{"id":1263,"date":"2011-04-24T03:54:41","date_gmt":"2011-04-24T01:54:41","guid":{"rendered":"http:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/?p=1263"},"modified":"2011-04-24T03:55:53","modified_gmt":"2011-04-24T01:55:53","slug":"renato-rinino-larsenio-lupin-della-riviera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/?p=1263","title":{"rendered":"Renato Rinino, l&#8217;Arsenio Lupin della Riviera"},"content":{"rendered":"<h1><strong>Renato Rinino <\/strong><\/h1>\n<p>(Savona, 1962 \u2013 Savona, 12 ottobre 2003) \u00e8 stato un criminale italiano, noto anche come Ren\u00e8 o l&#8217;Arsenio Lupin della Riviera, diventato famoso in tutto il mondo per avere rubato alcuni gioielli della corona britannica nel 1994.<br \/>\nSin da ragazzino, all&#8217;epoca delle presunte bande giovanili a Savona, sull&#8217;onda dei guerrieri della notte, si rende noto nel mondo della piccola criminalit\u00e0, compiendo reati contro il patrimonio di lieve entit\u00e0.<br \/>\nIl primo colpo Rinino lo mette a segno quando ha otto anni. Bottino, un portafogli in una cabina balneare per comprarsi le biglie che non si pu\u00f2 permettere.<br \/>\nA undici anni viene rinchiuso nella nave scuola Garaventa, conosciuta come la peggiore d&#8217;Italia. Con lui ci sono i migliori delinquenti che l&#8217;Italia pu\u00f2 vantare. In quel periodo acquisisce la paura per il buio che lo seguir\u00e0 per tutta la vita. Questo \u00e8 dovuto a ci\u00f2 che accadeva sulla nave durante le ore notturne a luci spente.<!--more-->Entrato nel tunnel della droga, riesce a disintossicarsi, ma la forza di volont\u00e0 che lo aiuta ad uscire dall&#8217;eroina non gli \u00e8 sufficiente per uscire dal &#8220;tunnel&#8221; della sua professione, ormai ragiona in quei termini, e per sua stessa ammissione si arrende a questa realt\u00e0, nonostante le offerte ricevute di lavori onesti.<br \/>\nSi autodefinisce ladro di professione, ma gentiluomo&#8221;. &#8220;Sul serbatoio della sua &#8220;Harley&#8221; fa incidere &#8220;Arsenio Lupin&#8221; a lettere cubitali. Ha sempre sostenuto che il ladro gentiluomo \u00e8 il suo ispiratore, il suo maestro&#8221;.<br \/>\nUna notte ruba nella casa di un pensionato, che poi si dispera sulle pagine dei giornali. Rinino gli restituisce la refurtiva. Infila quel denaro in una busta e la lascia in una cassetta delle lettere.<br \/>\nBen noto agli ambienti giudiziari, riporta diverse condanne per i furti commessi e sconta i relativi periodi di detenzione.<br \/>\nPoi un&#8217;accelerazione, una progressione geometrica di furti, bella vita, donne e champagne, ma anche tanta galera. A trentott&#8217;anni ne ha gi\u00e0 trascorsi sedici tra riformatorio e carcere.<br \/>\nIl suo nome fra gli indagati dell&#8217;operazione Nettuno, un blitz antidroga dei primi Anni Novanta.<br \/>\nNel febbraio &#8217;96 nella casa di Rinino la polizia scopre un tesoro: gioielli, pellicce, reperti archeologici (anfore e statuette), impianti hi-fi, argenteria antica, icone, macchine fotografiche, monete da collezione, decine di braccialetti, croci, pietre prezione, una serie di orologi da taschino, penne stilografiche e una notevole somma di denaro in contanti, merce ricettata per un valore complessivo che supera i cento milioni. Si cerca di capire anche la provenienza dei reperti archeologici recuperati. Potrebbero appartenere a collezioni private, a musei o gallerie d&#8217;arte.<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline\">La celebrit\u00e0: il furto inglese<\/span><br \/>\nBalza agli onori delle cronache internazionali, diventando uno dei ladri pi\u00f9 famosi del mondo, allorch\u00e9, il 26 febbraio del 1994, riesce ad entrare nell\u2019appartamento privato (nella villa di Saint James Palace a Londra) di Carlo, principe di Galles per rubare.