#8220;D\u00e0i, muoviti a venire, che il mio orologio corre veloce, ormai sono alla fine!&#8221;.<br \/>\nSono arrivato al punto di aver maledetto di essere andato a trovarla, perch\u00e9 lei si \u00e8 illusa che la cosa potesse diventare un&#8217;abitudine.<br \/>\nSarebbe stato meglio che non me l&#8217;avessero concesso.<br \/>\nNon si \u00e8 fatto in tempo a dire che su di me era calato il silenzio che ci hanno pensato Minoli e Rai 3 a risolvere la questione\u2026<br \/>\nSarebbe meglio che per un po&#8217; non si parlasse di Vallanzasca, anche se non ne sono sicuro. In ogni caso non ho idea di quale sia la situazione: c&#8217;\u00e8 da sperare che lo sappia qualcun altro.<br \/>\nQui (a Voghera, ndr) sembra sempre che io debba partire da un momento all&#8217;altro, ma \u00e8 cos\u00ec da almeno 5 anni.<\/p>\n<p>Si dice che, in caso, lei sia pronto al lavoro esterno.<\/p>\n<p>E&#8217; meglio chiedermi se la societ\u00e0 sia pronta a concedermi un beneficio, e a questo non so francamente rispondere.<br \/>\nSono il primo a rendermi conto di dovermi scontrare con il problema dell&#8217;emergenza, che nel nostro Bel Paese \u00e8 una costante.<br \/>\nDa quando sono comparse sulla scena le Brigate Rosse si \u00e8 passati da un&#8217;emergenza all&#8217;altra.<br \/>\nCredo che renda: al politico che legifera come a quello che pu\u00f2 contestarlo; a chi sull&#8217;emergenza campa e fa carriera; ai mass media che sull&#8217;argomento possono versare fiumi d&#8217;inchiostro\u2026 mi fermo qui perch\u00e9 l&#8217;elenco sarebbe pi\u00f9 lungo. Ben lungi da me sottovalutare i problemi, mi limito a dire che l&#8217;emergenza, reale o no, \u00e8 un business.<br \/>\nIn questo contesto anche ora d&#8217;emergenza, mi pare avventato dire che debba meritarmi una chance.<br \/>\nAl massimo, da &#8220;vecchio saggio&#8221; quale sono diventato, mi limito ad aspettare che qualcuno voglia concedermela.<br \/>\nSe non dovesse succedere, pazienza: sono diventato colui che viene identificato come il male tout court, e di questo la responsabilit\u00e0 \u00e8 solo mia.<\/p>\n<p>Cito sempre il suo avvocato: &#8220;Renato di s\u00e9 amava dire, ormai tanto tempo fa: &#8220;sono nato bandito, e questo so fare&#8221;.<br \/>\nMa se avesse deciso d&#8217;essere manager o ingegnere, giornalista o avvocato sono certo sarebbe stato un uomo di successo &#8220;.<br \/>\nAllora, cosa sarebbe stato Vallanzasca non bandito?<br \/>\nE quale potr\u00e0 essere la sua professione una volta uscito dal carcere?<br \/>\nNon ricordo di aver mai compiuto voli pindarici, neppure da bambino, dovrei mettermi a farli in et\u00e0 matura, a 55 anni?<br \/>\nNon ho nessun dubbio rispetto a quello che ha detto l&#8217;amico e avvocato Rosica: oltre che un uomo di successo, io sarei stato forse anche un ottimo cittadino.<br \/>\nMa la vita non \u00e8 la pellicola di un film che si pu\u00f2 riavvolgere cos\u00ec da poter piazzare dettagli ad hoc, quindi&#8230;<br \/>\nPer\u00f2, se mi fosse concessa una seconda chance, mi piacerebbe occuparmi di computer e informatica, visto che per passione &#8211; ormai da anni, anche se da autodidatta &#8211; mi cimento con svariati programmi e ho buoni risultati.<br \/>\nAnzi direi che con il pc sono bravino\u2026<\/p>\n<p>E&#8217; preparato all&#8217;impatto con il mondo esterno?<br \/>\nMa\u2026 \u00e8 talmente tanto tempo che mi aspetto di tornare a vivere che il problema non si pone.<br \/>\nMa poi, che ne so?<br \/>\nL&#8217;unico precedente \u00e8 quello che ho visto e provato all&#8217;impatto con la libert\u00e0, nell&#8217;ormai lontano 1987\u2026<br \/>\nAnche se almeno due condizioni sarebbero assai differenti: anzitutto non uscirei da un obl\u00f2 (quindi non sarei latitante), poi ho quasi 4 lustri in pi\u00f9 di vita.