{"id":1165,"date":"2011-04-22T19:50:15","date_gmt":"2011-04-22T17:50:15","guid":{"rendered":"http:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/?p=1165"},"modified":"2012-02-07T06:37:13","modified_gmt":"2012-02-07T05:37:13","slug":"renato-vallanzasca-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/?p=1165","title":{"rendered":"Vallanzasca Renato"},"content":{"rendered":"<h1>Renato Vallanzasca<\/h1>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline\">&#8220;C&#8217;\u00e8 chi nasce sbirro, io sono nato ladro&#8221;.<\/span><\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/files\/2011\/04\/vallanzasca.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1168\" style=\"border: 2px solid black\" src=\"https:\/\/chiusoperrapina.noblogs.org\/files\/2011\/04\/vallanzasca-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Parola di Renato Vallanzasca, personaggio complesso e contraddittorio di indiscutibile fascino. Un fascino torbido e respingente, ma testimoniato anche dalle centinaia di lettere che il &#8220;bel Ren\u00e8&#8221;, com&#8217;\u00e8 stato soprannominato, riceve tuttora in carcere.<br \/>\nNato nel capoluogo lombardo il giorno di San Valentino, 14 febbraio del 1950, a met\u00e0 anni &#8217;60 \u00e8 gi\u00e0 un capetto rispettato della Comasina. In breve tempo grazie a rapine e furti \u00e8 pieno di soldi tanto da permettersi un alto tenore di vita e una casa prestigiosa in piena Milano, che condivide con la sua compagna.<br \/>\nDa qui, avvalendosi di un carisma da tutti riconosciuto, guida la sua banda che gi\u00e0 dalla fine degli anni &#8217;60 aveva procurato guai e commesso omicidi in tutta la Lombardia.<br \/>\nAll&#8217;epoca Vallanzasca era un ventenne di piacevole aspetto che aveva gi\u00e0 avuto a che fare precocemente con la legge. Gi\u00e0 a otto anni infatti si rese protagonista di un episodio particolare, avendo liberato gli animali di un circo, questo gli cost\u00f2 il carcere minorile (il famigerato &#8220;Beccaria&#8221;), primo contatto con quella che sar\u00e0 la sua futura dimora. Il sipario su di lui comincia lentamente a calare il 14 febbraio 1972 quando viene arrestato solo una decina di giorni dopo una rapina ad un supermercato. Resta in carcere per quattro anni e mezzo (intanto la sua compagna, a piede libero, partorisce un figlio).<br \/>\nPartecipa a numerose rivolte, ma ovviamente per lui la cosa pi\u00f9 importante \u00e8 l&#8217;evasione.<!--more-->Non trovando altri mezzi si procura un&#8217;epatite attraverso una cura massiccia di uova marce e iniezioni di urina (si dice anche di sangue infetto), cos\u00ec da essere ricoverato in ospedale.<br \/>\nIl 28 luglio 1976 grazie fra l&#8217;altro alla complicit\u00e0 di un poliziotto Renato Vallanzasca \u00e8 uccel di bosco.<br \/>\nDi nuovo libero torna alla vecchia vita. Con la banda che ha saputo ricostruirsi fugge al sud in cerca di riparo.<br \/>\nViene accusato di diversi omicidi: prima l&#8217;omicidio di un poliziotto ad un posto di blocco di Montecatini: nessuno l&#8217;ha visto ma l&#8217;omicidio sembra portare la sua firma. Poi cadono un impiegato di banca (Andria, 13 novembre), un medico, un vigile e tre poliziotti.<br \/>\nStanco delle rapine Vallanzasca pensa in grande, \u00e8 alla ricerca del pingue introito che lo sistemi per sempre. Si d\u00e0 alla pratica dei sequestri. Il 13 dicembre 1976 cade nella rete Emanuela Trapani (poi liberata il 22 gennaio 1977 dietro pagamento di un miliardo di lire), mentre, inseguito dalle forze di polizia, lascia sul terreno due agenti ad un posto di blocco di Dalmine.<br \/>\nStanco e ferito all&#8217;anca, lo pescano nel suo covo il 15 febbraio.<br \/>\nQuesta volta \u00e8 in prigione e ci resta.<br \/>\nIl suo nome \u00e8 ormai non solo simbolo di criminalit\u00e0, ma anche di vita eroica e spericolata, di avventure al ben oltre il limite della legalit\u00e0, cos\u00ec come piace alla fantasia popolare colorare le vicende banditesche.<br \/>\nEra inevitabile dunque che il nome di Renato Vallanzasca finisse nel titolo di qualche film italiano, cosa puntualmente avvenuta con &#8220;La banda Vallanzasca&#8221; (1977), pellicola che porta la firma del regista Mario Bianchi.