<br \/>\nIl bottino risulta costituito da gioielli privati e alcuni gioielli della corona: sei bottoni, un orologio da polso in acciaio, due scatole in argento (una delle quali conteneva i tappi per le orecchie), cinque spille e cinque coppie di gemelli. (il valore vero non \u00e8 mai stato accertato, ma le stime vanno dai 25.000 ai 75.000 euro).<br \/>\nSecondo le notizie dell\u2019epoca, non ben chiara la presenza di famosi gemelli di Faberg\u00e8 ma anche compromettente corrispondenza tra il principe Carlo e l&#8217;amica del cuore Camilla Parker Bowles.<br \/>\nQuando entra nel lussuoso appartamento, il ladro non sa che il proprietario sia il Principe Carlo e , nemmeno, che al suo interno si possono trovare ricchezze senza uguali: sa solo che con quelle impalcature esterne scalarne le mura si tratta di un gioco da ragazzi, perch\u00e9 i sistemi d&#8217; allarme sono stati disattivati dopo che un deltaplano atterra nella residenza della regina Elisabetta.<br \/>\nE cos\u00ec \u00e8: tanto che poche ore dopo l&#8217; incursione Rinino si reca in tutta tranquillit\u00e0 da un gioielliere di Londra, Geoffrey Mann, e rivende parte della refurtiva per 450 sterline (circa 750 euro). Solo due giorni dopo, quando la polizia britannica diffonde i dettagli dei preziosi sottratti al principe, il gioielliere si rivolge a Scotland Yard. Il racconto e la descrizione di \u00abun uomo tarchiato, non molto alto, con scarsa conoscenza dell&#8217; inglese, probabilmente italiano\u00bb spostano le indagini sulla pista di un ladro straniero.<br \/>\nRinino cos\u00ec diventa il ricercato numero 1 della polizia inglese, la quale pure offre una ricompensa di 10.000 sterline a chi contribuisca a catturarlo. Si scatenano i servizi segreti, gli uomini del mitico &#8220;MI5&#8221;, ma senza successo. Ci vogliono per\u00f2 ancora tre anni prima che emerga il nome di Rinino.<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline\">La rivelazione<\/span><br \/>\nLe cronache del 1997 riportano la notizia che un ladruncolo savonese, Renato Rinino, sedicente \u201cnuovo Arsenio Lupin, un ladro, ma gentiluomo\u201d, professionista del furto, pi\u00f9 di una condanna per reati contro il patrimonio, pretende di essere l\u2019autore del furto in St. James.<br \/>\nSulle Tv Telenord e Telecupole, Rinino racconta l\u2019episodio e che sarebbe disposto a consegnare il maltolto in cambio di una stretta di mano del principe, senza pretendere soldi.<br \/>\nPrudenti le reazioni da Londra, anche perch\u00e9 c&#8217;e&#8217; una contraddizione sui famosi gemelli di Faberge&#8217; ed il timore che tutto possa essere frutto della fantasia di un uomo cresciuto ai margini della societ\u00e0 e, quindi, in cerca di notorieta&#8217; .<br \/>\nVi sono per\u00f2 le garanzie del difensore di Rinino, l&#8217;avvocato, Alessandro Garassini, 34 anni, esponente del PPI, allora Presidente della Provincia di Savona alla guida di una giunta di centro-sinistra, che assicura di avere gi\u00e0 avuto contatti con la diplomazia britannica per ottenere dal principe Carlo un via libera all&#8217;incontro. Tutto \u00e8 in mano all&#8217;ambasciata di Gran Bretagna a Roma. Garassini giura che Rinino fa sul serio anche se, pur ammettendo di aver visto parte della refurtiva, afferma di non sapere dove sia nascosta. Inoltre chiede di sfruttare commercialmente la vicenda attraverso la vendita a tv e giornali della &#8220;cerimonia&#8221; della restituzione.<br \/>\nFrequenta i locali notturni indossando una maglietta con un disegno: se stesso in mezzo alla famiglia reale inglese.<br \/>\nRinino infine si toglie pure la soddisfazione di farla franca, in quanto non \u00e8 pi\u00f9 punibile perch\u00e9 dopo tre anni non si puo&#8217; perseguire un reato commesso all&#8217;estero.