<br \/>\nSo che ce la fare a reggere l&#8217;urto.<br \/>\nTra gli uomini e tutto il virtuale che potrei incontrare, non c&#8217;\u00e8 dubbio che a spaventarmi di pi\u00f9 sarebbero i primi.<br \/>\nIl virtuale non potrebbe sconvolgermi, anche perch\u00e9 &#8211; oltre ad aver accumulato un bel po&#8217; di familiarit\u00e0 con il computer anche senza aver mai viaggiato in Internet &#8211; ho chiara l&#8217;idea di cosa sia un motore di ricerca.<br \/>\nPer resistere 35 anni in galera senza aver mai pensato al suicidio, il tuo bel virtuale &#8211; per non impazzire &#8211; te lo sei costruito per forza.<br \/>\nPer quel che riguarda la gente: che sar\u00e0 mai?<br \/>\nPer quanti alieni possa incontrare, non saranno pi\u00f9 sconcertanti di tanti &#8220;marziani&#8221; che incontro da mattina a sera in questo nevrocomio!<\/p>\n<p>Lei \u00e8 un tifoso rossonero. Come giudica il Milan? E l&#8217;Inter?<br \/>\nNon sono un tifoso.<br \/>\nSono innamorato del bel calcio.<br \/>\nHo avuto un debole per il Milan fin da piccolissimo.<br \/>\nCome ho visto il ventennio del Milan?<br \/>\nUn periodo straordinariamente vincente!<br \/>\nAnche se si potrebbe recriminare qualcosa (problemi d&#8217;abbondanza\u2026), va bene cos\u00ec.<br \/>\nDir\u00f2 che, se proprio non deve vincere il Milan (a testimonianza della mia atipicit\u00e0)&#8230; vorrei che fosse l&#8217;Inter.<br \/>\nNon sono, invece, altrettanto generoso con la Juventus: grande squadra, ma mi sta sulle balle.<br \/>\nNon \u00e8 cos\u00ec nelle coppe: l\u00ec, per ogni squadra, divento italianissimo.<br \/>\nBerlusconi potranno anche discuterlo come politico, ma come presidente di una squadra di calcio lo vorrebbero tutti i tifosi perch\u00e9, oltre ai soldi, ha dimostrato di essere innovatore e vincente.<br \/>\nHo maledetto il momento che \u00e8 entrato in politica perch\u00e9 ero certo che il Milan avrebbe vinto meno.<br \/>\nMi sbagliavo.<br \/>\nI suoi meriti sono indiscutibili: grande organizzatore aziendale, grande staff e grandi attori in campo, allenatore e giocatori. Fra tutti, un plauso particolare a quello schizzato di Arrigo Sacchi: nessuno come lui ha saputo ridicolizzare gli inglesi a casa loro e il grande Real.<br \/>\nCapello \u00e8 un vincente nato ma, con tutto il rispetto, l&#8217;Arrigo \u00e8 tutt&#8217;altra cosa; poi penso che i cugini neroazzurri, oltre ad essere i tifosi pi\u00f9 sfigati e masochisti dell&#8217;universo pallonaro, sono simpatici e geniali.<br \/>\nValga l&#8217;esempio del grande avvocato Prisco.<br \/>\nCi attaccava sempre, ma aveva una classe e una simpatia fuori dal comune.<br \/>\nQuando i neroazzurri vinceranno qualche cosa di importante (scudetto o Champion) festegger\u00f2 con loro.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 il meglio e il peggio che le capita di vedere in tv?<br \/>\nIl peggio sono i reality.<br \/>\nE&#8217; vero che per dare un giudizio definitivo bisognerebbe guardare una puntata intera, e mi sforzerei di farlo solo se mi promettessero di scarcerarmi.<br \/>\nDopo Chi l&#8217;ha visto? pensavo che si fosse toccato il fondo, ma con i reailty ho dovuto ricredermi.<br \/>\nSino ad una decina d&#8217;anni fa mi vantavo di aver visto pochissima televisione, nonostante le alternative galeotte non siano mai state molte.<br \/>\nIn passato leggevo parecchio; per i primi 4 o 5 anni l&#8217;isolamento era totale (Ariano Irpino, Foggia, Torino); si andava avanti senza colloqui n\u00e9 corrispondenza (era proibito anche possedere qualche cosa per scrivere), tanto meno si potevano avere radio, TV e giornali; si godeva di un&#8217;ora sola d&#8217;aria alla settimana.<br \/>\nIn quel periodo leggevo 20 ore al giorno, roba da sciropparsi un tomo di 800 pagine, come Un uomo della Fallaci, in meno di due giorni.