<br \/>\nIl 14 luglio 1979, nel carcere milanese di San Vittore, sposa Giuliana Brusa, premessa &#8220;sentimentale&#8221; alla sua seconda e mancata evasione avvenuta il 28 aprile 1980.<br \/>\nLa dinamica della tentata fuga \u00e8 a dire poco rocambolesca. Pare che durante l&#8217;ora d&#8217;aria siano comparse tre pistole che consentirono ai detenuti di prendere in ostaggio un brigadiere. Portatisi fino al cancello d&#8217;ingresso, diedero il via ad una furibonda sparatoria, proseguita anche nelle strade e nel tunnel della metropolitana. Vallanzasca, ferito, e altri nove vengono riacciuffati subito, altri detenuti riusciranno a darsi alla macchia.<br \/>\nNon si \u00e8 mai saputo chi forn\u00ec le pistole ai banditi.<br \/>\nIl 20 marzo 1981 mentre \u00e8 rinchiuso a Novara, Renato Vallanzasca \u00e8 autore di un atto che per la sua gratuita efferatezza sconvolge nuovamente l&#8217;opinione pubblica: durante una rivolta taglia la testa ad un ragazzo e ci gioca a pallone. Per lui si aprono le porte del carcere duro.<br \/>\nL&#8217;ex boss della Comasina \u00e8 un uomo pieno di risorse e il 18 luglio 1987 riesce a scappare attraverso un obl\u00f2 dal traghetto Flaminia che, sotto scorta, lo sta portando all&#8217;Asinara: i cinque carabinieri che lo accompagnavano gli avevano assegnato una cabina sbagliata.<br \/>\nSi reca a piedi da Genova a Milano dove concede un&#8217;intervista a &#8220;Radio Popolare&#8221; e sparisce.<br \/>\nNel frattempo si taglia i baffi, schiarisce i capelli e si concede una breve vacanza a Grado, alla pensione Uliana, dove di lui si parla come di una persona affabile e divertente.<br \/>\nIl 7 agosto \u00e8 fermato ad un posto di blocco mentre sta cercando di raggiungere Trieste. \u00c8 armato, ma non oppone resistenza.<br \/>\nUna volta tornato in gattabuia divorzia dalla moglie Giuliana, ma il suo spirito non \u00e8 ancora domo. Il suo chiodo fisso \u00e8 la libert\u00e0. E&#8217; disposto a qualunque cosa pur di evadere.<br \/>\nIl 31 dicembre 1995 ci prova un&#8217;altra volta dal carcere di Nuoro ma la cosa non gli riesce, sembra per una soffiata.<br \/>\nNel frattempo colleziona ammiratrici, e non solo quelle che leggono le sue gesta sui giornali popolari: una sua &#8220;tutrice&#8221;, forse innamorata di lui, viene accusata di falsa testimonianza mentre la sua avvocatessa con la quale riesce a stringere un rapporto molto profondo, sospettata, \u00e8 accusata di averlo aiutato nel tentativo di fuga nuorese.<br \/>\nIn totale ha collezionato quattro ergastoli e 260 anni di galera, \u00e8 accusato di sette omicidi di cui quattro attribuiti direttamente alla sua mano.<br \/>\nNel 1999 \u00e8 uscita una sua biografia scritta in collaborazione con il giornalista Carlo Bonini.<br \/>\nDal 2003 Renato Vallanzasca \u00e8 recluso nel carcere speciale di Voghera come vigilato speciale.<br \/>\nAll&#8217;inizio del mese di maggio 2005, dopo aver usufruito di un permesso speciale di tre ore per incontrare l&#8217;anziana madre 88enne, residente a Milano, Renato Vallanzasca ha formalizzato la richiesta di grazia, inviando una lettera al ministro di Grazia e Giustizia e al magistrato di sorveglianza di Pavia.<br \/>\nA partire dall&#8217;8 marzo 2010 Renato Vallanzasca pu\u00f2 usufruire del beneficio del lavoro esterno. Gli viene concesso di uscire dal carcere alle 7.30 per lavorare, e rientrarvi alle 19.00. Presta servizio in una pelletteria che \u00e8 anche una cooperativa sociale nel milanese. Vallanzasca usufruisce di una forma di permesso, concesso in base al primo comma dell&#8217;articolo 21 dell\u2019ordinamento penitenziario, valido anche per i detenuti condannati all&#8217;ergastolo che siano stati gi\u00e0 in reclusione da almeno 10 anni<br \/>\n\ufeff<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Renato Vallanzasca &#8220;C&#8217;\u00e8 chi nasce sbirro, io sono nato ladro&#8221;. Parola di Renato Vallanzasca, personaggio complesso e contraddittorio di indiscutibile fascino. 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