<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline\">Ritorno in possesso della refurtiva<\/span><br \/>\nRinino torna sui giornali nel febbraio 2000, quando si diffonde la notizia che \u00e8 tornato ieri in possesso del suo &#8220;tesoro&#8221; che per quattro anni \u00e8 rimasto negli archivi dell&#8217; ufficio corpi di reato del palazzo di giustizia di Savona: orologi, spille, statuine, binocoli, orecchini, penne, bracciali, sequestrati dalla polizia nell&#8217; abitazione di Renato Rinino durante una perquisizione in cerca dei pezzi trafugati nella residenza londinese dei Windsor.<br \/>\nPer alcuni oggetti la polizia ha rintracciato successivamente i legittimi proprietari, per altri invece non \u00e8 stata appurata la provenienza furtiva, e per questo gli sono stati riconsegnati. Renato Rinino per\u00f2 afferma che sono oggetti regalati da alcuni amici anni fa, estranei ai suoi furti di Londra o di Savona, che gli appartengono&#8221;.<br \/>\nAncora nel febbraio 2000, Renato Rinino \u00e8 ospite della trasmissione di Rai 3 \u00abCominciamo bene\u00bb condotta da Tony Garrani e Furio Busignani.<br \/>\nNell&#8217;aprile 2000, viene sequestrata dai vigili urbani la sua moto, con cui ha investito una donna in una via di Savona. Dagli accertamenti \u00e8 risultato che Rinino guidava la moto senza aver mai conseguito la patente di guida. I vigili urbani gli notificano anche una contravvenzione di quattro milioni.<br \/>\nLe cronache del tempo inoltre riferiscono che l\u2019uomo, appena scarcerato nel luglio precedente per un altro reato, nel successivo ottobre 2000 sar\u00e0 processato per il furto compiuto a Londra. Due mesi prima ha infatti rifiutato di patteggiare la pena, preferendo il rinvio a giudizio. In quel momento infine Renato Rinino, che nel frattempo ha trovato un lavoro in un bar nella zona del porto di Savona, sta anche scrivendo un libro sulla storia della sua vita.<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline\">La riconsegna del maltolto<\/span><br \/>\nLa vicenda del furto inglese si conclude. Dapprima Rinino chiede di incontrare di persona Carlo i figli, William e Harry, per restituire loro il bottino. Poi &#8211; dopo aver svelato alla polizia dove trovare i gioielli, che aveva nascosto in cucina in un sacchetto di plastica &#8211; scrive al principe una lettera di scuse, che l&#8217; erede al trono accetta immediatamente di buon grado, anche perch\u00e9 era torna in possesso dei gemelli (tra cui in paio di Faberg\u00e9 appartenuti allo zar Nicola II), delle spille d&#8217; oro, degli orologi e delle scatole d&#8217; argento rubati.<br \/>\nI tabloid britannici scrivono ancora che tra la refurtiva ci sono anche alcune lettere d&#8217; amore di Camilla Parker-Bowles, oggi moglie del principe, allora sua amante, ma Rinino sempre nega.<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline\">Il proscioglimento<\/span><br \/>\nNel 2001 viene prosciolto dal giudice di Genova per \u00abimprocedibilit\u00e0 dell&#8217; azione penale\u00bb: la richiesta di rinvio a giudizio, infatti, non venne formalizzata in tempo. Tale \u00e8 stata la decisione della terza sezione penale della Corte d&#8217;Appello di Genova (presidente Noli e giudici consiglieri Pastorino e Cappello); accogliendo la tesi difensiva proposta dall&#8217;avvocato Paolo Costa ha confermato la sentenza di primo grado, non doversi procedere nei confronti di Rinino per mancanza di procedibilit\u00e0.<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline\">Il ritorno alla piccola criminalit\u00e0<\/span><br \/>\nRinino torna a vivere a Savona, dove aveva continuato a fare furti.<br \/>\nIronia della sorte: Nell&#8217;ottobre 2001 l&#8217;oltraggio. I ladri gli svaligiano la casa, a Savona: un alloggio al secondo piano di via Sant&#8217;Antonio.