<br \/>\nTornato, per cos\u00ec dire, alla normalit\u00e0, mi \u00e8 rimasta una tale nausea per la lettura che manco ho riletto il mio libro.<br \/>\nAdesso di TV me ne sorbisco parecchia.<br \/>\nLa sera \u00e8 accesa fino a notte inoltrata, visto che non dormo mai pi\u00f9 di 3 o 4 ore.<br \/>\nE rimane fissa su qualche canale musicale, perch\u00e9 la radio non si prende bene.<br \/>\nScrivo, leggo o riordino le mie cose, e il suo rumore resta in sottofondo.<br \/>\nGuardo parecchie partite (anche di campionati esteri), qualche film e concerto e, se proprio sono costretto, programmi come La storia siamo noi.<\/p>\n<p>Non ha mai pensato che la sua storia potrebbe diventare un fiction tv, e magari lei esserne uno degli sceneggiatori?<br \/>\nNo, non ho mai pensato a una fiction tv, ma qualcuno ha pensato ad un film, non commerciale.<br \/>\nDei soldi, a me non interessa granch\u00e9, e non perch\u00e8 ne abbia ma perch\u00e9 al dio-denaro non ho mai dato importanza.<br \/>\nIl progetto ha incontrato qualche difficolt\u00e0 perch\u00e9 non sono molti quelli disposti a rischiare sul mio nome.<br \/>\nMa me ne frego: Claudio (Claudio Bonivento, produttore e regista che ha proposto un soggetto su Vallanzasca a Rai e Mediaset, ottenendo finora due rifiuti, ndr) ed io ci riusciremo.<\/p>\n<p>La giornata tipo di Vallanzasca?<br \/>\nPu\u00f2 sembrare che non potrebbe esserci nulla di pi\u00f9 noioso della giornata di un ergastolano, ma devo dire che non ho passato molti momenti di noia.<br \/>\nHo sempre avuto giornate abbastanza movimentate. Attualmente non \u00e8 che di movimento ce ne sia molto, ma sono sempre molto impegnato.<br \/>\nHo in piedi un paio di libri: scrivere mi piace e mi riesce discretamente bene.<br \/>\nSi tratta di un romanzo che mi intriga e un altro scritto a 4 mani con una carissima amica che per ora non \u00e8 il caso di nominare: \u00e8 conosciuta e non ama troppo la pubblicit\u00e0.<br \/>\nSenza contare che lavoro parecchio con Photoshop e altri programmi, e che un po&#8217; di tempo lo devo dedicare alla corrispondenza con le persone che mi stanno vicino.<\/p>\n<p>Una volta fuori, prevede un giro dalle sue parti, alla Comasina?<br \/>\nNon ci ho mai pensato, non lo so.<br \/>\nNon \u00e8 che mi piaccia vivere di ricordi.<br \/>\nCredo che finirei per passare da certi posti che mi hanno visto prima bambino e poi ragazzo, ma non credo che ci andrei di proposito.<br \/>\nE questo vale anche per gli amici da salutare: dovendone incontrare qualcuno sarei felice, ma non penso che andrei a trovarlo apposta.<br \/>\nPerch\u00e9 farlo? Per parlare dei &#8220;bei tempi&#8221;, che belli non sono stati, visti i risultati luttuosi?<br \/>\nNon disconoscer\u00f2 mai nessuno perch\u00e9 non \u00e8 il mio costume, ma alla stessa stregua so che anche tra noi della banda non avremmo voglia di ricordare.<\/p>\n<p>Sempre presupponendo la libert\u00e0, ha mai pensato di andarsene dall&#8217;Italia per sempre? Se s\u00ec, dove?<br \/>\nNon credo proprio.<br \/>\nAl massimo mi piacerebbe un viaggio, magari in Messico o in India.<br \/>\nEro in procinto di andarmene quasi trent&#8217;anni fa, e se non me sono convinto allora &#8211; quando sarebbe stato quantomeno intelligente farlo &#8211; non succeder\u00e0 adesso.<br \/>\nDopo tutta &#8216;sta galera, mi sembrerebbe ancora di scappare, di essere latitante all&#8217;estero.<br \/>\nOggi sentirei troppo la mancanza dell&#8217;Italia.<br \/>\nHo troppo da recuperare qui.<br \/>\nDi oziare anche in giro per il mondo, avr\u00f2 tempo da vecchio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista da l&#8217;Europeo Voghera, 2 aprile 2006 Renato Vallanzasca \u00e8 nato a Milano, il 4 maggio 1950: sta quindi per compiere 56 anni. Di questi quasi 36 passati in prigione. 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