<br \/>\nNel 2003 girano voci sulle sue attivit\u00e0 delinquenziali. Pare che il Lupin della Riviera abbia avuto a che fare con qualche potente spacciatore di droga e che stia per aprire un locale in Darsena, dove viene visto litigare con una prostituta africana. Ha l&#8217; obbligo di domicilio e di firma a Savona, una sera viene pescato da un carabiniere e un poliziotto in un ristorante di Cogoleto senza avere pagato: processato per direttissima, l&#8217; altro ieri si era beccato 8 mesi di reclusione per inottemperanza agli obblighi di dimora, notificati appena 24 ore prima.<br \/>\nProsegue nella bella vita. Si fa vedere allo stadio, alla partita del Savona, accanto a Christian Panucci. Va a cena con gli amici ed \u00e8 bella gente: professionisti, commercianti, medici e ristoratori. Convocato per l&#8217;occasione, per la sua simpatia e la parlantina sbrigliata. All&#8217;ultima convocazione per processo per direttissima a Genova, fa sbellicare poliziotti, avvocati, detenuti che aspettano l&#8217;udienza.<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline\">La morte<\/span><br \/>\nLa mattina del 12 ottobre del 2003, Agostino &#8220;Yuri&#8221; Scalise, pizzaiolo savonese, uccide per gelosia con un colpo di pistola alla tempia l&#8217;amico d&#8217;infanzia Renato Rinino, agendo sotto l&#8217;effetto di un micidiale mix di cocaina, hascisch e sostanze alcoliche. Secondo le successive perizie l\u2019omicida \u00e8 perfettamente in grado di intendere e di volere. Agostino &#8220;Yuri&#8221; Scalise, 30 anni, da tempo vuole farla pagare al suo vicino di casa Renato Rinino, che lo tormenta dicendo in giro di avere avuto rapporti con la moglie.<br \/>\nQuesta \u00e8 la dinamica del gesto efferrato. Sono le 9.10. Qualche minuto prima tre uomini scendono da un&#8217; auto di grossa cilindrata, una Bmw. Il killer suona alla porta della casa dove Renato Rinino viveva con il fratello Paolo e l&#8217; anziana madre.<br \/>\nAd aprire \u00e8 il fratello Paolo Rinino. Il killer dapprima lo ferisce al braccio e al torace con una semiautomatica 6,35 modificata (colpito da una pallottola al petto e una a un gomito, cade sanguinante), poi va nella camera dove dorme Renato Rinino e gli spara un colpo alla testa.<br \/>\nCompare l&#8217; anziana mamma, Anna, che chiama i soccorsi. In realt\u00e0 Ren\u00e8 non \u00e8 ancora morto: respira ancora, ma cerebralmente appare morto. Viene trasportato all&#8217; ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, dove spira verso mezzogiorno. Il fratello invece finisce al San Paolo di Savona, se la cava in 20 giorni. Intanto l&#8217; assassino, ancora con la pistola in mano, e i suoi due compari vengono visti risalire sull&#8217; auto e andarsene.<br \/>\nScalise viene catturato a Coimbra in Portogallo, alcuni giorni dopo, il 30 ottobre 2003, al termine di una fuga rocambolesca che lo conduce dapprima a Desenzano (dove viene ritrovata la BMW della fuga), poi in Portogallo, dove voleva imbarcarsi in volo per il Brasile.<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline\">L\u2019eredit\u00e0<\/span><br \/>\nDuemila persone affollano la mattina del 19\/10\/2003 la parrocchia della Santissima Trinit\u00e0 di via Chiavella per dare l&#8217;ultimo saluto a Renato Rinino. Una partecipazione enorme, in pratica quattro generazioni di persone, a conferma di come l&#8217;Arsenio Lupin savonese godesse nonostante tutto della stima di buona parte dei suoi concittadini.<br \/>\nDi Rinino non restano che le sue memorie, che ora si preparava a scrivere, e il cane, che portava a spasso sullo scooter o sulla Harley Davidson, lo ha ribattezzato Gighen. Come il braccio destro di Arsenio Lupin.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Renato Rinino (Savona, 1962 \u2013 Savona, 12 ottobre 2003) \u00e8 stato un criminale italiano, noto anche come Ren\u00e8 o l&#8217;Arsenio Lupin della Riviera, diventato famoso in tutto il mondo per avere rubato alcuni gioielli della corona britannica nel 1994. 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